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le recensioni di libri |
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Viaggio settentrionale
Fatto e descritto da Francesco Negri da Ravenna
Ristampa anastatica
della 1° edizione del 1700, Padova
Con introduzione di Adriano Agnati.
Pagine 278. Leading Edizioni: Bergamo |
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Viaggio settentrionale Fatto e descritto da Francesco
Negri da Ravenna
Ristampa anastatica della 1° edizione del 1700, Padova
Con introduzione di Adriano Agnati. |
Francesco Negri, era nativo di Ravenna, dove visse tra il
1632 e il 1698.
Per passione di conoscenza organizzò il suo viaggio
in Scandinavia, per raggiungere il punto
più settentrionale
d'Europa. Partì solo convinto che nessuno potesse vivere
a quelle latitudini. Effettuò il suo viaggio settentrionale
nel 1633 con un primo itinerario attraverso la Svezia che
poi abbandonò per raggiungere Capo Nord attraverso
le coste norvegesi.
Fu il primo italiano a raggiungere Capo Nord e uno dei primi
a conoscere gli sci. Negri era affetto dal "male del
Nord": una volta tornato in Italia non smise di pensare
di tornarci,
scrisse e riscrisse il libro del suo viaggio
ma morì due anni prima della pubblicazione.
Il libro descrive il viaggio a Capo Nord attraverso la Svezia,
Norvegia e Finlandia.
E' scritto in un italiano del tutto comprensibile, pur di
oltre tre secoli fa; lo scritto è minuzioso nelle descrizioni
delle esperienze vissute, vi si coglie l'entusiasmo, la tenacia,
la curiosità e
la saggezza del personaggio. Il racconto
è organizzato in otto lettere. Il libro, a distanza
di tre secoli, conserva una eccezionale attualità,
stimolando a percorrere le tracce dell'autore e arricchendo
il viaggiatore di informazioni altrimenti non disponibili
in nessun altro manuale turistico.
(testo e informazioni tratte dal sito della casa editrice
Leading edizioni di Bergamo, al sito: www.leadingedizioni.com/flash_content/index.html
Collegandosi al sito è anche possibile acquistare copie
e altri libri on line, con invio a domicilio.
Da segnalare: la casa editrice è diretta da Ada Grilli Bonini, autrice di reportage e libri editi
sempre dalla Leading Edizioni, quali: Iter Lapponicum.
In viaggio nella Lapponia dei Sami. - Coi bambini nel paese
dei Caribù. Il Canada da un oceano all'altro - Coi
bambini nel paese delle renne. Lapponia facile - Coi bambini
nei paesi dei canguri. Australia facile.
| Autori |
Francesco Negri |
| Prezzo
di copertina |
Euro 27,50 |
| Anno |
2004 |
| Pagine |
278 |
| Formato |
cm. 22 x 16 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Leading Edizioni, Bergamo |
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Apsley Cherry-Garrard
Il Peggior Viaggio del Mondo
La spedizione
antartica di Scott nella straordinaria testimonianza
di un sopravvissuto. Titolo originale: The worst journey
in the world.
Pagine 775. Editore: Rizzoli, Milano |
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Di
Apsley Cherry-Garrard. (1886-1959),
il più giovane membro dell'ultima spedizione
antartica di Scott.
Pubblicò il libro nel 1922,
tradotto in italiano solo nel 2004. |
(recensione a cura di Aldo Scaiano)
Egri descrive le vicende, i lavori, il freddo, il blizzard,
le attese, le osservazioni scientifiche, gli screzi
e la solidarietà tra gli uomini, il lavoro volontario,
il buio, le ricerche, le illusioni e le delusioni, gli
entusiasmi e gli sconforti, il ritrovo dei compagni
vivi e di quelli morti... dal giorno 15 Luglio 1910,
giorno in cui la nave Terra Nova salpa da Cardiff, al
giorno 12 novembre 19 quando ritrova la tenda con i
corpi di Scott, Wilson e Bowers, e al ritorno in Nuova
Zelanda.
Apsley Cherry-Garrard, con i suoi 24 anni, era uno dei
membri più giovani della seconda spedizione Scott
al Polo Sud e ha fatto parte del gruppo che ha ritrovato
i corpi assiderati di Scott, Bowes e Wilson: solo le
pagine che descrivono il ritrovamento dell'accampamento,
della tenda e dei corpi assiderati meritano l'acquisto
e la lettura dei diario.
