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conferenze e manifestazioni > Sintesi serata commemorazione Guido Monzino

 
 

Guido Monzino: il ricordo e l’attualità di un grande mecenate, esploratore e organizzatore. Milano 11 ottobre 2008.

Sommario: Guido Monzino: mecenate ed organizzatore - La famiglia Monzino - Guido Monzino e la famiglia Ajmone Cat - La famiglia Carrel con Rinaldo al Polo Nord e sull’EverestIl premio giornalistico “Guido Monzino” e le borse di studio - I ragni di Lecco - Agostino da Polenza e il Comitato EV-K2-CNRApprofondimenti -

Una forte e qualificata partecipazione alla commemorazione di Guido Monzino ha permesso di ricordarlo quale mecenate, alpinista e organizzatore di spedizioni, grazie ai filmati e alle testimonianza delle persone che hanno partecipato ad alcune sue memorabili spedizioni: il raggiungimento del Polo Nord, nel 1971, in assoluto la prima spedizione via ghiaccio e la salita al monte Everest, la prima spedizione italiana nel 1973.
La serata è stata organizzata dal FAI Fondo ambiente italiano nella suggestiva villa Necchi Campiglio, in collaborazione con il CAI Milano e il Circolo Polare, con l’importante presenza del Coro ANA della Valle d’Aosta, delle Guide di Cervinia, dei Ragni di Lecco e  di Agostino da Polenza del Comitato EV-K2-CNR.
Il coro A.N.A. ha allietato la serata con toccanti brani di montagna e le Guide alpine di Cervinia hanno fatto da cornice all’evento, presentando la grande tradizione della famiglia Carrel nell’attività di salita alle cime alpine e di esplorazione insieme a Guido Monzino.
Pirovano dei Ragni di Lecco e Agostino Da Polenza hanno dato un qualificato intervento al significato di alpinista e di scienziato al giorno d’oggi.







Guido Monzino: mecenate ed organizzatore.
Marco Magnifico ha condotto la serata e coordinato i vari interventi, ricordando in primo luogo Guido Monzino quale gran mecenate per via della donazione fatta al Fai di Villa Balbianello sul lago di Como, sua ultima residenza: qui sono raccolti i materiali di tutte le spedizioni effettuate nel mondo da Monzino, in un apposito spazio aperto al pubblico. Si consiglia di effettuare una visita alla struttura sia per la bellezza del luogo, sul ramo sinistro del lago di Como, sia per ammirare gli interni e le suppellettili di villa Balbianello nonché di godere del parco con alberi centenari. All’interno della villa sono conservati moltissimi materiali e documenti sulle ventuno spedizioni organizzate da Guido Monzino: bandiere, documenti, foto, cimeli, slitte e interessanti mappe e cartografie utilizzate ed aggiornate nelle differenti spedizioni.

La sorella Fiorella ha partecipato alla serata attorniata da un folto gruppo di familiari e di nipoti. La famiglia Monzino ha avuto per Milano un grande ruolo imprenditoriale e di mecenatismo. Infatti, Franco Monzino, padre di Guido, insieme al fratello Italo fondarono a Milano i magazzini Standa, in origine Standard, dopo aver creato e affermato i magazzini UPIM all’interno del gruppo La Rinascente; nel 1931 creano la  "Società Anonima Magazzini Standard",  la quale aprirà nello stesso anno il suo primo magazzino a Milano con l’insegna "MODERNO 33"e nel 1937 prenderà il nome di "Standa".
Italo Monzino ha creato e donato l’attuale rifugio Monzino sul Monte Bianco, intitolato al figlio Franco deceduto prematuramente. Il rifugio si erge tra i tormentati ghiacciai del Brouillard e del Freney, a loro volta circondati dallo splendido e severo anfiteatro costituito dall’ Aiguille Noire, dalla Cresta di Peuterey, dagli enormi pilastri del Monte Bianco e delle creste dell’ Innominata e del Brouillard.
Sempre lo zio Italo Monzino è stato il creatore della Fondazione Monzino che nel settore medico ha raggiunto livelli di eccellenza nazionale e mondiale. Creato a Milano nel 1981, il Centro Cardiologico Monzino diventa un punto di riferimento qualificato a livello nazionale ed internazionale, dedicato esclusivamente alla cura delle malattie cardiovascolari.
Infine, il cugino Tullio è stato un dirigente della  squadra di Hockey su ghiacco di Milano denominata “I Diavoli di Milano”, la quale nella stagione 1959/60  conquista lo scudetto italiano, interrompendo una lunga serie di scudetti vinti alla squadra di Cortina d’Ampezzo, campioni italiani per eccellenza e tradizione.

