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SINTESI CONVEGNO POLO NORD, ARTICO E GROENLANDIA: RIEVOCAZIONE DI LEONARDO BONZI E SUA SPEDIZIONE IN GROENLANDIA NEL 1934.
 



3° Convegno Polo Nord, Artico e Groenlandia. Milano, 28 e 29 maggio 2009.

Rievocazione figura di Leonardo Bonzi e la spedizione in Groenlandia del 1934.

PREMESSA
La Groenlandia il 21 giugno 2009 diventa il primo Stato Inuit anche secon uno sviluppo dell'autonomia concordata con la Danimarca.
L’Artico vede aumentare il suo ruolo geo-strategico alla luce dei cambiamenti climatici e giuridici in corso. Il turismo vede crescere fortemente le presenze nel Grande Nord. Il progetto Carta dei Popoli Artici ha raggiunto significativi risultati dalla spedizione in Groenlandia nel Luglio 2008.
Il Convegno ha rievocato la figura di Leonardo Bonzi e il volo effettuato al Polo Nord insieme al Generale Vincenzo Camporini, attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, a ricordo dei dispersi nella spedizione polare Dirigibile Italia, guidata da Umberto Nobile:
Le rievocazine della figura di Leonardo Bonzi è una scelta del Direttivo del Circolo Polare, su segnalazione di Manuel Cazzaniga della Seiviaggi: Bonzi è il primo esploratore italiano in Groenlandia, oltre che un grande ed eclettico personaggio, naturalmente dimenticato dalla storia, dai milanesi e dagli italiani.

Altre sessioni del Convegno:
Volo rievocativo al Polo Nord e il messaggio del Gen. Vincenzo Camporini.
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Approfondimento scientifico, coordinato il prof. Claudio Smiraglia.
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Sfida geopolitica al Polo Nord e la “wider autonomy” della Groenlandia.
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Rievocazione figura Leonardo Bonzi della figlia Emilia e la spedizione in Groenlandia del 1934:
Conferenza - Gen.Roberto Corsini - Riflessioni su Leonardo Bonzi - Spedizione in Groenlandia - Diario

Emilia Bonzi riassume in poche pogine l'intensa vita del padre Leonardo, con Aulo Chiesa.




“Mio pdre non giocava a fare l’eroe, anche se in molti l’hanno pensato. Di questo sono certa e me lo hanno confermato tutti, amici e conoscenti, familiari  e compagni d’avventura. Alla base di ogni suo esperimento c’era un’adeguata preparazione, e i suoi slanci creativi erano spesso dedicati ad affinare la logistica. Indro Montanelli, che ha avuto modo di conoscerlo bene, l’ha definito “un uomo di molta praticità ma soprattutto un grande architetto”…Non appena ottenuto il brevetto, Leonardo Bonzi prese coscienza dell’uso anche individuale dell’aereo, e mentre in tutto il mondo l’aeronautica civile muoveva i suoi primi passi verso l’ottimizzazione dei trasporti di linea, lui andava oltre e auspicava l’impiego abituale e privato di un mezzo facile da usare, relativamente costoso e assolutamente necessario per ridurre distanze e tempo di percorrenza”.
(Emilia Bozi, da “Leonardo Bonzi, luomo che partiva sempre”, Ed. Mursia, 1999).

Il Generale dell'Aeronautica Roberto Corsini, Comndante Forze Aere da Combattimento di Milano, introduce l'incontro e trasmette il saluto dell'Aeronautica Militare. Leonardo Bonzi è stato decorato della Medaglia d'Oro dell'Arma Azzura. A destra, Emilia Bonzi.



Qui sopra: i figli dei componenti la spedizione in Groenlandia nel 1934.

 

Leonardo Bonzi: l'uomo che partiva sempre. (riflessioni di Aldo Scaiano)

Tra le finalità del Circolo Polare vi è quella di recuperare la memoria di persone che hanno dato un significativo contributo all’esplorazione e alla ricerca, ma che oggi sono nel dimenticatoio della storia e quasi sconosciuti alle nuove generazioni.
Dopo Bove, Weyprecht, Maddalena, Nobile, Monzino…ricordiamo Leonardo Bonzi con sua storia di vita densamente vissuta, e onestamente non si sa da dove iniziare per definire una profilo di un personaggio così denso d’azione.
Leonardo Bonzi è uno di questi personaggi pieni di storia, di notizie, di avventure, colmo di esperienza, ricco di aneddoti e “naturalmente” sconosciuto al 99,9% degli italiani e al 99,9% dalle Istituzioni milanesi e lombarde, pur essendo stato uno che ha fatto la storia di Milano.

Il Circolo Polare lo ha incontrato grazie alla spedizione che effettuò in Groenlandia nel 1934, la prima spedizione italiana in quel paese, oggi alla vigilia di diventare uno Stato autonomo, il primo stato Inuit.

Leonardo Bonzi, Medaglia d’Oro dell’Arma Azzurra, oggi si direbbe dell’Aeronautica, è stato premiato dal Re Vittorio Emanuele III, da Cesare Balbo, dal Re di Danimarca,  dal Fedelmarescialle Kesserling e dal Field-Marshal Alexander, quando combattè nelle forze alleate.