Egli impiega cinque anni a scrivere il libro-diario
che vede la pubblicazione nel 1922 e la traduzione e
pubblicazione in italiano solo nel 2004.
Perché la seconda spedizione
Scott è stata un successo?
Apsley Cherry-Garrard non si nasconde dietro un dito:
analizza i fattori critici che, nel tempo, hanno contribuito
a generare la tragedia dopo il raggiungimento del Polo
Sud, un mese dopo Roald Amundsen e i suoi uomini. Contribuisce
a trovare le risposte agli infiniti "perché";
risposte che completano e rafforzano quanto scritto
appassionatamente da Diana Preston in "Scott. L'eroe
dei ghiacci", sulle motivazioni della spedizione,
sugli obiettivi, difficoltà e cause della tragedia.
Apsley Cherry-Garrard analizza i fattori critici ma
alla fine giustifica e motiva tutte le scelte di Scott,
quali scelte "giuste", "coerenti",
"ineluttabili" perché in linea con
gli obiettivi che si erano dati una la nazione inglese,
gli organismi scientifici inglesi, il gruppo di spedizione
inglese.
L'autore pone il lettore, l'appassionato, l'esploratore
o lo scienziato di fronte ad un bivio:
a) scegliere una spedizione che mira a raggiungere la
meta e a tornare indietro senza aver fornito un contributo
in più alla scienza e alla gente;
b) oppure, scegliere una spedizione scientifica che
crea conoscenza, verifica, fallisce, ma che alla fine
offre molteplici informazioni scientifiche?
"Amundsen aveva perfettamente ragione a rifiutare
che la scienza prosciugasse le forze dei suoi uomini
o interferisse nell'unico obiettivo, cioè di
raggiungere il Polo e fare ritorno... ma noi eravamo
in viaggio con un unico obiettivo: eravamo partiti per
conquistare qualunque cosa potesse incrementare il bagaglio
di conoscenze sull'Antartico" (pag. 712).
Perché sbarcarono a McMurdo
Sound e non alla baia delle Balene?
Perché non si sono diretti subito al raggiungimento
del Polo Sud, anziché esplorare il territorio
per ben sei mesi, prima di partire verso il Polo Sud?
Perché la spedizione di Scott era una spedizione
scientifica e doveva riprendere i lavori da dove li
avevano lasciati anni prima, così da garantire
la continuità dell'osservazione scientifica.
Perché hanno trasportato più
di 30 chili di "pietre"
nel viaggio di ritorno dal Polo Sud, aumentando il carico
e quindi la fatica?
Perché la seconda spedizione di Scott era una
spedizione scientifica e i trenta chili di "pietre"
sono servite alla comunità scientifica mondiale
di datare il continente e di far luce sulla storia vegetale
del continente. Perché non hanno utilizzato i
cani come cibo, come ha fatto Amundsen così da
alleggerire il carico sia all'andata che al ritorno
dal Polo Sud? Perché alla fine Scott decide di
partire con 4 compagni e non più tre? Perché
portare slitte a motore, pony e trainare a braccia le
slitte?
"Perché eravamo una grande
spedizione scientifica, dove il Polo rappresentava l'esca
per ottenere il sostegno dell'opinione pubblica"
Tremenda è la descrizione del
ritrovamento della tenda, o meglio del cumulo di
neve e materiale, con all'interno i corpi di Scott,
Bower e Wilson; commovente è la descrizione della
posizione dei corpi e il recupero dei diari e delle
lettere. "lottare e cercare e trovare né
cedere mai" è l'iscrizione posta sulla
croce presso la collina Osservatorio, ripresa dall'ultimo
verso dell'Ulisse di Tennyson.
| Autori |
Francesco Negri |
| Prezzo
di copertina |
Euro 27,50 |
| Anno |
2004 |
| Pagine |
278 |
| Formato |
cm. 22 x 16 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Leading Edizioni, Bergamo |
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 |
Di
Apsley Cherry-Garrard. (1886-1959),
il più giovane membro dell'ultima spedizione
antartica di Scott.
