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i musei e le associazioni  
 
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Indirizzi interessanti ed utili?
Comunicateli alla segreteria info@circolopolare.com saranno pubblicati in questa sezione.

 

giuAssociazione Italia al Polo Nord

giuMuseo Tridentino di scienze naturali

giuMuseo Giacomo Bove

giuMuseo Polare Italiano e Istituto Geografico Polare "Silvio Zavatti"

giuMuseo Storico Militare di Vigna Valle - Roma

giuMuseo Nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi"

giuENEA Progetto Antartide - S. Maria di Galeria (Roma)

giuMNA Museo Nazionale Antartide Felice Ippolito

giuMuseo della Scienza e della Tecnologia di Milano

giuComitato degli italiani all’estero

giuLauro: Museo dedicato a Umberto Nobile

giuMuseo G. Caproni di Trento

giuSocietà Geografica Italiana

giuComitato Glaciologico Italiano



Lo Spitsbergen Airship Museum viene inaugurato nel Novembre del 2008.
L’ obiettivo del museo è quello di divulgare la conoscenza, la storia e il significato di tre spedizioni intraprese con il dirigibile, in Artico:
- la spedizione del dirigibile ”America” (Wellman Chicago Record Herald Polar Expedition) nel 1907-1909;
 - la spedizione del dirigibile ”Norge” (Amundsen-Ellsworth-Nobile, Transpolar Flight)
nel 1926;
- la spedizione del dirigibile ”Italia” con Umberto Nobile nel 1928 e le operazioni di soccorso effettuate alla Terra di Nord-Est, nelle Isole Svalbard.

Nel Museo sono rappresentate le nove nazioni che parteciparono a queste storiche spedizioni (Italia, Norvegia, Repubblica Ceca, Olanda, America, Russia, Francia, Svezia e Finlandia).

Il Museo è organizzato e condotto da Stefano Poli, una guida italiana che vive da diverso tempo alle Svalbard.

La figura di Stefano Poli riportata nel sito del Circolo Polare: www.circolopolare.com

Il Museo on line: www.spitsbergenairshipmuseum.com

Il Museo Tridentino di Scienze Naturali organizza venti speciali, visite guidate animate, escursioni naturalistiche, osservazioni del cielo stellato, archeologia imitativa….
Gli eventi sono dedicati a tutti, grandi e piccini, nelle sedi territoriali del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Tante iniziative curiose e proposte creative, ricche di stimoli e occasioni di relax e divertimento...

Museo Tridentino di Scienze Naturali
Via Calepina 14 I-38100 Trento (Italy)
Tel. +39. 0461.270 307 - Tel. +39.0461.270 337
www.mtsn.tn.it
caola@mtsn.tn.it



MUSEO GIACOMO BOVE

Il Museo dedicato al grande esploratore Giacomo Bove è stato aperto ed è gestito dall’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana; la curatrice del Museo è la
dott.ssa Maria Teresa Scarrone
.
L'Associazione Culturale è costituita dalla pronipote dell’esploratore e da altri soci con scopi di promozione culturale, di comunicazione, di ricerca e di studio.
Il Museo si trova nel paese natale di Giacomo Bove, a Maranzana in provincia di Asti nella zona del Monferrato. Sono possibili visite guidate di approfondimento, fissando un appuntamento alla Segreteria:  telefono 338-3263183

Approfondimento sull'esploratore: www.circolopolare.com

Sito web di approfondimento: www.giacomobove.it

E-mail di contatto: info@giacomobove.it


L’Associazione Circolo Polare nell’ottobre 2003,  un anno dopo la sua costituzione,  mise in evidenza la figura dell’Esploratore e il suo totale oblio dalla letteratura storica, polare ed esplorativa che caratterizzava la pubblicistica e l’editoria italiana. Il profilo di Giacomo Bove pubblicato sul sito del Circolo Polare, inizia con alcune domande di fondo, quali “ Chi è questo marinaio a cui viene dedicata la prima base antartica italiana? Perché molti testi storici non ne parlano oppure lo liquidano con poche righe? Eppure si incontra Giacomo Bove quando si legge di Stanley e le sue esplorazioni africane; si legge di lui quando si affronta il viaggio di Nordenskjold per la ricerca di un passaggio a Nord Est tra Atlantico e Pacifico; infine, si apprende come Bove avesse studiato l’attraversata del continente Antartico ben 30 anni prima di Shackleton!...”

