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personaggi per nazione > Raoul Wallenberg (Giorgio Perlasca)  
 

565.000 morirono e circa 260.000 sopravvissero all’olocausto.

Gennaio 1945: 69.000 ebrei furono trovati vivi nel ghetto di Budapest. E altri 25.000 nelle case protette.

Raoul Wallenberg 1912- (?)
Raoul Wallenberg: inviato dal Re di Svezia a Budapest, nel Giugno 1944. Sparì il 18 Gennaio 1945.

Raoul Wallenberg

Nel Gennaio 1944 gli americani e gli alleati creano il War Refugee Board (Ente per i rifugiati di guerra) al fine assicurare "il salvataggio, il trasporto e le cure delle vittime del nemico…nonché la creazione di centri di accoglienza provvisori".

La Svezia si fa carico degli impegni del WRB e gli sforzi si concentrano in Ungheria dove, all’inizio del 1944 si trovano circa 700.000 ebrei che ancora godevano di una certa tranquillità, minacciata dai piani di Himmler e di Eichman che erano già a Budapest per organizzare la loro deportazione.

La legazione svedese si affida a Raoul Wallenberg, appartenente ad una delle famiglie più illustri e importanti del paese; egli viene accreditato a Budapest come Primo Segretario della Legazione Svedese, disponendo dei fondi della WRB. La situazione a Budapest e in Ungheria è alquanto drammatica e i tempi sono sempre più ristretti. Wallenberg ha il merito e il coraggio di creare un Passaporto di Protezione "un documento attestante che il titolare sarà accolto dalla Svezia una volta ottenuti i necessari visti di uscita e di transito. In attesa, i titolari saranno posti sotto la protezione delle autorità svedesi, ciò dovrebbe poterli mettere, almeno momentaneamente, al riparo dalle previste deportazioni" Domenico Secchioni: Raoul Wallenberg, l’uomo che salvò 100.000 ebrei. Eura Press Milano 1944, pag. 37.

I "Passaporti di Protezione", le "case protette" e sotto la giurisdizione svedese o spagnola come nel caso di Giorgio Perlasca, non hanno molto valore, però contribuiscono a risolvere una situazione difficile, dove giorno dopo giorno si doveva "combattere" con la burocrazia ungherese e tedesca per sottrarre alla deportazione buona parte degli ebrei presenti in Budapest.

Dopo mesi di lotta contro il tempo, Wallenberg crea anche "battaglioni del lavoro obbligatorio", per fortificare le difese nei dintorni di Budapest in quanto i Russi erano prossimi ad entrate in città: più di 50.000 ebrei ungheresi vengono inseriti in questa unità di lavoro.
Si calcola che Wallenberg abbia salvato circa 100.000 ebrei ungheresi.

Il 12 gennaio 1945, i Russi entrano in Budapest e qui nasce quello che è stato definito il "mistero Wallenberg": Raoul Wallenberg sparisce dalla circolazione dopo aver intrapreso un viaggio verso Deprecen per poter parlare con Malinowski, capo delle forze sovietiche in Ungheria.

Raoul Wallenberg non sarà più ritrovato. Le ipotesi sono diverse, da quella che lo vede prigioniero dei russi e deceduto in un gulag, alla morte accidentale subito dopo la scomparsa per via di mani che non conoscevano la persona.

www.raoul-wallenberg.org.ar

www.us-israel.org

www.morasha.it/speciali/judaica_siracusa.html

 

Giorgio Perlasca

E’ a Budapest nel 1944, nello stesso periodo di Wallenberg e opera con gli stessi metodi come ha ben sintetizzato Enrico Deraglio nel libro La Banalità del Bene: storia di Giorgio Perlasca, edito da Feltrinelli nel 1993.

"Lei cosa avrebbe fatto al mio posto? …perché non potevo sopportare la vista di persone marchiate come degli animali. Perché non potevo sopportare di vedere uccidere dei bambini…non credo di essere stato un eroe…io ho avuto un’occasione o l’ho usata: improvvisamente mi sono ritrovato ad essere un diplomatico, con tante persone che dipendevano da me".

Per lasca si trovava a Budapest, internato dopo l’8 Settembre 1943; fuggito, aveva trovato rifugio nell’ambasciata spagnola ricevendo un falso passaporto spagnolo, frutto della sua partecipazione alla guerra di Spagna nel 1936.

Messosi al servizio di un programma umanitario di salvataggio degli ebrei, si era auto-nominato nuovo rappresentante della Spagna dopo che l’ambasciatore aveva lasciato l’Ungheria. Come rappresentante di una nazione neutrale, ha assicurato protezione a più di cinquemila ebrei ungheresi, nascondendoli in edifici posti sotto la giurisdizione spagnola….

Insignito dell’Ordine di Ungheria della Stella d’Oro. E’ stato piantato a Gerusalemme un albero nel Parco dei Giusti.

Muore nel 1992 a Padova.

www.giorgioperlasca.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Monzino non ha aperto nuove vie, scalato nuove vette o raggiunto punti inesplorati. Noi lo vogliamo ricordare nelle esplorazioni effettuate in ricordo del Duca degli Abruzzi e alfiere della bandiera italiana nel raggiungimento di grandi mete. Infatti, Monzino prosegue dove il Duca è arrivato o è stato costretto a fermarsi 60 o 70 anni prima.

Nasce a Milano il 2 marzo 1928 e muore l’11 settembre 1988.

