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VIAGGIO INCONTRO CON I POPOLI SIBERIANI

DELLA TUNDRA: NENCY-NENET E SAMI

Bruno Bocchi, referente del viaggio.

  • Sono disponibili solo due posti per un viaggio incontro con i popoli nomadi della tundra siberiana, prima che l'intera mandria di renne inizi la transumanza verso il Nord Artico.

  • Il gruppo è formato da sei persone, al fine di poter accamparsi alcune notti nelle tende prima del loro smantellamento per l'inizio della transumanza.Naturalmente il gruppo seguiràla famiglia Nency per alcuni giorni.

  • Il gruppo è contenuto per non creare un forte impatto con la famiglia ospitante e per poter trascorere alcuni giorni in stretto contatto con la famiglia Nency.

  • Il periodo è favorevole per contenere i costi, si evitano viaggi in elicottero o in aereo per raggiungere le mandrie nel periodo di maggio-giugno quando ormai i Nency sono a 200-300 chilometri a Nord.

    Per maggiori informazioni, contatta la segreteria del Circolo Polare: info@circolopolare.com

    Se motivato ed interessato, contatta direttamente Bruno Bocchi: 340.9343390=

    Appoggio Tecnico: IL TUCANO di Torino

Foto di Gianluca Frinchillucci

Russia - Tra taiga e tundra.

La primavera è nell’aria: è tempo di migrare verso l’Artico… Un mandriano guida le sue renne alla ricerca di licheni, tra poco supererà il Circolo Polare. Negli sconfinati spazi che si estendono ad ovest della catena degli Urali, le infinite foreste della taiga dolcemente si dissolvono nelle praterie della tundra fino al Mare di Barents. In queste pianure, tra boschi di pini e betulle e magiche distese punteggiate da una miriade di piccoli laghi, da tempo immemorabile vivono gli ultimi nomadi del nord, i Komi e i Nenet. Più a ovest, nella penisola di Kola, anche i Sami come i Nenet e i Komi, perpetuano la tradizione dell’allevamento della renna, che condiziona il ritmo di vita e scandisce le stagioni. La renna è tutto: cibo, abito, letto e mezzo di trasporto. Trascorrere con questi popoli una piccola parentesi si rivela un’esperienza straordinaria. Quanto mai suggestivo è anche il loro ambiente in questa stagione: un mondo ammantato di neve, dove tutto appare immacolato, senza altre tracce che non siano i segni lasciati dalle slitte e le impronte degli zoccoli delle mandrie.



Quando partire
Il viaggio viene effettuato sul finire dell’inverno, quando il clima non è più così rigido ma c’è ancora la neve: questo è il momento in cui i nomadi si preparano a migrare verso nord. Il periodo più sicuro per incontrare questi popoli è verso fine febbraio (difficilmente essi anticipano le loro migrazioni); il più piacevole, per le temperature che sono più miti e le giornate più lunghe, è marzo. Questo mese coincide con l’inizio del disgelo: le temperature, specie durante il giorno, raramente scendono sotto lo zero e il tempo è molto variabile: sole, neve e tormenta si alternano in continuazione.

Occorre sapere
Da Mosca in aereo ad Arkhangelsk, e poi in fuoristrada o in minibus sino ai margini della taiga. Da qui si penetra in un altro universo, quello delle secolari migrazioni delle renne. Questo viaggio consente l’incontro con i nomadi della taiga senza dover affrontare troppe scomodità. I pernottamenti sono in albergo, ad eccezione di due notti in un tipico “chum”, gli spostamenti in auto e solo per brevi tratti in motoslitta o su slitte trainate dai cani. La data della migrazione, che dipende dalle condizioni climatiche, varia di anno in anno: potrebbe infatti succedere che i Nenet migrino verso nord in marzo. I pernottamenti negli accampamenti dei Nenet si effettuano utilizzando le loro tende, grandi, comode e riscaldate da una stufa, ma senza alcuna privacy. Anche il vitto è quello di chi ci ospita: carne di renna (ottima), riso, frutti di bosco (conservati nella neve dagli stessi Nenet). E persino l’abbigliamento potrebbe essere quello tipico, che ci metteranno a disposizione con quel loro spiccato senso dell’ospitalità: la loro “malitza”, una sorta di tunica in pelle di renna che può apparire un po’ rigida, ma che si rivela ben presto calda ed impermeabile

Il viaggio...

