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le recensioni di libri  

 

giuViaggio ai confini del mondo, di Enrico Mazzoli

giuViaggio settentrionale
Fatto e descritto da Francesco Negri da Ravenna

giuIl Peggior Viaggio del Mondo. La spedizione antartica di Scott nella straordinaria testimonianza di un sopravvissuto. Di Apsley Cherry-Garrard

giuLa lunga notte di Shackleton, di Mirella Tenderini

giuAntartide il continente blu

giuLe Alpi nella storia d'Europa, di Luigi Zanzi

giuCarta dei Popoli Artici : Il Polo 3/4-2003

giuIl Polo - Rivista Trimestrale Dell’Istituto Geografico Polare " Silvio Zavatti "

giuLa Stella Polare nel Mare Artico

giuAurora Boreale: La storia di un enigma scientifico e del genio che le risolse.
Di Lucy Jago


giuCanis Lupus: dalla parte del Lupo

giuUomini famosi che sono stati a Sunne. Di Göran Tunström

giuArcheological Investigations of the S.A. Andrèe site, With Island, Svalbard 1998 and 2000

giuDrama in the Arctic S.O.S. Italia

giuDisastro al Polo:
la tragica spedizione di Nobile al Polo Nord con il dirigibile Italia, di Wilbur Cross.


giuNella terra della morte bianca:
giorni di sopravvivenza nell'Artico Siberiano. Di Valerian Albanov

giuPrigionieri dei ghiacci - 191: quasi due anni alla deriva per scoprire il passaggio a Nord Ovest. Una storia vera di Jennifer Niven

giuAlla scoperta degli Inuit.
Vita quotidiana con gli Esquimesi. Di James Houston


giuEndurance:
la leggendaria spedizione di Shakleton al Polo Sud nel 1914, di Caroline Alexander.

 


Viaggio settentrionale Fatto e descritto da Francesco Negri da Ravenna

Ristampa anastatica della 1° edizione del 1700, Padova
Con introduzione di Adriano Agnati.

Francesco Negri, era nativo di Ravenna, dove visse tra il 1632 e il 1698.
Per passione di conoscenza organizzò il suo viaggio in Scandinavia, per raggiungere il punto più settentrionale d'Europa. Partì solo convinto che nessuno potesse vivere a quelle latitudini. Effettuò il suo viaggio settentrionale nel 1633 con un primo itinerario attraverso la Svezia che poi abbandonò per raggiungere Capo Nord attraverso le coste norvegesi.
Fu il primo italiano a raggiungere Capo Nord e uno dei primi a conoscere gli sci. Negri era affetto dal "male del Nord": una volta tornato in Italia non smise di pensare di tornarci, scrisse e riscrisse il libro del suo viaggio ma morì due anni prima della pubblicazione.
Il libro descrive il viaggio a Capo Nord attraverso la Svezia, Norvegia e Finlandia.
E' scritto in un italiano del tutto comprensibile, pur di oltre tre secoli fa; lo scritto è minuzioso nelle descrizioni delle esperienze vissute, vi si coglie l'entusiasmo, la tenacia, la curiosità e la saggezza del personaggio. Il racconto è organizzato in otto lettere. Il libro, a distanza di tre secoli, conserva una eccezionale attualità, stimolando a percorrere le tracce dell'autore e arricchendo il viaggiatore di informazioni altrimenti non disponibili in nessun altro manuale turistico.

(testo e informazioni tratte dal sito della casa editrice Leading edizioni di Bergamo, al sito: www.leadingedizioni.com/flash_content/index.html).
Collegandosi al sito è anche possibile acquistare copie e altri libri on line, con invio a domicilio.

Da segnalare: la casa editrice è diretta da Ada Grilli Bonini, autrice di reportage e libri editi sempre dalla Leading Edizioni, quali: Iter Lapponicum. In viaggio nella Lapponia dei Sami. - Coi bambini nel paese dei Caribù. Il Canada da un oceano all'altro - Coi bambini nel paese delle renne. Lapponia facile - Coi bambini nei paesi dei canguri. Australia facile.