Guido Monzino e la famiglia Ajmone Cat
L’unica pubblicazione su Guido Monzino e sulle sue spedizioni è stata scritta da Rita Ajmone Cat: oltre trecento pagine, ventidue Tavole Cartografiche, l’elenco completo dei componenti le spedizioni, cento e più fotografie che riassumono la vita avventurosa di Guido Monzino per tutto l’arco di attività esplorativa. Il libro non è di facile reperibilità nelle librerie ma è acquistabile anche “on line” presso il Centro di documentazione del Circolo Polare.
La famiglia Ajmone Cat ha anch’essa una grande tradizione di vita esplorativa: il fratello Giovanni Ajmone Cat è stato un leggendario marinaio e ha raggiunto il continente antartico da Anzio con una barca a vela. Ci ha lasciato da poco tempo e un breve profilo del personaggio, a cura di Tito Mancini, è pubblicato sul sito del Circolo Polare nella rubrica “L’importanza della memoria”.
Nel 1969, Giovanni Ajmone Cat salpa con il motoveliero “Sa Giuseppe Due” da Anzio per il continente Antartico, sulle rotte tracciate da Giacomo Bove, raggiunge il Mar di Plata, le isole Falkland-Malvinas e quindi approda sui ghiacci antartici. La spedizione è ripetuta nel 1973, con approfonditi studi geologici e idrografici lungo le coste antartiche.
La famiglia Ajmone Cat ha nel DNA una particolare predisposizione all’esplorazione e all’avventura, infatti la gentile Rita e il compianto Giovanni sono figli del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana subito dopo la seconda  guerra mondiale, Generale Mario Ajmone Cat: ottimo comandante che ha pure sorvolato le terre polari antartiche. La madre, la gentile Carla Angela Durini si deve ricordare anche per aver attraversato l’equatoriale, dal Mar Rosso a Lobito in Angola, su mezzi meccanizzati OM, negli anni trenta del XX secolo.



Significativa la presenza della famiglia Carrel alla serata di commemorazione, perché di fatto ogni spedizione di Guido Monzino aveva uno o più componenti della famiglia Carrel.
Carrel ha fatto gli onori di casa, presentando i cugini e ricordando alcuni episodi nel suo lungo rapporto di collaborazione con Guido Monzino.
E’ importante ricordare come nel 1971 Rinaldo Carrel, Mirko Minuzzo e Guido Monzino insieme abbiano raggiunto il Polo Nord per primi, attraversando il pack  artico con slitte spinte da spinti da cani siberiani ed artici: la spedizione è stata la prima a raggiungere il Polo Nord per via terra o meglio ghiaccio, dopo che è stato sorvolato da dirigibili ed aere, e attraversato via mare dal sommergibile atomico Nautilus. Infatti, è ormai accertato che Peary e Cook non abbiano mai raggiunto il Polo Nord, ma hanno creato solo una forte diatriba che ha appassionato gli amanti delle spedizioni polari.

Inoltre, Rinaldo Carrel il 5 maggio 1973 ha raggiunto la vetta dell’Everest, insieme a Mirko Minuzzo, Shambu Tamang e Lhakpa Tenzing, Fabrizio Innamorati, Virginio Epis, Claudio Benedetti e Sonam Gyaljien. La spedizione era organizzata e guidata da Guido Monzino,
i suoi componenti erano  prevalentemente militari italiani dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. E’ stata la prima spedizione italiana a raggiungere la vetta dell’Everest, adottando la tecnica di creazione di campi base di sostegno alle diverse quote.
Presso il Centro di Documentazione del Circolo Polare vi è una delle poche copie rimaste relative a questa conquista.

