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Sintesi Convegno Internazionale sullo Sciamanesimo Artico ed Antartico (di Aldo Scaiano)

 
 

Sintesi Convegno Internazionale sullo Sciamanesimo Artico ed Antartico
(di Aldo Scaiano)
Fermo, 8 Dicembre 2007

Giornata interessantissima specie per un profano e ignorante come me sull’argomento degli sciamani e dello sciamaneso in generale,  giornata a cui ho partecipato con entusiasmo e sicuro della qualità delle relazioni, visto che era organizzato da quel vulcano d’idee e d’iniziative che è Gianluca Frinchillucci, Direttore dell’Istituto Geografico Polare Silvio Zavatti.

Naturalmente l’interesse è scaturito dall’approfondimento di un particolare aspetto che coinvolge la popolazioni artica e subartica, scoprendo dalle relazioni, che il fenomeno dello sciamanesimo ha interessato tutta l’area europea o meglio l’antica Euroasia.
Infatti, secondo la relatrice Carla Corradi Musi è importante “ricostruire di quel sistema di credenze legate allo sciamanesimo ugro-finnico per rinvenire aspetti inediti della storia e della cultura dell’antica Euroasia... recenti studi hanno messo a confronto le tradizioni dei popoli ugrofinnici con quelle di altre aree (quali celtica, balcanica o mediterranea), da cui è emersa una condivisione di miti e di credenze che ha permesso di riscoprire una sorprendente disponibilità al confronto e all’accoglienza tra gli abitanti dell’antica Eurasia, ancor prima che esistesse l’Europa moderna” 1).
Le relazioni di autentici “mostri sacri” sul fenomeno, come si vedrà nella note inali inerenti gli studi e le ricerche dei relatori, saranno pubblicate nel giugno 2007, sulla rivista IL POLO  edita dall’Istituto Geografico Polare Silvio Zavatti.
Il mio modesto compito è di offrirvi una prima sintesi del Convegno e di suggerirvi alcuni siti di approfondimento  dell’argomento, in attesa della pubblicazione  delle relazioni.
I qualificati relatori, naturalmente, hanno dato per assodato cosa sia lo sciamanesimo e lo sciamano, ma per un profano come me e forse per molti altri, è necessario trovare una minima definizione che consenta di poter inquadrare gli argomenti sviluppati durante la giornata di studio.

Lo sciamanesimo
Lo sciamanesmo è "un culto la cui idea centrale è la credenza nell’abilità di alcuni individui scelti dagli spiriti, per svolgere la funzione di intermediari tra il mondo degli spiriti e una data comunità di esseri umani".
Tali intermediari sono gli sciamani, operatori estatici, in grado di entrare in uno stato di trance, per mezzo di una stimolazione ritmico-musicale autoindotta. Sono figure suggestive anche per il loro ruolo: secondo il prof. Mastromattei, «essi non sono tanto "al servizio della comunità", quanto piuttosto, "rendono servizio alla comunità"».
In particolare, lo sciamanesimo non va isolato e riferito a culture  antiche o di popolazioni lontane, o peggio, arcaiche: “le credenze sciamaniche vanno inserite in un contesto di miti, idee e pratiche che ogni società si è costruita per fronteggiare i problemi dell’esistenza”.

Lo sciamano
“Lo sciamano ugro-finnico e siberiano è il portavoce del patrimonio simbolico e mitologico dell’immaginario collettivo, il modello guida per l’analisi della altre visioni del mondo, la figura centrale nel sistema sciamanico di credenze, interprete di sapienza e conoscenza e riveste il ruolo di custode dell’armonia cosmica, individuale e collettiva”
(Carla Corradi Musi).

Gli amuleti
Sono oggetti utilizzati nella vita di tutti i giorni che, secondo la prof.ssa Carla Corradi Musi, richiamano i grandi temi della creazione, della lotta tra il bene e il male e soprattutto rispettano la storia e la cultura di un popolo.
Alcuni esempi.
- Un piccolo pettine, molto in voga anche in Italia, emblema dei raggi del sole e fermaglio d’adornamento dei capelli, dove consentiva di distinguere anche l’appartenenza ad uno specifico clan o villaggio.
- La sciarpa colorata ed annodata ad un albero, nel periodo prima delle nozze, quale impegno di futura unione.
- La cintura quale sintesi del ciclo del sole.
- La ricerca della fortuna nel naso degli animali.
- L’utilizzo dell’ambra sia nei popoli ugro-finnici che nel resto dell’Europa: amuleto propiziatorio, sintesi di minerale-vegetale, che simboleggia il sole. L’artigianato legato all’ambra è tutt’oggi molto diffuso nei paesi baltici.

Identità culturali
Le popolazioni ugro-finniche-siberiane sono classificabili come popolazioni  nomadi e senza Stato, che grazie anche al mantenimento delle loro tradizioni e alla propria identità culturale, hanno avuto la capacità di rinnovarsi e di sopravvivere fino ai nostri giorni.