Pubblicò il libro nel 1922,
tradotto in italiano solo nel 2004. |
(recensione a cura di Aldo Scaiano)
Egri descrive le vicende, i lavori, il freddo, il blizzard,
le attese, le osservazioni scientifiche, gli screzi
e la solidarietà tra gli uomini, il lavoro volontario,
il buio, le ricerche, le illusioni e le delusioni, gli
entusiasmi e gli sconforti, il ritrovo dei compagni
vivi e di quelli morti... dal giorno 15 Luglio 1910,
giorno in cui la nave Terra Nova salpa da Cardiff, al
giorno 12 novembre 19 quando ritrova la tenda con i
corpi di Scott, Wilson e Bowers, e al ritorno in Nuova
Zelanda.
Apsley Cherry-Garrard, con i suoi 24 anni, era uno dei
membri più giovani della seconda spedizione Scott
al Polo Sud e ha fatto parte del gruppo che ha ritrovato
i corpi assiderati di Scott, Bowes e Wilson: solo le
pagine che descrivono il ritrovamento dell'accampamento,
della tenda e dei corpi assiderati meritano l'acquisto
e la lettura dei diario.
Egli impiega cinque anni a scrivere il libro-diario
che vede la pubblicazione nel 1922 e la traduzione e
pubblicazione in italiano solo nel 2004.
Perché la seconda spedizione
Scott è stata un successo?
Apsley Cherry-Garrard non si nasconde dietro un dito:
analizza i fattori critici che, nel tempo, hanno contribuito
a generare la tragedia dopo il raggiungimento del Polo
Sud, un mese dopo Roald Amundsen e i suoi uomini. Contribuisce
a trovare le risposte agli infiniti "perché";
risposte che completano e rafforzano quanto scritto
appassionatamente da Diana Preston in "Scott. L'eroe
dei ghiacci", sulle motivazioni della spedizione,
sugli obiettivi, difficoltà e cause della tragedia.
Apsley Cherry-Garrard analizza i fattori critici ma
alla fine giustifica e motiva tutte le scelte di Scott,
quali scelte "giuste", "coerenti",
"ineluttabili" perché in linea con
gli obiettivi che si erano dati una la nazione inglese,
gli organismi scientifici inglesi, il gruppo di spedizione
inglese.
L'autore pone il lettore, l'appassionato, l'esploratore
o lo scienziato di fronte ad un bivio:
a) scegliere una spedizione che mira a raggiungere la
meta e a tornare indietro senza aver fornito un contributo
in più alla scienza e alla gente;
b) oppure, scegliere una spedizione scientifica che
crea conoscenza, verifica, fallisce, ma che alla fine
offre molteplici informazioni scientifiche?
"Amundsen aveva perfettamente ragione a rifiutare
che la scienza prosciugasse le forze dei suoi uomini
o interferisse nell'unico obiettivo, cioè di
raggiungere il Polo e fare ritorno... ma noi eravamo
in viaggio con un unico obiettivo: eravamo partiti per
conquistare qualunque cosa potesse incrementare il bagaglio
di conoscenze sull'Antartico" (pag. 712).
Perché sbarcarono a McMurdo
Sound e non alla baia delle Balene?
Perché non si sono diretti subito al raggiungimento
del Polo Sud, anziché esplorare il territorio
per ben sei mesi, prima di partire verso il Polo Sud?
Perché la spedizione di Scott era una spedizione
scientifica e doveva riprendere i lavori da dove li
avevano lasciati anni prima, così da garantire
la continuità dell'osservazione scientifica.
Perché hanno trasportato più
di 30 chili di "pietre"
nel viaggio di ritorno dal Polo Sud, aumentando il carico
e quindi la fatica?
Perché la seconda spedizione di Scott era una
spedizione scientifica e i trenta chili di "pietre"
sono servite alla comunità scientifica mondiale
di datare il continente e di far luce sulla storia vegetale
del continente. Perché non hanno utilizzato i
cani come cibo, come ha fatto Amundsen così da
alleggerire il carico sia all'andata che al ritorno
dal Polo Sud? Perché alla fine Scott decide di
partire con 4 compagni e non più tre? Perché
portare slitte a motore, pony e trainare a braccia le
slitte?