Inoltre occorre ricordare che la prima base antartica italiana è stata dedicata a Giacomo Bove, in occasione della spedizione del Gennaio 1976, guidata da Renato Cepparo

Base Italiana Giacomo bove: la prima base italiana in Antartide

approfondimento »

E’ da segnalare l’interessante iniziativa “Concorso Letterario “Giacomo Bove & Maranzana”, quale evento che permette di divulgare ed approfondire la conoscenza dell’esploratore Giacomo Bove.

Dallo statuto dell’associazione si riportano alcune finalità di fondo:
 “L’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana è costituita dalla pronipote dell’esploratore e da altri soci con scopi di promozione culturale, di comunicazione,
di ricerca e di studio. Non ha fini politici, di confessione e di lucro; essa ha per scopo principale quello di:

  • divulgare la conoscenza del personaggio Giacomo Bove e delle sue importanti ricerche ed esplorazioni in ambito nazionale e nel mondo;
  • promuovere studi, convegni, pubblicazioni, ricerche, conferenze, lezioni sulla figura di Giacomo Bove uomo, marinaio, studioso, scienziato, geologo, cartografo, antropologo, etnografo, zoologo, scrittore, giornalista, disegnatore, poeta e tutto ciò che lui fu;
  • valorizzare la zona di Maranzana e dintorni, inserita nel più ampio contesto del Monferrato;
  • promuovere studi, ricerche ed approfondimenti sui viaggi di Giacomo Bove cercando
    ed avviando contatti con consolati, ambasciate, enti pubblici

Villa Vitali, viale Trento, 63023 FERMO (Ascoli Piceno).
Contiene cimeli di esploratori italiani, resti dell’ITALIA di Nobile, sculture Inuit...

logo Istituto Polare

L’Istituto Geografico Polare nasce nel 1944 a Forlì per opera di Silvio Zavatti, con lo scopo di "promuovere ed affiancare iniziative in Italia degli studi polari ed alla divulgazione del contributo dato dagli italiani ai viaggi polari e promuovere viaggi d’esplorazione che tentano ad una maggiore conoscenza delle Terre Polari."

La storia dell’Istituto non può prescindere dal conoscere e dall’approfondire la vita, le spedizioni e gli studi di Silvio Zavatti, fondatore dell’Istituto Geografico Polare.

Un profilo di Silvio Zavatti è da noi pubblicato nella sezione riguardante gli esploratori italiani:

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L’Istituto Geografico Polare è stato aperto da Zavatti a Civitanova Marche, al fine di mettere a disposizione di tutti il materiale con il materiale raccolto nelle diverse sue spedizioni. Il Museo è stato trasferito nell’attuale sede presso la Villa Vitali a Fermo, dopo morte di Silvio Zavatti.

Silvio Zavatti a Fort Hope

 

"Oggi il Museo Polare Etnografico è l’unico in Italia dedicato alle culture e agli ambienti artici e si compone di cinque sale espositive, due uffici,una biblioteca,un bookshop, un’aula didattica per ragazzi, una sala per proiezioni e conferenze e un deposito.

E’ possibile accedere alla ricchissima biblioteca ( di circa 1500 volumi ) per consultare libri e riviste su temi polari; la biblioteca ospita anche l’Archivio dell’Istituto Geografico Polare, con migliaia di fotografie e documenti raccolti da Silvio Zavatti in oltre quarant’anni d’incessante attività scientifica: è presente anche un’interessante collezione di francobolli polari, donata al Museo da Lino Brillarelli. Il Museo offre un servizio di visite guidate e laboratori didattici per ragazzi. I collaboratori del Museo organizzano inoltre lezioni e conferenze su telematiche attinenti alle attività dell’Istituto.