 
Di Apsley Cherry-Garrard. (1886-1959),
il più giovane membro dell'ultima spedizione antartica di Scott
.
Pubblicò il libro nel 1922,
tradotto in italiano solo nel 2004.

(recensione a cura di Aldo Scaiano)

Egri descrive le vicende, i lavori, il freddo, il blizzard, le attese, le osservazioni scientifiche, gli screzi e la solidarietà tra gli uomini, il lavoro volontario, il buio, le ricerche, le illusioni e le delusioni, gli entusiasmi e gli sconforti, il ritrovo dei compagni vivi e di quelli morti... dal giorno 15 Luglio 1910, giorno in cui la nave Terra Nova salpa da Cardiff, al giorno 12 novembre 19 quando ritrova la tenda con i corpi di Scott, Wilson e Bowers, e al ritorno in Nuova Zelanda.
Apsley Cherry-Garrard, con i suoi 24 anni, era uno dei membri più giovani della seconda spedizione Scott al Polo Sud e ha fatto parte del gruppo che ha ritrovato i corpi assiderati di Scott, Bowes e Wilson: solo le pagine che descrivono il ritrovamento dell'accampamento, della tenda e dei corpi assiderati meritano l'acquisto e la lettura dei diario.
Egli impiega cinque anni a scrivere il libro-diario che vede la pubblicazione nel 1922 e la traduzione e pubblicazione in italiano solo nel 2004.

Perché la seconda spedizione Scott è stata un successo?
Apsley Cherry-Garrard non si nasconde dietro un dito: analizza i fattori critici che, nel tempo, hanno contribuito a generare la tragedia dopo il raggiungimento del Polo Sud, un mese dopo Roald Amundsen e i suoi uomini. Contribuisce a trovare le risposte agli infiniti "perché"; risposte che completano e rafforzano quanto scritto appassionatamente da Diana Preston in "Scott. L'eroe dei ghiacci", sulle motivazioni della spedizione, sugli obiettivi, difficoltà e cause della tragedia.
Apsley Cherry-Garrard analizza i fattori critici ma alla fine giustifica e motiva tutte le scelte di Scott, quali scelte "giuste", "coerenti", "ineluttabili" perché in linea con gli obiettivi che si erano dati una la nazione inglese, gli organismi scientifici inglesi, il gruppo di spedizione inglese.
L'autore pone il lettore, l'appassionato, l'esploratore o lo scienziato di fronte ad un bivio:
a) scegliere una spedizione che mira a raggiungere la meta e a tornare indietro senza aver fornito un contributo in più alla scienza e alla gente;
b) oppure, scegliere una spedizione scientifica che crea conoscenza, verifica, fallisce, ma che alla fine offre molteplici informazioni scientifiche?
"Amundsen aveva perfettamente ragione a rifiutare che la scienza prosciugasse le forze dei suoi uomini o interferisse nell'unico obiettivo, cioè di raggiungere il Polo e fare ritorno... ma noi eravamo in viaggio con un unico obiettivo: eravamo partiti per conquistare qualunque cosa potesse incrementare il bagaglio di conoscenze sull'Antartico" (pag. 712).

Perché sbarcarono a McMurdo Sound e non alla baia delle Balene?
Perché non si sono diretti subito al raggiungimento del Polo Sud, anziché esplorare il territorio per ben sei mesi, prima di partire verso il Polo Sud? Perché la spedizione di Scott era una spedizione scientifica e doveva riprendere i lavori da dove li avevano lasciati anni prima, così da garantire la continuità dell'osservazione scientifica.

Perché hanno trasportato più di 30 chili di "pietre"
nel viaggio di ritorno dal Polo Sud, aumentando il carico e quindi la fatica?
Perché la seconda spedizione di Scott era una spedizione scientifica e i trenta chili di "pietre" sono servite alla comunità scientifica mondiale di datare il continente e di far luce sulla storia vegetale del continente. Perché non hanno utilizzato i cani come cibo, come ha fatto Amundsen così da alleggerire il carico sia all'andata che al ritorno dal Polo Sud? Perché alla fine Scott decide di partire con 4 compagni e non più tre? Perché portare slitte a motore, pony e trainare a braccia le slitte?