"Perché eravamo una grande
spedizione scientifica, dove il Polo rappresentava l'esca
per ottenere il sostegno dell'opinione pubblica"
Tremenda è la descrizione del
ritrovamento della tenda, o meglio del cumulo di
neve e materiale, con all'interno i corpi di Scott,
Bower e Wilson; commovente è la descrizione della
posizione dei corpi e il recupero dei diari e delle
lettere. "lottare e cercare e trovare né
cedere mai" è l'iscrizione posta sulla
croce presso la collina Osservatorio, ripresa dall'ultimo
verso dell'Ulisse di Tennyson.
| Autori |
Apsley Cherry-Garrard. |
| Prezzo
di copertina |
Euro 20,00
Se non fosse reperibile nelle librerie,
può essere richiesto al Circolo Polare.
Prezzo scontato per i soci del Club. |
| Anno |
2004 |
| Pagine |
775 |
| Formato |
cm. 14 x 19 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Rizzoli, Milano |
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Un altro libro su Shackleton? E' stata la prima considerazione
in libreria lungo i bancali delle novità, seguita dalla decisione
di dare una lettura veloce, perché comunque un testo di Mirella
Tenderini ha sempre la sua importanza.
Naturalmente, nel corso della lettura l'atteggiamento cambia perché
Tenderini è riuscita a raccontare una vita spesa per le esplorazioni
come un bel film o un'opera musicale: coinvolge e, nel tempo, si
rivede o si riascolta con piacere.
Un libro fresco e di piacevole lettura, completo e ricco di aneddoti,
attento a ricostruire l'insieme delle vicende e le diverse personalità
dei protagonisti, le differenti vicende umane e i sovraumani sforzi
richiesti ai partecipanti le diverse spedizioni. "La lunga
notte di Shackleton" racconta tutte le esplorazioni di Shackleton,
dalla prima e sfortunata spedizione al Polo Sud diretta da Scott,
al secondo tentativo di raggiungere il Polo Sud nel 1908 con la
nave Nimrod; all'epico tentativo di attraversare il continente antartico
nel 1914, conclusosi con l'incredibile traversata di quindi giorni
con la sola scialuppa "James Caird" e la scalata delle
montagne dell'Isola Giorgia Australe per recuperare tutti i 27 uomini
della spedizione; sino all'ultima avventura del 1922 dove Shackleton
muore nella sua Giorgia Australe.
Naturalmente Tenderini ci offre un'ottima sintesi sulle due imprese
di Robert Scott e sul raggiungimento del Polo Sud di Roald Amundsen,
accennando ma non approfondendo tutti i contorni del "dirty
trick" - lo sporco scherzo - di Amundsen.
In conclusione, ben venga un altro libro su Shackleton! Da leggere
e da regalare a coloro che ricercano un primo e completo approccio
sulle esplorazioni antartiche dei primi del novecento.
(A.S.)
| Autori |
Mirella Tenderini. |
| Prezzo
di copertina |
Euro 18,00
Se non fosse reperibile nelle librerie, può
essere richiesto al Circolo Polare. Prezzo scontato per i
soci del Club. |
| Anno |
2004 |
| Pagine |
216, cartine e foto delle spedizioni. |
| Formato |
cm. 15 x 33 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
DA&Vivalda. Torino |
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Finalmente
una pubblicazione che approfondisce molti aspetti dell'Antartide:
ambiente, genesi, flora, fauna, esplorazioni di ieri e di oggi,
stazioni di ricerca operative, attualità del buco dell'ozono..."è
un viaggio nel cuore dell'ultima grandiosa terra selvaggia del nostro
pianeta, alla scoperta della maestosità e dell'ineguagliabile
splendore di questa regione".
Un libro con belle e suggestive foto ma non è la classica
opera illustrata su carta patinata, destinata a "prendere polvere"
nello scaffale della libreria; Antartide il continente blu, sicuramente
si consulterà spesso perché è un'opera completa
che unisce foto, schemi, immagini a testi di approfondimento. Contiene
infinite informazioni ma non è un'enciclopedia. Riproduce
belle foto ma non è un libro illustrato. Ha un approccio
didattico e scientifico ma è più di un testo scolastico.
Offre molteplici notizie, scava nella storia ed esplora argomenti
di grande attualità.