1° giorno • Italia - Mosca – Arkhangelsk
Partenza con volo di linea per Mosca, via Monaco. Proseguimento con il volo per Arkhangelsk. Arrivo, trasferimento e sistemazione in hotel. Pernottamento.

2° giorno • Arkhangelsk – Golubino
Visita della città e del Museo delle Belle Arti, che ospita una bella raccolta di preziose icone. Lasciata Arkhangelsk si raggiunge, a 25 chilometri, Malye Karely, museo all’aperto dell’architettura in legno dell’Ottocento. Proseguimento per Golubino, che dista 175 chilometri. Lungo il percorso si attraversano villaggi tradizionali con casette in legno variopinto e finestre ornate da delicati festoni in legno traforato. Arrivo a Golubino e sistemazione in hotel. Pensione completa.

3° giorno • Golubino - Campo Nenet
Partenza in minibus, fuoristrada o motoslitta (la scelta del mezzo dipende dal posto in cui si troveranno i Nenet) per il primo campo dei pastori di renne. Si attraversano splendidi paesaggi innevati, percorrendo una pista coperta da uno spesso strato di neve. E’ nella regione intorno a Pinega che alcuni gruppi di nomadi Nenet e Komi della penisola di Kanin vengono a trascorrere l’inverno, seguendo le tradizionali vie della transumanza.  Arrivo al campo: ai margini di un  bosco ci sono alcune grandi tende, circondate da un caos di slitte, renne, attrezzi vari, pelli stese a seccare… 
Entrando nella tenda del capo brigata, inizia la scoperta dell’affascinante mondo dei pastori della taiga, di questo popolo nomade, del loro modo di vivere e di vestirsi (per uscire dalla tenda, soprattutto per andare in slitta, indossano la “malitza”, la tonaca di renna rovesciata)..  Il resto della giornata è dedicato all’esplorazione del campo di questa “brigata”. Si impara a riconoscere i Komi, dai tratti somatici più europei, dai Nenet, che hanno occhi a mandorla, zigomi sporgenti, occhi e capelli scuri e faccia appiattita; entrambi da tempo immemorabile nomadizzano in questa regione.
Poi, quando cala la sera, si cena con brodo di renna e renna stufata e si beve un po’ di vodka. Infine, stese le pelli di renna in un angolo della tenda e posati i sacchi a pelo, si va a  dormire. Pensione completa.

4° giorno • Campo Nenet
Al mattino prosegue l’esplorazione del campo. Nella prima mattinata, generalmente poco dopo le nove, vengono riassemblate, conducendole in un piccolo recinto, le renne da traino che durante la notte hanno pascolato in libertà alla ricerca di licheni e, tra loro, vengono scelte (talvolta prendendole con il lazo) quelle che verranno attaccate alle slitte.  Più tardi si parte con le slitte trainate dalle renne; è questo infatti l’unico mezzo di trasporto che consente di raggiungere i campi delle altre brigate. In slitta si attraversa il bosco, si percorrono fiumi gelati (quali il fiume Polta e il Kuloy), in una sequenza di paesaggi magici. Improvvisamente in una radura spunta un altro campo; anche qui  ambiente, volti, gesti, costumi: tutto è straordinario. Nel pomeriggio ritorno al campo. Viene nuovamente offerta la carne di renna, forse quella ritenuta più prelibata in quanto è stata macellata in estate, nella stagione in cui le renne mangiano erba fresca… Pensione completa.

5° giorno • Campo Nenet
Dopo la colazione e i rituali del raduno delle renne da traino, si parte per un’altra escursione in slitta, per raggiungere un’altra brigata. Anche qui si assiste al va e vieni dei  “mandriani” che, con le loro slitte e dei rudimentali sci ricoperti di pelle di renna, vanno a radunare le renne sparse nei boschi dei dintorni. Nel pomeriggio rientro al campo. Pensione completa.

6° giorno • Campo Nenet - Golubino
Ultima mattinata al campo o in slitta tra i boschi di betulle. Nel pomeriggio si lasciano i Nenet e si rientra a Golubino. Sistemazione al Tourist Center. Pensione completa.

