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Guerra alle balene di Andrew Darby, edizioni Longanesi, 2009.
Titolo originale: Harpoon, dito nel 2007. Pagine 335, costo Euro 18,60. Nessuna foto o illustrazione.
Perché si continuano ad uccidere le balene?
L’autore cerca delle risposte compiendo un viaggio a ritroso nella storia della caccia alle balene, partendo dalle rotte delle prime baleniere.
Leggendo il libro inchiesta si scopre che nel corso del XX secolo, la gran carneficina dell’emisfero australe abbatti più di due milioni di cetacei. Oggi la caccia alle balene prosegue sotto la motivazione di ricerca scientifica, dove grazie alle disposizioni della IWC (International Whale Commission) non vi sono vincoli nell’abbattimento di animali per “scopi scientifici”.
L’autore vive in Tasmania e riesce a sintetizzare molto bene la problematica, senza enfasi o preconcetti, e pone in luce come il settore sia pieno di contraddizioni, bugie, falsificazioni di rapporti e relazioni, di dati fasulli che hanno celato lo sterminio di centinaia di migliaia di cetacei e di come la caccia intensiva continui con la scusa di effettuare ricerche scientifiche.
Senza essere moralisti o ambientalisti di parte, nel senso che ogni giorno si mangia pesce e carne senza porsi domande sugli allevamenti forzati di polli o sul trattamento dei bovini ed ovini, la domanda di fondo che nasce dalla lettura del libro e dai documenti della IWC riguarda il perchè di una caccia intensiva alle balene, quando ormai è chiaro che è una razza in estinzione?
Il libro offre una chiara situazione sull’attività della Commissione IWC, sulle contraddizioni e ambiguità dei paesi in cui si pratica la caccia alla balena, giungendo alla conclusione che in fondo ogni paese fa quello che vuole. E allora, come possiamo reagire noi abitanti e spettatori quasi indifesi di fronte ad uno sterminio?
La lettura del libro offre molti spunti e soluzioni ed uno in particolare: la continua informazione e denuncia sulla situazione, sostenendo gli organismi di tutela, informando i navigatori della rete e i turisti, ascoltando le motivazioni dei paesi cacciatori e ponendo in risalto le loro contraddizioni e incoerenze, se esistenti.
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