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INCONTRO SULLE ORME DEGLI ESPLORATORI ITALIANI IN AFRICA:
GLI ESTREMI SI TOCCANO: L'UOMO POLARE E L'UOMO EQUATORIALE.

 

“…Gli estremi si toccano. L’uomo polare e l’uomo dell’equatore, fin nella forma e tecnica della dimora applicano concetti simili, per lottare contro il minimo e il massimo che il termometro, ove vita d’uomo sia ancora concessa, registri. Così l’uno a difendersi dalle più basse temperature sotto zero, l’altro dalle più alte, le quali raggiunsero, per nostra osservazione fino a 76° gradi centigradi.
Potevo riflettere che sommando i freddi che in vari inverni provai nell’America del Nord, con questi caldi della Dancalia, il mio corpo aveva abbracciata una scala di oltre cento gradi, e la meravigliosità  della macchina umana mi colpì!
Per tornare agli estremi che si toccano, qui anche il panorama, se non fosse stato per il sole che capovolgeva tutto, era assai simile a quello d’una zona gelata, senza limiti, nel circolo polare. E per salire ad altre constatazioni, l’uomo dei ghiacci e  il dancalo offrivano anche il parallelo della stessa ottusità di mente. Infatti, come lo sviluppo intellettuale sale dallo stomaco al cervello e l’eschimese si nutre sempre di pesce e il dancalo sempre di carne e latte, la monotonia del vitto, identico per secoli nelle rispettive razze, genera la scialba intelligenza che informa quegli esseri.”
Di Ludovico M. Nesbitt
Da “LA DANCALIA ESPLORATA – Etiopia Orientale”, Capitolo XXX, Pag.457





Incontro con Bruno Bocchi, giovedi 19 marzo 2009, ore 21.00 al Circolo Polare: il Barone Raimondo Franchetti, nella Dancalia etiopica ed eritrea.




La piana del sale, la più estesa depressione della terra: 170 metri sotto il livello del mare!!

Nella Dancalia etiopica ed eritrea. Alla scoperta di una terra selvaggia e spettacolare dove le temperature possono raggiungere i 70°. L’Erta Ale uno dei tre vulcani sempre attivi. La piana del sale, la più estesa depressione della terra 170 metri s.l.m., dove ancora oggi uomini lavorano inginocchiati ad estrarlo in blocchi e centinaia di dromedari e asini lo trasportano sugli altipiani. Dall'ambiente primordiale con spettacolari formazioni cristalline. Esploratori italiani come il Franchetti o il Nesbitt, Pastori e Rosina riuscirono ad esplorarla altri come il Giulietti o il Bianchi furono trucidati dai temibili Afar, unico popolo che riesce a sopravvivere in questo inferno.


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