7° giorno • Golubino - Pinega – Arkhangelsk
Visita alla Riserva di Golubinsky, delle grotte “Golubinsky Proval” e passeggiata fino ad una cascata. Poi si raggiunge Pinega, sperduto villaggio di tagliatori di alberi che conta circa 4000 abitanti: affacciato con le sue case in legno su un fiume gelato, ovattato dalla neve, il paese offre al visitatore l’ultimo saluto di una terra dura e affascinante. Terminata la visita, partenza per Arkhangelsk (230 km: 3 ore e mezza circa). Arrivo e sistemazione in hotel. Pensione completa.

8° giorno • Arkhangelsk - Murmansk – Lovozero
Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per Murmansk, da cui si prosegue in minibus per Lovozero, la capitale della Lapponia russa, che dista 180 chilometri. Sistemazione in hotel. In serata, in condizioni meteorologiche ottimali, si potrà osservare il fenomeno delle aurore boreali. Pensione completa.
Attenzione: il volo Arkhangelsk – Murmansk opera di lunedì, mercoledì e venerdì.

9° giorno • Lovozero - Campo Sami
Siamo nella penisola di Kola. Anche qui terre coperte da neve, immensi boschi di betulle, la luce crepuscolare, le mandrie di renne, ma diversa è la popolazione. Questa è la terra dei Sami, i parenti russi dei Lapponi della Scandinavia. Anche i Sami nomadizzano insieme alle loro renne, ma vivono anche di pesca ed hanno mantenuto tradizioni e costumi. Visita del museo dedicato alla cultura dei Sami e ad un laboratorio di pellicce. Partenza in motoslitta o con slitta trainata dalle renne diretti ad un insediamento di allevatori lapponi ad una quarantina di chilometri da Lovozero. Viaggiamo nella tundra, una sconfinata distesa di betulle ci circonda. Qui si avrà modo di visitare alcuni “chum” o “kuvaksa”, le tradizionali tende lapponi, effettuare escursioni con le slitte e, nel corso della cena, assaggiare la cucina tipica. Pernottamento in sacco a pelo, su morbide pelli di renna, in una tenda lappone. Pensione completa.

10° giorno • Campo Sami - Escursione al Lago Seidozero
In motoslitta, seguendo le tracce delle renne ed accompagnati da alcuni pastori, si raggiunge il lago Seidozero, ritenuto sacro dalle popolazioni locali che vi venerano la roccia Kuyvy. Il paesaggio è molto suggestivo con lo specchio del lago, spesso gelato, circondato dai monti Lovozersky. Incontro con i Sami che, grazie all’aiuto di un interprete, ci racconteranno le loro leggende. Pernottamento in una tenda sami. Pensione completa.

11° giorno • Campo Sami - Revda – Murmansk
Lasciato il mondo degli allevatori di renne ritorniamo a Lovozero, proseguendo poi per la città di Revda, che dista una trentina di chilometri. Qui si visiterà il Museo di Mineralogia, prima di proseguire per Murmansk, che dista 160 chilometri. Arrivo e sistemazione in hotel. Mezza pensione che include il pranzo.

12° giorno • Murmansk - Mosca – Italia
Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e partenza per Mosca. Proseguimento con il volo per l’Italia, via Francoforte, con arrivo nel tardo pomeriggio.

 

Periodo di effettuazione
Da Febbraio a Marzo

Quote di partecipazione
Con assistenza di guide locali parlanti inglese:
Base 6/7 partecipanti        € 3309,00
Base 4/5 partecipanti        € 3678,00



Supplementi:
Partenze da altre città italiane: su richiesta
Camera singola: su richiesta

Diritti di iscrizione:     € 70,00

Assicurazione obbligatoria non inclusa: vedi coperture assicurative

La quota comprende

• I passaggi aerei internazionali con voli di linea Aeroflot da/per Milano (classe di prenotazione Q: vedere paragrafo alla pagina Informazioni Generali) e i voli interni, 20 kg di franchigia bagaglio • Tutti i trasferimenti  come da programma • Sistemazione in hotel di categoria 4 stelle ad Arkhamgelsk, 3 stelle a Mursmank, nel Tourist Center a Golubino, in albergo di categoria turistica a Lovozero, in tenda locale presso i Nenet e presso i Sami  • I pasti dettagliati nel programma (pensione completa dalla colazione del 2° giorno al pranzo dell’11° giorno • Visite ed escursioni come da programma • Ingressi durante le visite guidate • Assistenza di guide locali parlanti inglese

La quota non comprende

• Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 294 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco • Il visto di ingresso in Russia •   Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

Appoggio Tecnico: IL TUCANO di Torino


Foto di Gianluca Frinchillucci