"Perché eravamo una grande spedizione scientifica, dove il Polo rappresentava l'esca per ottenere il sostegno dell'opinione pubblica"

Tremenda è la descrizione del ritrovamento della tenda, o meglio del cumulo di neve e materiale, con all'interno i corpi di Scott, Bower e Wilson; commovente è la descrizione della posizione dei corpi e il recupero dei diari e delle lettere. "lottare e cercare e trovare né cedere mai" è l'iscrizione posta sulla croce presso la collina Osservatorio, ripresa dall'ultimo verso dell'Ulisse di Tennyson

 

 

 

Un altro libro su Shackleton? E' stata la prima considerazione in libreria lungo i bancali delle novità, seguita dalla decisione di dare una lettura veloce, perché comunque un testo di Mirella Tenderini ha sempre la sua importanza.

Naturalmente, nel corso della lettura l'atteggiamento cambia perché Tenderini è riuscita a raccontare una vita spesa per le esplorazioni come un bel film o un'opera musicale: coinvolge e, nel tempo, si rivede o si riascolta con piacere.

Un libro fresco e di piacevole lettura, completo e ricco di aneddoti, attento a ricostruire l'insieme delle vicende e le diverse personalità dei protagonisti, le differenti vicende umane e i sovraumani sforzi richiesti ai partecipanti le diverse spedizioni. "La lunga notte di Shackleton" racconta tutte le esplorazioni di Shackleton, dalla prima e sfortunata spedizione al Polo Sud diretta da Scott, al secondo tentativo di raggiungere il Polo Sud nel 1908 con la nave Nimrod; all'epico tentativo di attraversare il continente antartico nel 1914, conclusosi con l'incredibile traversata di quindi giorni con la sola scialuppa "James Caird" e la scalata delle montagne dell'Isola Giorgia Australe per recuperare tutti i 27 uomini della spedizione; sino all'ultima avventura del 1922 dove Shackleton muore nella sua Giorgia Australe.
Naturalmente Tenderini ci offre un'ottima sintesi sulle due imprese di Robert Scott e sul raggiungimento del Polo Sud di Roald Amundsen, accennando ma non approfondendo tutti i contorni del "dirty trick" - lo sporco scherzo - di Amundsen.

In conclusione, ben venga un altro libro su Shackleton! Da leggere e da regalare a coloro che ricercano un primo e completo approccio sulle esplorazioni antartiche dei primi del novecento.
(A.S.)

 
 

Antartide: il continente blu. Completo, dettagliato e con belle foto e illustrazioni.Finalmente una pubblicazione che approfondisce molti aspetti dell'Antartide: ambiente, genesi, flora, fauna, esplorazioni di ieri e di oggi, stazioni di ricerca operative, attualità del buco dell'ozono..."è un viaggio nel cuore dell'ultima grandiosa terra selvaggia del nostro pianeta, alla scoperta della maestosità e dell'ineguagliabile splendore di questa regione".

Un libro con belle e suggestive foto ma non è la classica opera illustrata su carta patinata, destinata a "prendere polvere" nello scaffale della libreria; Antartide il continente blu, sicuramente si consulterà spesso perché è un'opera completa che unisce foto, schemi, immagini a testi di approfondimento. Contiene infinite informazioni ma non è un'enciclopedia. Riproduce belle foto ma non è un libro illustrato. Ha un approccio didattico e scientifico ma è più di un testo scolastico. Offre molteplici notizie, scava nella storia ed esplora argomenti di grande attualità.