La recentissima riorganizzazione del Museo è volta a guidare il visitatore attraverso le sale dedicate rispettivamente all’ambiente polare, alla storia delle esplorazioni polari italiane, a Silvio Zavatti e il popolo degli Inuit, alle sopravivenze culturali. L’Istituto è presente anche sul web con il progetto "Lifeland" che partendo dalle Marche si propone di estendere la sua attività in tutti i Paesi dove è necessaria un’azione di salvaguardia nei confronti delle popolazioni e testimonianze dirette.

Grazie al Comune di Fermo,a Renato Zavatti figlio del fondatore dell’Istituto, Direttore responsabile della Rivista "Il Polo" e Presidente dell’Associazione Amici del Museo Polare e ai molti amici e sostenitori,l’Istituto sta conoscendo un periodo di profonda trasformazione e crescita che sicuramente fa e farà onore al suo fondatore Silvio Zavatti".

L’Istituto e oggi così organizzato:

MUSEO POLARE ETNOGRAFICO, contenente reperti delle prime spedizioni polari italiane e reperti Inuit; una sala didattica sulle ricerche polari italiane del CNR.

RIVISTA IL POLO, fondata nel 1944; divulga ricerche polari italiane.

CENTRO di DOCUMENTAZIONE, con 15.000 riviste con tematiche polari e 3.000 volumi polari ed antropologici.

ASSOCIAZIONE AMICI DEL MUSEO POLARE, fondata per sostenere le attività dell’Istituto.

La sede è a Fermo (Ascoli Piceno), Villa Vitali in via Trento — Tel. 0737226166

Approfondimenti: consulta il sito:

www.museopolare.it

www.museopolare.it

Carta dei Popoli Artici:

www.lifeland.it

Contiene un Centro di Documentazione Umberto Nobile, presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare all’Aeroporto di Vigna di Valle a Bracciano (Roma)

Maggiori informazioni: Tel. 069024034



via Giardino 39, 10131 con cimeli della spedizione con la Stella Polare.


Maggiori informazioni: Tel. 0630486443


www.mna.it

Sezione di Genova: viale Benedetto XV, 5 - Tel. 0103538112

Sezione di Siena: via del Laterino, 8 - Tel 0577233892

Sezione di Trieste: via E. Weiss, 2 Padiglione Q -Tel. 0406762050



Il sito contiene una sezione sulle spedizioni polari e sulla Tenda Rossa. Nel museo vi è conservata la famosa Tenda Rossa di Nobile.
www.museoscienza.org

Restauro della Tenda Rossa, promossa dalla Direzione del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

Grazie all’impegno di Fiorenzo Galli, Direttore del museo, e di Laura Ronzon, Direttore sviluppo patrimonio storico, e di tutto lo Staff Direttivo del museo, è stata incaricata Cinzia Oliva ad un primo esame di fattibilità per il restauro della mitica Tenda Rossa e per una valutazione su come possa essere mostrata al pubblico.
Impegno arduo ma non impossibile… clicca

Lauro, in provincia di Avellino, è il paese natale di Umberto Nobile, ove è nato il 21 Gennaio 1885. Il Museo è stato inaugurato nel 1988 ed è ubicato ubicato nel castello storico dei Marchesi Pignatelli dell’Aeronautica Militare, insieme a diversi altri Musei Civici.

Umberto Nobile e il Dirigibile Italia

La figura di Umberto Nobile è riassunta nella specifica scheda relativa agli esploratori italiani.

approfondimento »

Nel museo sono conservati diversi documenti e cimeli delle varie spedizioni, in particolare vi è il "brogliaccio — Libro di Bordo" della spedizione polare con il dirigibile Norge, effettuata nel 1926, che vede l’attraversamento dell’intera calotta artica dalle Spitzbergen a Teller in Alaska: a pagina 10 vi sono le famose annotazioni effettuate durante l’eccitante passaggio in volo sul Polo Nord.