Prove tangibili sono:
le 55 pagine che dedica all'ambiente e
al territorio:

le 20 pagine
di descrizione delle diverse regioni: la penisola antartica, la
regione del Mare di Ross, l'Antartide Orientale e le isole sub-antartiche:
le 70 pagine riservate alla descrizione
della flora e della fauna presente nel continente, oltre all'evidenziazione
e spiegazione di fenomeni quali il buco dell'ozono, lo scioglimenti
dei ghiacci e il riscaldamento globale, le luci nel cielo dovute
all'aurora australe:

E infine, le 55 pagine dedicate all'esplorazione
del continente da parte dell'uomo: da James Cook, al periodo epico
di Scott, Amundsen e Shackleton, alle attuali esplorazioni e ricerche:

Due importanti e "preziose primizie"
sono contenute nella pubblicazione:
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- La cartina con
la dislocazione di tutte le basi di ricerca antartica presenti sul continente: da Baia Terra Nova dell'Italia e l'europea
Concordia, alla base russa di Vostock e Dome Fuji del Giappone;
basi a cui spesso la cronaca fa riferimento ma quasi mai ne
riporta l'ubicazione territoriale. |
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- La seconda,
colma un vuoto informativo pubblicando le notizie su "Antartide
nel Mondo", un elenco di località in relazione
con fatti e avvenimenti legati all'esplorazione del Continente:
musei visitabili, materiale raccolto ed esposto, oggetti conservati
e spesso non divulgati. Una sintesi che consente di poter programmare
un viaggio di approfondimento con una maggiore e completa informazione
di base. |
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Gli autori: Lynn Woodworth. Biologa, con esperienza
nelle diversità genetiche e specie a rischio. Canadese
di origine, vive in Australia e conduce ricerche anche sull'ambiente
terrestre.
David McGonical. Scrittore che con i suoi 40 viaggi
nelle regioni polari, ha dato precisione accademica al libro
abbinata a entusiasmo del viaggiatore e del cronista fotografico.
(A.Sca.) |
| Autori |
David McGonigal - Lynn Woodworth |
| Prezzo
di copertina |
Euro 35,00
Se non fosse reperibile nelle librerie, può
essere richiesto al Circolo Polare. Prezzo scontato per i
soci del Club. |
| Anno |
2004 |
| Pagine |
224, centinaia di foto ed illustrazioni. |
| Formato |
cm. 23,5 x 30,5 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Edizioni del Capricorno, Torino |
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Iperborea è nata nel 1988 con il preciso obiettivo
di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in
Italia. |
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Le aurore boreali, le spettacolari strisce di
luce che rischiarano le lunghe notti nelle zone vicine al
Circolo polare, sono rimaste a lungo un mistero che ha affascinato
l'umanità e sfidato gli scienziati. Solo a partire
dal 1899, quando un oscuro esploratore trascorse con alcuni
compagni un intero inverno in un osservatorio all'estremo
nord della Norvegia, si cominciò a comprendere che
quel fenomeno deriva da particelle elettricamente cariche
emesse dal sole ed entrate in contatto con il campo magnetico
terrestre. L'esploratore era Kristian Birkeland, uno scienziato
norvegese, e la sua visione, a lungo disprezzata, sarebbe
stata confermata solo all'avvento dell'era spaziale. Nella
sua concezione dell'universo come campo di forze elettromagnetiche
era contenuto l'embrione di quella che sarebbe stata chiamata
"fisica del plasma", ma le sue teorie rivoluzionarie non poterono
affermarsi perché il manoscritto a cui le aveva affidate
scomparve in, un naufragio, subito dopo la sua morte.
Il libro di Lucy Jago è la storia di
un enigma scientifico e della vita tormentata dell'uomo che
lo risolse: una vita segnata da viaggi di ricerca in luoghi
impervi come le terre polari e il deserto del Sudan, da invenzioni
avveniristiche - (un sistema per ricavare fertilizzanti mediante
archi voltaici, il progetto di un cannone elettromagnetico),
dall'attivismo patriottico a favore della piena indipendenza
della Norvegia (fino al 1905 unita alla Svezia), da eccentricità
accademiche, incomprensioni sentimentali e tradimenti da parte
di colleghi scienziati e soci in affari, dalla depressione
e da manie di persecuzione fino all'epilogo tragico e misterioso
in un albergo di Tokvo, nel 1917.