Prove tangibili sono:

le 55 pagine che dedica all'ambiente e al territorio:

le 20 pagine di descrizione delle diverse regioni: la penisola antartica, la regione del Mare di Ross, l'Antartide Orientale e le isole sub-antartiche:




le 70 pagine riservate alla descrizione della flora e della fauna presente nel continente, oltre all'evidenziazione e spiegazione di fenomeni quali il buco dell'ozono, lo scioglimenti dei ghiacci e il riscaldamento globale, le luci nel cielo dovute all'aurora australe:




E infine, le 55 pagine dedicate all'esplorazione del continente da parte dell'uomo: da James Cook, al periodo epico di Scott, Amundsen e Shackleton, alle attuali esplorazioni e ricerche:



Due importanti e "preziose primizie" sono contenute nella pubblicazione:

- La cartina con la dislocazione di tutte le basi di ricerca antartica presenti sul continente: da Baia Terra Nova dell'Italia e l'europea Concordia, alla base russa di Vostock e Dome Fuji del Giappone; basi a cui spesso la cronaca fa riferimento ma quasi mai ne riporta l'ubicazione territoriale.

- La seconda, colma un vuoto informativo pubblicando le notizie su "Antartide nel Mondo", un elenco di località in relazione con fatti e avvenimenti legati all'esplorazione del Continente: musei visitabili, materiale raccolto ed esposto, oggetti conservati e spesso non divulgati. Una sintesi che consente di poter programmare un viaggio di approfondimento con una maggiore e completa informazione di base.

Gli autori: Lynn Woodworth. Biologa, con esperienza nelle diversità genetiche e specie a rischio. Canadese di origine, vive in Australia e conduce ricerche anche sull'ambiente terrestre.

David McGonical. Scrittore che con i suoi 40 viaggi nelle regioni polari, ha dato precisione accademica al libro abbinata a entusiasmo del viaggiatore e del cronista fotografico. (A.Sca.)

 

Iperborea

Iperborea è nata nel 1988 con il preciso obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia.

 
Lucy Jago aurora boreale  

Le aurore boreali, le spettacolari strisce di luce che rischiarano le lunghe notti nelle zone vicine al Circolo polare, sono rimaste a lungo un mistero che ha affascinato l'umanità e sfidato gli scienziati. Solo a partire dal 1899, quando un oscuro esploratore trascorse con alcuni compagni un intero inverno in un osservatorio all'estremo nord della Norvegia, si cominciò a comprendere che quel fenomeno deriva da particelle elettricamente cariche emesse dal sole ed entrate in contatto con il campo magnetico terrestre. L'esploratore era Kristian Birkeland, uno scienziato norvegese, e la sua visione, a lungo disprezzata, sarebbe stata confermata solo all'avvento dell'era spaziale. Nella sua concezione dell'universo come campo di forze elettromagnetiche era contenuto l'embrione di quella che sarebbe stata chiamata "fisica del plasma", ma le sue teorie rivoluzionarie non poterono affermarsi perché il manoscritto a cui le aveva affidate scomparve in, un naufragio, subito dopo la sua morte.

Il libro di Lucy Jago è la storia di un enigma scientifico e della vita tormentata dell'uomo che lo risolse: una vita segnata da viaggi di ricerca in luoghi impervi come le terre polari e il deserto del Sudan, da invenzioni avveniristiche - (un sistema per ricavare fertilizzanti mediante archi voltaici, il progetto di un cannone elettromagnetico), dall'attivismo patriottico a favore della piena indipendenza della Norvegia (fino al 1905 unita alla Svezia), da eccentricità accademiche, incomprensioni sentimentali e tradimenti da parte di colleghi scienziati e soci in affari, dalla depressione e da manie di persecuzione fino all'epilogo tragico e misterioso in un albergo di Tokvo, nel 1917.

Kristian Birkeland:

approfondimento »

 

Wilbur Cross
Disastro al polo

L'autore parte dalle calunnie e polemiche sulla spedizione del dirigibile Italia, dopo la caduta sul pack. Sulla base di interviste condotte negli anni '50 direttamente con Nobile e con altri sopravvisuti, l'autore ricostruisce i fatti, i due mesi passati sul ghiaccio, il destino dei tre che tentarono di trovare soccorso. Inoltre, ricostruisce tutta la verità della controversia che circondò Nobile, il quale, venne salvato per primo in base a ordini precisi, e poi accusato di codardia e di diserzione. Piena di intrighi politici, colpi di scena ed eroi, la storia del dirigibile Italia è una delle tragedie polari più affascinanti.
Disastro al Polo di Wilbur Cross, ed. Corbaccio, 2001.