Umberto Nobile e il Dirigibile Italia

Inoltre vi sono esposti significativi reperti relativi a:

- cimeli delle spedizioni Polari del 1926 e 1928, inclusi strumenti ed indumenti serviti per ambedue le spedizioni;

- l’Archivio dei grafici e dei progetti del Generale Nobile;

- la corrispondenza inerente le spedizioni polari;

- le onorificenze e le decorazioni (copia della collezione del Medagliere Vaticano);

- le targhe i diplomi ed gli attestati vari;

Il Museo è diretto da Ovidio Ferrante, di cui è possibile leggere diversi articoli inerenti le spedizioni di Umberto Nobile sulla rivista Il POLO, diretta da Gianfranco Frinchillucci, Direttore dell’Istituto Geografico Polare "Silvio Zavatti" www.museopolare.it/IL_POLO.htm

L’indirizzo del Museo è:
Lauro (AV) Piazza Umberto Nobile
Info: 081.824.02.65 - 081824.02.65

In rete è possibile consultare i seguenti siti:

www.comune.lauro.av.it



Il Museo G. Caproni si trova dal 1992 presso l’aeroporto Matterello di Trento. Fu fondato nel 1929 negli stabilimenti storici della Caproni in zona Taliedo a sud-est di Milano, al fine di conservare le tradizioni della società fondata dal pioniere dell’aeronautica Gianni Caproni; successivamente trasloca a Vizzola Ticino dove si trovano ancora gli originali stabilimenti Caproni, oggi Agusta, nelle immediate vicinanze del nuovo aeroporto Malpensa 2000.

Gianni Caproni

Nella sede di Trento è possibile osservare da vicino diversi pezzi unici al mondo, quali il biplano Caproni Ca. 6 (del 1911), l’Ansaldo SVA 5 protagonista dello storico volo su Vienna del 1918 condotto da Gabriele d’Annunzio e due interessanti aerei che hanno fatto la storia degli idrovolanti italiani: SM 80 bis (del 1933) e il Caproni Ca.100 (del 1928). Infine qui si trova uno dei rari modelli del bombardiere trimotore SIAI-Marchetti SM79, denominato Sparviero per la sua velocità e più comunemente "il gobbo" per via dell’abitacolo del mitragliatore che emergeva all’esterno della fusoliera. Infine nel museo è possibile ammirare il primo elicottero costruito dalla Agusta su licenza Bell del 1956:

Il nostro interesse al museo nasce dalla possibilità di osservare l’originale "pelle di orso bianco" che qui si conserva: pelle di orso ucciso da Finn Malmgren durante la forzata permanenza sul pack con la Tenda Rossa, dopo l’infelice impatto del Dirigibile ITALIA nella fase di rientrol dal sorvolo del Polo Nord., che ha consentito una migliore sopravvivenza dei naufraghi.

SM 80

 

L’orso, da "La Tenda Rossa: memorie di cielo e di fuoco" di Umberto Nobile, Mondadori ed. Testo tratto dalle pagine pagg. 181-183.

"Mentre vegliavo, con mille pensieri nella mente, facevo attenzione se tra le nubi che nubi comparisse il sole.…Zappi si affacciò dal foro di entrata dicendo concitatamente a bassa voce: "c’è l’orso!". Si svegliarono tutti. Malmgren si alzò a sedere, e rivolgendosi a me disse deciso: "Give me the pistol, I go to hunt it". Gli diedi la pistola e le cartucce. Egli caricò l’arma, poi uscì raccomandandoci il silenzio. Gli altri lo seguirono. Aiutati da qualcuno, ci trascinammo fuori anche Cecioni e io"…

La bella bestia, ferma dietro un masso di ghiaccio, guardava con curiosità nella nostra direzione, dondolando lentamente la testa, mentre Malmgrem continuava ad avvicinarsi. All’improvviso rimbombò un colpo. Vidi Malmgren slanciarsi avanti seguito da Mariano e da Zappi. Qualcuno gridò "E’ stato colpito". Seguirono due colpi l’uno dietro l’altro.