Tralasciando i suoi record e le sue traversate in diversi continenti, forse la nostra curiosità su Leonardo Bonzi nasce dalla sua decisione di effettuare il viaggio di nozze insieme alla moglie Elisa Lentati in Persia e Afganistan, via Bombay, nel lontano 1937 con un’auto Aprilia!  Elisa Lentati in Bonzi, la prima donna italiana a prendere il brevetto di pilota, così da far coppia con il marito nelle diverse competizioni e raduni aerei.
La nostra curiosità aumenta dopo il matrimonio civile con l’attrice Clara Calamai nel 1945 o dopo aver saputo della sua partecipazione alle Olimpiadi Invernali di Chamonix nel 1924, con il bob a cinque.
I motivi della dimenticanza sono sempre sconosciuti.
Forse il motivo principale è che Leonardo Bonzi ha compiuti molte imprese nel “ventennio” del secolo novecento, ma forse non è corretto perché nel dopoguerra ha contribuito a sviluppare e raccogliere fondi per l’Opera Don Gnocchi con l’operazione Angelo dei Bimbi, la traversata aerea sino a Buenos Aires insieme a Maner Lualdi, con il biplano Grifo-Ambrosini.
Negli anni cinquanta, in qualità di produttore e cineasta vinse il David di Donatello e l’Olivier d’Or con il lungometraggio "La Muraglia Cinese" del 1957, frutto di un viaggio in Cina con Carlo Lizzani. Nel 1951 attraversa il Mato Grosso e gira “Magia Verde”, insieme a Gian Marco Napoletano e Mario Crateri, premiato al festiva di Cannes. Nel 1955 attraversa il Sud-Est asiatico e produce il lungometraggio “Continente perduto” con Enrico Gras, Crateri e Orio Vergani.
Non essendoci motivi storici, sociologici o psicologici perché i milanesi e gli italiani si siano dimenticati di lui, non poniamoci più il problema. la rievocazione di oggi è il primo passo per la l'azione di recupero della memoria e la maggiore diffusione della figura di Leonardo Bonzi.
La figlia Emilia ha cistruito il bellissimo museo con foto, cimeli e documenti sulla vita di Leonardo Bonzi, sistemandolo nelle scuderie della casa di campagna in frazione San Michele di Ripalta Cremasca.
Un gioiello di raccolta dove attraverso ottime gigantografie,sono descritte le maggiori imprese di Leonardo Bonzi, insieme a oggetti utilizzati nei vari viaggi e ai suo libri che riassumono diverse spedizioni e viaggi.
All'interno del museo è possibile visionare filmati e cortometraggi prodotti da Leonardo Bonzi.


Il Museo Bonzi a Ripalta Cremasca. Emilia Bonzi con Walter Gasparini e Nadia Calamani.

 

La spedizione in Groenlandia 1934, 17 luglio-15 settembre.

“Uhì tì Martinoni, cosa fai di bello quest’estate?” “Non verresti con me a fare una caccia all’orso in Groenlandia?”. E' con questa provocatoria proposta che Leonardo Bonzi parte il 17 luglio da Milano-Linate  con quattro amici: Franco Figari, Leopoldo Gasparotto, Gherardo Sommi Picenardi, Gigi Martinoni.
Non sono amici qualunque, sono alpinisti e in grado di rilevare un territorio inesplorato, sia dal punto di vista topografico che geografico.
Sono esploratori che si adattano a vivere sui ghiacciai della Groenlandia per il doppio del tempo previsto, in attesa di una baleniera che ritorna ben dodici giorni dal giorno prefissato, dopo un lungo periodo senza cibo e nell'’incertezza o forse nella disperazione di non poter tornare al villaggio.
Sono alpinisti che si documentano, scambiano idee e impressioni con il famoso esploratore francese Joan Baptiste Charchot a bordo bosrdo di Porquoi pas?, che senza indugio li sconsiglia ad inoltrarsi nell’interno della Groenlandia per via del maltempo e della formazione del pack artico che avrebbe precluso la via del ritorno in nave.
Sono topografi che con competenza delineano ghiacciai inesplorati, definendoli ghiaccio Milano, Roma, Genova, Brescia, sopra punta Brewster nella baia di Scoresby, in Groenlandia orientale.
Curiosità: nella loro esplorazione hanno utilizzato la slitta che il mitico norvegese Fridjof Nansen ha lasciato dopo l'attraversamento della Groenlandia! La slitta è oggi conservata nel museo di Copenaghen.


Franco Figari, Leopoldo Gasparotto, Gherardo Sommi Picenardi, Gigi Martinoni e Leonardo
Bonzi, a bordo della baleniera Njall, da Reykjavick alle coste della Groenlandia.



Leonardo Bonzi e Jean Baptiste Charchot. La baleniera Njall

 


La slita di Nansen nell'attraversamento di un crepaccio. La pagina del Club Alpino Italiano con le foto relative alla spedizione.




Le rilevazioni delle cime e dei ghiacciai.



Dal diario:

17 luglio Milano- Copenaghen
22 luglio da Copenaghen
31 luglio da Reykjavick (con la Baleniera Njall)
19 agosto arrivo a Capo Brewster – Scoresby
29 agosto, rientro dai ghiacciai: la nave baleniera non c’è.
1 settembre: piove a raffiche, la Njall non arriva.
2 settembre: piove senza tregua, viene distribuita l’ultima sigaretta.
3 settembre: piove e nuove nubi si addensano.
4 sett. viene costruito un muricciolo attorno alla tenda.
5 Settembre, le condizioni del tempo non accennano a mutare.
6 settembre, la tempesta continua
7 settembre E la nostra nave?
8 Settembre: si vede la Njall all’orizzonte -
10 settembre: la baleniera attracca, il Comandante afferma: ”credevamo foste tutti morti”
17 settembre partenza
24 settembre: arrivo a Milano
Roma: Riconoscimenti  dal Re Vittorio Emanuele III

1935 Ricevono il Falcone d’Oro da Governo Danese.

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