Nella terra della morte bianca

giorni di sopravvivenza nell'Artico Siberiano.
Di Valerian Albanov.

"Ése Scott e Shackleton hanno conseguito una statura e una rinomanza così notevole, perché quasi nessuno conosce il nome di Valerian Ivanovich Albanov?... Albanov era un ufficiale di navigazione russo. Nel 1912, sei mesi dopo la morte di Scott, egli salpò da Alexandrovsk (oggi Murmarsk) come secondo della goletta Santa Anna diretta a Vladivostock... ma fu intrappolata dai ghiacci della banchisa nel gelo del Mar di Kara. Diciotto mesi di deriva e Albanov abbandona la nave e guida tredici uomini verso sud in una disperata lotta per la sopravvivenza... la storia di Albanov è forse ancora più affascinante perché è la viva voce del protagonista che la narra nelle annotazioni giornaliere del suo "diario" dall'introduzione di Jon Krakauer. Albanov guida 13 uomini attraverso il mare ghiacciato con slitte e Kayak improvvisati... guida i suoi uomini lungo un pericoloso ed estenuante viaggio di 235 miglia durato 90 giorni.
Capo Flora: incontra la base della Stella Polare. Più di ottanta anni dopo che Albanov fece il resoconto di questa impresa, c'è motivo di sperare che egli possa finalmente ricevere la considerazione che merita.

 
Prigionieri del ghiaccio - 1913
quasi due anni alla deriva per scoprire il
passaggio a Nord Ovest.
Una storia vera di Jennifer Niven.

17 Giugno 1913, la Karluk salpa dalla British Columbia con 25 uomini a bordo e un progetto ambizioso: passare alla storia come la più importante spedizione artica, quella che scoprirà il passaggio a Nord-Ovest e il misterioso continente nascosto sotto i ghiacci del Polo. Otto diari, tenuti da altrettanti membri della spedizione, hanno permesso di ricostruire la tragedia trasformando un'avventura ai limiti del possibile in un dramma. Ripercorre la "deriva" della nave Jeanette nel 1879, precedentemente scomparsa nel tentativo di scoprire il passaggio a Nord Ovest.

 

Alla scoperta degli Inuit
Vita quotidiana con gli Esquimesi. Di James Houston.

James Houston,dopo la seconda guerra mondiale, si è fatto abbandonare in un villaggio di Esquimesi sulle rive dell'immenso Golfo di Hudson in Canada. Ha passato 14 anni in mezzo ai ghiacci e vi ha messo famiglia. Dorme in case di neve, mangia carne cruda, caccia i trichechi correndo insieme ad una muta di cani da slitta.
Ascolta ed annota i racconti delle leggende e delle credenze di quello straordinario popolo dei ghiacci, a quel tempo ancora padrone di un Artico incontaminato. Jamens Houston ha Scritto "Alba Bianca" e "Corren-do ad Ovest".

 
Marzo 2006.
Libro disponibile solo su prenotazione.

info@circolopolare.com

Il libro racconta la spedizione di Shakleton al Polo Sud, partita nell'agosto del 1914: nel gennaio 1915 i ghiacci trascinarono alla deriva la nave Endurance per ben 10 mesi... Shakleton e i suoi compagni dovettero combattere una strenua lotta per la sopravvivenza in una delle terre più inospitali del globo, con venti ad oltre 300 chilometri l'ora e con temperature fino a 73° gradi sotto zero. Fu grazie alla sua audacia e determinazione che Shakleton riuscì a portare in salvo - dopo venti mesi - i suoi uomini. Il libro attinge ai diari dei diversi componenti della spedizione e riporta le straordinarie foto di Frank Hurlay, fotografo di bordo, che consentono di capire e vedere le diverse fasi della spedizione.
214 pagine, 154 foto originali, 4 cartografie.

 

 



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