La povera bestia, ferita al primo colpo, aveva provato a fuggire, ma il colpo era stato mortale. Fatti pochi passi cadde…

La situazione, ora, con quei 200 chili almeno di carne fresca, era del tutto mutata. Questo grande avvenimento della notte tra il 29 e il 30 maggio, cinque giorni dopo la caduta, sollevò i nostri spiriti e sciolse lo scilinguagnolo a tutti."

Informazioni generali

Il Museo è aperto dalle 9.00 alle 17.00-18.00, dal martedì alla domenica.
Si trova nel palazzo degli arrivi e partenze dell’aeroporto di Trento,
in via Lidorno 3, alla periferia sud della città.

Tel. 0461-270320 per fissare visite guidate e attività didattiche di carattere storico artistico quali ad esempio riscontrate nella nostra visita, lo studio di Marte e l’avvicinamento al pianeta da parte dell’uomo.

Il sito web del Museo è: www.mtsn.tn.it/rete/caproni.asp

Info su aeroporto G. Caproni: www.aeroportocaproni.it/

 

approfondimento CLUB Circolopolare

Approfondimenti: schede elaborate dal Centro di Documentazione a disposizione dei Soci del Circolo Polare:

- l’idrovolante SM 55, utilizzato da Maddalena per le ricerche dei naufraghi della Tenda Rossa e da Italo Balbo nelle sue due trasvolate oceaniche: Foto, dati tecnici, filmati e informazioni.
approfondimento » l’idrovolante SM 55


- SM 79: il Gobbo. Foto, dati tecnici, informazioni.
approfondimento » SM 79: il Gobbo

 

Monumento ai caduti della spedizione ITALIA 1928

E’ una fedele copia, in scala ridotta, del monumento che si trova alle Svalbard, voluto dagli amici dell’Aeronautica di Adro nel bresciano, in ricordo di Attilio Caratti e dei caduti della spedizione ITALIA. L’opera del 1962 è di Aldo Caratti, cugino dello scomparso motorista: maggiori informazioni sul monumento sono riportate nel testo di Ovidio Ferrante pubblicato sulla rivista IL POLO, Marzo 2000.

La conoscenza del pioniere dell’aeronautica italiana: Gianni Caproni

Oggi nel museo si conserva quasi intatto il suo personale studio di progettazione e uno scorcio dell’officina eliche dello stabilimento Caproni operante negli anni venti.

Gianni Caproni Gianni Caproni: motto

Informazioni su Gianni Caproni www.cronologia.it/storia/biografie/caproni.htm

Motociclo Capriolo

Sono visibili alcuni fedeli modelli di Capriolo, ciclomtore progettato e costruito dalla Caproni nel periodo di diversificazione produttiva dopo la seconda guerra mondiale, dove le aziende aeronautiche hanno dovuto diversificarsi per via degli obblighi e delle barriere imposte dagli alleati all’industria aeronautica italiana.

Informazioni sul Capriolo: digilander.libero.it/parsecweb/

La figura del pilota Martino Aichner

Storica figura dell’aeronautica italiana, nativo di Trento e "cocciuto" realizzatore del Museo e dell’aeroporto. Aichner è stato un pilota della storica squadriglia comandata da Carlo Emanuele Buscaglia. Maggiori informazioni sono racchiuse nel libro di Aichner "IL GRUPPO BUSCAGLIA: aerosiluranti italiani nella seconda guerra mondiale" edito nel 1991 da Mursia.

Copia è disponibile in visione per i soci del Circolopolare al Centro di Documentazione.

Martino Aichner

Il Mart di Rovereto

Museo d'Arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento.

L’innovativo edificio è opera dell'architetto svizzero Mario Botta, e si sviluppa su quattro livelli con un’architettura innovativa e molto interessante. Una struttura da tener presente per via delle manifestazioni che organizza, ultima quale la "Montagna nella Pittura"

Mart di Rovereto

Maggiori informazioni: www.mart.trento.it/


La Società Geografica Italiana, fondata a Firenze nel 1867, promuove la ricerca scientifica e svolge attività di divulgazione. Esse vengono realizzate mediante programmi di studi e ricerche sul territorio e l'ambiente, una vivace attività editoriale, l'organizzazione di convegni e viaggi di studio.
Il ricco archivio storico della Società raccoglie documenti originali connessi con l'attività del sodalizio e di alcuni insigni esploratori, viaggiatori e geografi.
L'attuale Presidente è il prof. Franco Salvatori, dell'Univesità di Roma.