Sono 21 le spedizioni effettuate nelle Alpi, nelle Ande, sull’Himmalaya, tra le montagne d’Africa, in Groenlandia e nell’Artico al raggiungimento del Polo Nord.

Come il Duca degli Abruzzi si affida alle guide di Courmayeur, Monzino si affida alle guide di Valtournanche, sviluppa con loro la meticolosa organizzazione e la perizia tecnica necessarie per raggiungere le mete prefissate.

La formazione e l'esperienza in montagna avviene nelle scalate del Cervino, nei primi anni ’50, insieme ad Achille Compagnoni.

 

Montagne della Luna e il Ruwenzori -22 dicembre 1961 —13 gennaio 1962

Meta raggiunta dal Duca degli Abruzzi nel 1906.

Meta raggiunta da Guido Monzino il 1° gennaio1962, Punta Margherita a metri 5.119, con le guide Jean Bich, Antonio Carrel, Leonardo Carrel, Mario Fantin, Pierino Pession e John Alexander.

Il Ruwenzori "…non presenta grandi difficoltà alpinistiche, ma è particolarmente logorante per il suo clima ostile, umido e freddo".

monzino su ghiaccio

 

1969-1970-1971 Spedizione al Polo Nord

cartina polo nord

Le spedizioni dei primi due anni sono di allenamento ai cani, agli uomini e alle slitte sul mare ghiacciato, e di avvcinamento al Polo Nord partendo dalle coste della Groenlandia.

1969, 9 febbraio-25 aprile: da Jacobshavn a Qanaq-Thule del Nord (800 miglia)

Con le guide Antonio Carrel, Mario Fantin, Giuseppe Miserocchi, Attilio Ollier, Giovanni Ottin, Pierino Passio. Oltre a Herik Hoff, presidente del Club Alpino Danese, John Andersen del Danish Mountain Club, Kai Gnistrup e Arturo Aranda, ufficiale dell’esercito cileno.

Con le guide artiche, il gruppo è composto da 32 uomini, ventun slitte e quasi 300 cani.

1970, 15 aprile-16 maggio: da Qanaq a Cape Columbia (650 miglia)

Con le guide Antonio Carrel e Giuseppe Herin, due partecipanti danesi come tecnici di trasmissione; guide artiche Talilanguak P.H. Peary , Peter Peary (nipoti di R:E: Peary), e quattro guide esquimesi.

1971, 23 gennaio-20 giugno: da Cape Columbia al Polo Nord

Con le guide Mirko Minuzzo e Rinaldo Carrel e Arturo Aranda, due partecipanti danesi come tecnici di trasmissione; guide artiche Talilanguak P.H. Peary , Peter Peary (nipoti di R:E: Peary), e dodici guide esquimesi. 300 cani

19 maggio 1971, la spedizione raggiunge il Polo Nord

monzino cape columbia

1973 Spedizione italiana all’Everest

monzino vetta everest

Spedizione organizzata e guidata da Guido Monzino, con undici civili, 57 militari italiani e circa 60 nepalesi.

La vetta è raggiunta da due cordate:

- il 5 maggio da Mirko Minuzzo, Rinaldo Carrel, Shambu Tamang e Lhakpa Tenzing (capo sherpa)

- il 7 maggio da Fabrizio Innamorati, Virginio Epis, Claudio Benedetti e Sonam Gyaljien (vice capo Sherpa).

monzino tragitto everest

 

Si riassumono le 21 spedizioni svolte da Guido Monzino:

1955 Africa Occidentale : Senegal-Guinea-Costa D'Avorio

1956 Grandes Murailles : Alpi occidentali italiane e svizzere

1957 - 58 Cerro Paine ed alle Torri del Paine: Ande patagoniche

1959 Kanjut Sar grande Karakorm

1959 - 60 Kilimanjaro: Africa equatoriale

1960 66° parallelo: Groenlandia occidentale

1960 61 Monte Kenya: Africa equatoriale

1961 74° parallelo: Groenlandia occidentale

1961 62 Ruwenzoni: Africa equatoriale

1962 72° parallelo con slitte: Groenlandia occidentale

1962 77° parallelo: Groenlandia occidentale

1963 1° Spedizione alle Alpi Stauning: Groenlandia orientale

1963 - 64 Tibesti: Africa Sahariana

1968 2° Spedizione nautica Groenlandia orientale

1969 Jacobschavn-Wanaq con slitte: Groenlandia occidentale

1969 71° Spedizione italiana al Polo Nord

1970 Quanaq-Cape Columbia

1970 Spedizione nautica Groenlandia occidentale

1971 Capo Columbia - Polo Nord con slitte

1973 Spedizione italiana all'Everest Himalaya, Nepal.


Cimeli e ricordi a Villa Balbianello, ultima dimora di Monzino

Guido Monzino è oggi sepolto a Villa Balbianello sul lago, ultima dimora dell'esploratore. La villa è stata donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano) e oggi è una sua prestigiosa proprietà.

Un piano della villa è dedicata ai cimeli e ai ricordi delle spedizioni di Guido Monzino. Oltre alle fotografie, alle bandiere, alle onorificenze ottenute, è possibile ammirare, al centro della sala, una delle otto slitte trainate da cani che consentirono al Monzino di raggiungere, nel 1971, il Polo Nord.

villa balbianello

La villa e il museo sono visitabili sul sito:

www.fondoambiente.it/luogo.asp?ID=7&numero=5

 



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