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Wilbur Cross
Disastro al polo |
L'autore parte dalle calunnie e polemiche sulla spedizione del dirigibile Italia, dopo la caduta sul pack. Sulla base di interviste condotte negli anni '50 direttamente con Nobile e con altri sopravvisuti, l'autore ricostruisce i fatti, i due mesi passati sul ghiaccio, il destino dei tre che tentarono di trovare soccorso. Inoltre, ricostruisce tutta la verità della controversia che circondò Nobile, il quale, venne salvato per primo in base a ordini precisi, e poi accusato di codardia e di diserzione. Piena di intrighi politici, colpi di scena ed eroi, la storia del dirigibile Italia è una delle tragedie polari più affascinanti.
Disastro al Polo di Wilbur Cross, ed. Corbaccio, 2001.
| Autori |
Wilbur Cross |
| Prezzo
di copertina |
Euro 16,08 |
| Anno |
2001 |
| Pagine |
000 |
| Formato |
cm. 00 x 00 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Corbaccio |
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Nella terra della morte bianca
giorni di sopravvivenza nell'Artico Siberiano.
Di Valerian Albanov. |
"Ése Scott e Shackleton hanno conseguito una statura e una rinomanza così notevole, perché quasi nessuno conosce il nome di Valerian Ivanovich Albanov?... Albanov era un ufficiale di navigazione russo. Nel 1912, sei mesi dopo la morte di Scott, egli salpò da Alexandrovsk (oggi Murmarsk) come secondo della goletta Santa Anna diretta a Vladivostock... ma fu intrappolata dai ghiacci della banchisa nel gelo del Mar di Kara. Diciotto mesi di deriva e Albanov abbandona la nave e guida tredici uomini verso sud in una disperata lotta per la sopravvivenza... la storia di Albanov è forse ancora più affascinante perché è la viva voce del protagonista che la narra nelle annotazioni giornaliere del suo "diario" dall'introduzione di Jon Krakauer. Albanov guida 13 uomini attraverso il mare ghiacciato con slitte e Kayak improvvisati... guida i suoi uomini lungo un pericoloso ed estenuante viaggio di 235 miglia durato 90 giorni.
Capo Flora: incontra la base della Stella Polare. Più di ottanta anni dopo che Albanov fece il resoconto di questa impresa, c'è motivo di sperare che egli possa finalmente ricevere la considerazione che merita.
| Autori |
Valerian Albanov |
| Prezzo
di copertina |
Euro 13,45 |
| Anno |
2001 |
| Pagine |
232 |
| Formato |
cm. 00 x 00 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Corbaccio |
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Prigionieri del ghiaccio - 1913
quasi due anni alla deriva per scoprire il
passaggio a Nord Ovest.
Una storia vera di Jennifer Niven. |
17 Giugno 1913, la Karluk salpa dalla British Columbia con 25 uomini a bordo e un progetto ambizioso: passare alla storia come la più importante spedizione artica, quella che scoprirà il passaggio a Nord-Ovest e il misterioso continente nascosto sotto i ghiacci del Polo. Otto diari, tenuti da altrettanti membri della spedizione, hanno permesso di ricostruire la tragedia trasformando un'avventura ai limiti del possibile in un dramma. Ripercorre la "deriva" della nave Jeanette nel 1879, precedentemente scomparsa nel tentativo di scoprire il passaggio a Nord Ovest.
| Autori |
Valerian Albanov |
| Prezzo
di copertina |
Euro 17,56 |
| Anno |
2001 |
| Pagine |
232 |
| Formato |
cm. 00 x 00 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Corbaccio |
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Alla scoperta degli Inuit
Vita quotidiana con gli Esquimesi. Di James Houston. |
James Houston,dopo la seconda guerra mondiale, si è fatto abbandonare in un villaggio di Esquimesi sulle rive dell'immenso Golfo di Hudson in Canada. Ha passato 14 anni in mezzo ai ghiacci e vi ha messo famiglia. Dorme in case di neve, mangia carne cruda, caccia i trichechi correndo insieme ad una muta di cani da slitta.
Ascolta ed annota i racconti delle leggende e delle credenze di quello straordinario popolo dei ghiacci, a quel tempo ancora padrone di un Artico incontaminato. Jamens Houston ha Scritto "Alba Bianca" e "Corren-do ad Ovest".
| Autori |
Valerian Albanov |
| Prezzo
di copertina |
Euro 16,50 |
| Anno |
0000 |
| Pagine |
000 |
| Formato |
cm. 00 x 00 |
| Rilegatura |
Brossura filo refe |
| Editore |
Piemme |
|
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