Storia
La Società Geografica Italiana viene fondata a Firenze nel 1867 con l'obiettivo di promuovere la cultura e le conoscenze geografiche e fin dalla sua nascita si impegna nell'attività di esplorazione delle terre di recente scoperta.
Ente morale dal 1869, si trasferisce a Roma nel 1872, dove ha tuttora sede in un edificio cinquecentesco, recentemente restaurato, il Palazzetto Mattei, all'interno della Villa Celimontana. Attualmente l'attività della Società è prevalentemente concentrata sulla promozione della ricerca scientifica e su attività di divulgazione, che vengono realizzate mediante programmi di studi e ricerche sul territorio e l'ambiente, una vivace attività editoriale, l'organizzazione di convegni e viaggi di studio e attraverso la stretta collaborazione con le associazioni ed istituzioni aventi interessi affini e con altre società geografiche, italiane e straniere.
La Società Geografica Italiana, che non ha fini di lucro, è aperta a tutti coloro che ritengono di condividere le finalità di studio e conoscenza della realtà geografica terrestre, previste dal suo suo Statuto.

Il sito web
Nelle pagine del sito Web è possibile scaricare la brochure di presentazione in italiano ed in inglese, oltre che approfondire la conoscenza sulla sede, sulle attività e sui lavoro di ricerca ed editoriale svolto sino ad oggi.

L'indirizzo del sito è:
www.societageografica.it

Il 24 e 25 Febbraio 2005 vi è stato a Milano il "9° Alpine Glaciological Meeting", con la partecipazione delle maggiori università europee e l'intervento di qualificati esperti e studiosi del settore. E' quindi importante conoscere più da vicino il Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e la sua realtà scientifica che vede assumere un ruolo di primo piano da parte degli esperti e studiosi italiani.

Obiettivi
Dal 1895 opera in Italia il Comitato Glaciologico Italiano (CGI), con il compito di promuovere e coordinare le ricerche nel settore della glaciologia.
Nato come commissione per lo studio dei ghiacciai italiani nell'ambito del CAI Club Alpino Italiano, il CGI diviene organismo autonomo dal 1915, con il sostegno del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche e di altri enti ed associazioni interessati alla ricerca glaciologica. L'attività principale del CGI è il monitoraggio sistematico dei ghiacciai e, in particolare, la misura delle variazioni frontali. A questo scopo ogni anno si svolge una campagna glaciologica nella quale numerosi operatori effettuano, alla fine della stagione estiva di ablazione, misure e fotografie da capisaldi, osservazioni sull'innevamento e sulla morfologia delle fronti. Quest'attività non si è mai interrotta, salvo durante i periodi bellici, fornendo così una delle più lunghe serie esistenti al mondo di osservazioni delle variazioni delle fronti glaciali. Attualmente circa 150 ghiacciai sono ogni anno monitorati da un centinaio di operatori volontari anche con la collaborazione di gruppi afferenti ad altre associazioni.

I ghiacciai in Italia
Secondo l'ultimo censimento del 1989 i ghiacciai delle Alpi italiane sono circa ottocento. Un piccolo ghiacciaio è pure presente al Gran Sasso, nell' Appennino Centrale. Il complesso glaciale continuo più esteso è quello dell'Adamello
(18 km2), mentre il ghiacciaio vallivo più grande è quello dei Forni (13 km2). All'interterno del sito ufficiale del CGI è possibile consultare la distribuzione dei ghiaccia italiani e comprendere come essi siano una risorsa per il territorio, utilizzabile per scopi agricoli, civili e industriali; oltre ad avere caratteristiche di rischio ambientale per via della deglaciazione e aumento dei flussi turistici.
Infine nel sito sono disponibili tutte le pubblicazioni e le ricerche effettuate dal 1914 al 2003! Il consiglio finale quindi è di consultare spesso il sito e di aggiungerlo nei preferiti: www.disat.unimib.it

Membri del Comitato Scientifico Italiano
Oltre al Comitato di Direzione, vi sono tre coordinatori per specifiche aree dell'arco alpino.