Le popolazioni siberiane
Il professor Dominique Samson Normand de Chambourg ha illustrato con l’ausilio di filmati e di foto,  il gioco dell’orso tra i Khanti del Nord, definendolo sciamanesimo senza sciamani.
La sua introduzione inquadra il popolo Khanti e le popolazioni siberiane, frutto del lavoro svolto nel Centre de recherches Russe set Euro-Asiatiques (Inalco).
Si soffermato sull’importante influenza che hanno avuto la cultura e la storia Russa nei riguardi dei nativi siberiani, in particolare sulla forte politica russa di egemonia e d’indottrinamento dei nativi a partire dal XIV secolo.
Oggi lo sciamanesimo e la cultura sciamanica è ben radicato nelle popolazioni native, a dispetto della forte pressione della cultura dominante russa e della religione ortodossa: un dato che sorprende se si pensa che la tradizione sciamanica si è sempre basata sulla trasmissione orale.

La cultura dominante russa ha puntato a definire lo sciamano “una persona furba, che approfitta della credulità della popolazione”, ma nel tempo e grazie anche ai viaggiatori europei, lo sciamano è riconosciuto come persona onesta, sincera e che non si arricchisce alle spalle della gente.
Bellissime le foto presentate e il filmato priettato.
I risultati delle ricerche sul campo e il complesso meccanismo del “gioco dell’orso” sarà ben descritto negli Atti del Convegno, quindi non mi azzardo a riportare alcun passo o meccanismo per non svilire un’interessante relazione. Sinceramente, occorre tempo e preparazione per metabolizzare quanto illustrato da Dominique Samson. Attendiamo gli Atti.

Il profumo dell’anima
Gianluca Frinchillucci ha esposto le sue ricerche e quelle del prof. Silvio Zavatti, sulla comunità Inuit della Groelandia occidentale, in particolare nel distretto di Ammassalick.
Per Frinchillucci lo sciamanesimo non esiste più nelle terre prese in considerazione dal lavoro di ricerca, esso è stato colpito e contrastato dalla forte azione di conversione al Luteranesimo,  iniziato nel 1921. Per le popolazioni Inuit ogni cosa o oggetto ha un’anima, e l’anima si presenta come profumo. L’anima principale risiede nel cuore e la si sente dal naso. Da qui la stupida rappresentazione nella cultura occidentale dello strofinamento dei nasi quando due Inuit si incontrano.
Il relatore ha dichiarato che sono necessitate ben due spedizioni, in un arco temporale di tre anni, per iniziare ad essere accettati dagli Inuit e ricevere indicazioni sulla loro tradizione e sulle loro abitudini. Dopo due anni, Frinchillucci è stato riconosciuto di animo buono e amichevole, attraverso l’odorazione della sua anima.

Il tamburo
Il prof. Renato Mastromattei ha illustrato l’importanza della musica nel rito sciamanico e dell’utilizzo del tamburo. Il Tamburo sciamanico rappresenta il mondo, il cerchio, la terra.
Un filmato ha consentito di vedere immagini, capire il ruolo del tamburo e della gente, ascoltare il ritmo di diversi riti sciamanici. Il prof. Mastromattei era reduce da una spedizione in Nepal, paese ove ha svolto un intenso lavoro in più di trenta anni di attività di ricerca e di didattica. Credo sia opportuno riportare l’importante considerazione che ”tra musica buddistica e musica sciamanica non esiste nessun rapporto”.

Firenze:
Mostra “Orsi e Sciamani: sciamanesimo e culto dell’Orso tra le popolazioni artiche”
Segnalo l’importante mostra che è aperta al pubblico a Firenze, nel Museo di Storia Naturale, Borgo Albizi, 28. Dal 30 novembre 2007 al 29 Febbraio 2008, dalle ore 10.00 alle ore 14.00 – Il sabato dalle ore 10.00 alle 22.00.
La mostra sviluppa i temi dello sciamanesimo tra i popoli del Nord, insieme alla pratica del culto dell’uccisione rituale dell’orso, diffusa dall’Europa all’Asia Artica.

La Biblioteca
Segnalo l’interessante struttura della Biblioteca Comunale di Fermo, costruita mantenendo e valorizzando le antiche stanze di un palazzo d’epoca, con suggestive volte a botte.
Il tecnologico arredamento rende la struttura interna leggera e non ingombrate rispetto all’insieme architettonico. Le due foto qui riprodotte danno un’idea di massima.
Non consentono però di capire l’alto contenuto tecnologico a disposizione del pubblico nelle sue necessità di ricerca e di informazione: l’interattività e l’ausilio di strumenti digitali, sono dominanti. La biblioteca di Fermo



Prossimo appuntamento:
gli Atti del Convegno all’interno della rivista IL POLO, organo dell’Istituto Geografico Polare Silvio Zavatti di Fermo. Occorre tenere d’occhio il sito

Approfondimenti:
Istituto Geografico Polare di Fermo:
www.museopolare.it - www.circolopolare.com  

Prof.ssa Carla Corradi Musi - Alma Mater Studiorum- Università di Bologna  
xoomer.alice.it

Acune pubblicazioni:
www.unilibro.it

Dott. Gianluca Frinchillucci - Direttore Istituto Geografico Polare Silvio Zavatti
Il sito per stare dietro a questo vulcano di iniziative

Prof. Romano Mastromattei - Università di Roma 2 “Tor Vergata”
www.dipartimentodistoria.uniroma2.it

Prof. Dominique Sampson Normand de Chambourg
Centre de Recherches Russes et Euro-Asiatiques – Inalco
www.inalco.fr

- CeSMAP: Miti e Riti dell'orso nel Grande Nord
Clicca per tutte le informazioni.

 

 



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