Punta Arenas: la strada dedicata a Guido Monzino
Mario Brgando, alpino patagonico e membro del Direttivo del Circolo Polare ha ricordato con dignitosa commozione la figura di Guido Monzino e il suo personale rapporto con l’esploratore. Brigando nasce a Punta Arenas e grazie all’attività di svolta dal padre, incontra il gruppo di Guido Monzino nella spedizione al Cerro Paine ed alle Torri del Paine, nelle  Ande patagoniche. Qui incontra anche padre De Agostini, denominato Monsignor Patagonia, e da questi incontri nasce l’amore e la passione per le terre ai confini del modo e dei “Popoli del Vento”.

Il premio giornalistico “Guido Monzino” e le borse di studio
Aldo Scaiano, a nome del Circolo Polare, ha sottolineato l’importanza di ricordare e di divulgare le imprese di Guido Monzino, come un dovere verso le nuove generazioni, al fine di informarle, stimolarle e presentare uomini e imprese significative del passato prossimo.
Egli ha annunciato due lodevoli iniziative, finalizzate a mantenere viva la memoria di Guido Monzino:
> il premio giornalistico Guido Monzino, dedicato a giovani scrittori e giornalisti su argomenti di montagna e di spedizioni, oltre che di viaggio e di avventure;
> due borse di studio a giovani motivati a sviluppare argomenti di montagna e polari.
La prima borsa di studio sarà coordinata con il prof. Claudio Smiraglia, professore Dipartimento Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato Glaciologico italiano, e riguarderà studi sui ghiacciai alpini, già in atto con lodevoli risultati.
La seconda borsa di studio vedrà il fattivo supporto del Club Alpino Italiano e verrà attribuita a un giovane da inserire nell’organizzazione di eventi e manifestazioni  sulle terre artiche e sui popoli artici, progetto Patrocinato dal CAI.

I ragni di Lecco
Alberto Pirovano ha portato la sua testimonianza e la tradizione dei Ragni di Lecco, ricordando lo spirito con cui sono nati e le finalità per cui svolgono sia le spedizioni che la formazione di giovani alpinisti. Ha evidenziato come l’esperienza lecchese dei Ragni di Lecco, nasce dalla base operaia e lavoratrice dei giovani appassionati di montagna, in contrasto o in parallelo all’esperienza degli alpinisti del milanese,  più blasonati e con maggiori fondi finanziari.

Agostino da Polenza e il Comitato EV-K2-CNR
Da Polenza ha ricordato  la lunga esperienza italiana nell’Himalaya, dal Duca degli Abruzzi ad Ardito Desio e Guido Monzino, con la fondazione della stazione Piramide e del progetto tecnologicamente innovativo  SHARE EVEREST 2008 che vede l’Italia all’avanguardia nel monitoraggio del clima sul pianeta. Infatti, occorre sottolineare  come il complesso sistema di rilevazione sia formato da stazioni meteorologiche in quota, sui ghiacciai e non solo dai satelliti, e come sia diffuso sui diversi poli alpini e geografici del pianeta.
Significativo il ricordo dell’alpinista Marco Confortola che insieme a Silvio Mondinelli e Michele Enzio, hanno contribuito alla sistemazione della più alta stazione meteorologica al mondo, sul monte Everest a 8.000 metri.




Approfondimenti »

Il programma degli eventi di commemorazione di Guido Monzino

Il libro sulle 21 spedizioni di Guido Monzino, a cura di Rita Ajmone Cat

Villa Balbianello e il Museo delle esplorazioni

FAI, Fondo Ambiente Italiano

Coro Monte Cervino - ANA Sezione Valle d'Aosta

I Ragni di Lecco

Comitato EvK2CNR

Il ricordo di Piero Carlesi su LO SCARPONE

Club Alpino Italiano

CAI Milano

Rinaldo Carrel

 


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