La Direzione è così composta:
PRESIDENTE: Claudio Smiraglia - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Milano, Via Mangiagalli 34, 20133 Milano - tel. 0250315516 - fax 0258355494
VICE PRESIDENTE: Alberto CARTON - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pavia, Via Ferrata 1, 27100 Pavia - tel. 0382505833
SEGRETARIO GENERALE: Giovanni MORTARA - C.N.R. - I.R.P.I (Istituto per la Protezione Idrogeologica nel Bacino Padano), sezione di Torino, Strada delle Cacce 73, 10135 Torino - tel. 0113977251
SEGRETARIO DELLA PRESIDENZA: Manuela PELFINI - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Milano, Via Mangiagalli 34, 20133 Milano
tel. 0250315517 - fax 0258355494
TESORIERE: Roberto AJASSA - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino, Via Valperga Caluso 37, 10123 Torino - tel. 0116707101 - fax 0116707155

I coordinatori delle tre aree alpine sono:
COORDINATORE PER IL SETTORE PIEMONTESE-VALDOSTANO
Ernesto ARMANDO - Dipartimento Georisorse e Territorio, Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24, 10129 Torino - tel. 0115647669
COORDINATORE PER IL SETTORE LOMBARDO Carlo BARONI
Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Pisa, Via S. Maria 53, 56100 Pisa - tel. 050847231 - fax 050500932
COORDINATORE PER IL SETTORE TRIVENETO
Mirco MENEGHEL - Dipartimento di Geografia, Università di Padova, Via del Santo 26, 35123 Padova - tel. 0498274096

Milano 24-25 Febbraio 2005, organizzato dal Comitato Glaciologico Italiano e dal Dipartimento di Scienza della Terra di Milano "Ardito Desio", diretto dal prof. Claudio Smiraglia.

Importante appuntamento di studio e di riflessione che ha coinvolto i maggiori studiosi europei di glaciologia, allo scopo di aggiornare la situazione dei ghiacciai alpini, europei e mondiali; oltre a comunicare studi e metodi di monitoraggio dei ghiacciai e del territorio coinvolto. Vi è stato un proficuo scambio di esperienze e di idee su teorie, metodi e tecniche applicate allo studio delle montagne e dei loro ghiacciai. Un incontro che ha visto in prima linea gli scienziati e gli esperti italiani, con particolare evidenza di una grande patrimonio di giovani studiosi sia italiani che europei.
Lo studio e l'osservazione della glaciologia in generale e dell'arco alpino in particolare, diventa un fattore strategico per via della situazione climatica in generale e della fase di de-glaciazione che sta attraversando la terra in questo inizio di secolo.

Il Comitato Glaciologico Italiano è stato sintetizzato in una specifica scheda all'interno della rubrica Musei e Associazioni. Si consiglia di consultare la scheda e il sito ufficiale che raccoglie un ricco patrimonio di documentazione scientifica e approfondite schede sui maggiori ghiacciai italiani:
www.disat.unimib.it

Gli Abstracts del Meeting di Milano sono stati raccolti in due Quaderni editi a cura del prof. Claudio Smiraglia e della dr. Teresa Carnielli. Copie possono essere richieste alla Segreteria del Meeting : Teresa Carnielli - Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Milano, Via Mangiagalli 34, 20133 Milano - tel. 0250315514
teresa.carnielli@unimi.it
Si ricorda il Convegno del WWF Italia in Occasione della Conferenza Mondiale sul Clima, organizzato nel Dicembre 2003 e pubblicato nel sito a pagina:
www.circolopolare.com


Si anticipa che a breve sarà pubblicata una scheda dell'incontro promosso dalla Regione Lombardia e dall'Irealp sui Ghiacciai Lombardi e il Sistema Informativo Territoriale

 



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