home chi siamo aree di interesse comitato scientifico: sara' presto on-line e-mail iscriviti al club
 


aurora boreale


Lucy Jago



 

Se il nome ai fenomeni classificati come Aurore Boreali è stato dato da Galileo Galilei nei suoi studi scientifici, lo scoperta scientifica alla base del fenomeno lo si deve al norvegese Kristian Birkeland, vissuto dal 1867 al 1917.

Kristian Birkeland Kristian Birkeland

"I Lapponi ritenevano le Aurore Boreali quali luci messaggere della volontà di Dio, capaci di colpire chiunque avesse l’ardire di provocarle. I Vichinghi le identificavano con le Valchirie nell’atto di cavalcare fuori il Valhalla, attraverso Bifrost, magico ponte che unisce il mondo del presente all’eterno."

Birkeland ha pubblicato i suoi primi studi nel 1899.

Dopo diversi esperimenti nel campo della "fisica del plasma", Birkeland pubblica la teoria che "la causa del fenomeno fosse da attribuire alla interazione tra particelle cariche emesse dal Sole ed il campo magnetico terrestre"... purtroppo egli fu osteggiato dalla comunità scientifica, in special modo da quella inglese. Il consenso unanime alla scoperta di Birkeland arriva attorno agli anni sessanta, quando grazie alle osservazioni spaziali mediante satelliti, si verificò l’esattenza di quanto asserito dallo scienziato norvegese. Scienziato poliedrico, che insieme a Eyde studia un processo di "fissazione dell’azoto atmosferico" in grado di soddisfare la crescente domanda di fertilizzanti sintetici azotati.

Nel 1913, Birkeland si reca in Egitto per studiare le luci zodiacali . Nel 1917, durante un soggiorno a Tokio, fu trovato morto in una camera di un albergo dopo aver preso una massiccia dosi di sostanze per combattere l’insonnia.

Lucy Jago ha pubblicato un libro su Birkeland e le Aurore Boreali:

"Aurora Boreale. La storia di un enigma scientifico e del genio che lo risolse" ed. Rizzoli, 2001.


Le aurore boreali, le spettacolari strisce di luce che rischiarano le lunghe notti nelle zone vicine al Circolo polare, sono rimaste a lungo un mistero che ha affascinato l'umanità e sfidato gli scienziati. Solo a partire dal 1899, quando un oscuro esploratore trascorse con alcuni compagni un intero inverno in un osservatorio all'estremo nord della Norvegia, si cominciò a comprendere che quel fenomeno deriva da particelle elettricamente cariche emesse dal sole ed entrate in contatto con il campo magnetico terrestre. L'esploratore era Kristian Birkeland, uno scienziato norvegese, e la sua visione, a lungo disprezzata, sarebbe stata confermata solo all'avvento dell'era spaziale. Nella sua concezione dell'universo come campo di forze elettromagnetiche era contenuto l'embrione di quella che sarebbe stata chiamata "fisica del plasma", ma le sue teorie rivoluzionarie non poterono affermarsi perché il manoscritto a cui le aveva affidate scomparve in, un naufragio, subito dopo la sua morte.

Il libro di Lucy Jago è la storia di un enigma scientifico e della vita tormentata dell'uomo che lo risolse: una vita segnata da viaggi di ricerca in luoghi impervi come le terre polari e il deserto del Sudan, da invenzioni avveniristiche - (un sistema per ricavare fertilizzanti mediante archi voltaici, il progetto di un cannone elettromagnetico), dall'attivismo patriottico a favore della piena indipendenza della Norvegia (fino al 1905 unita alla Svezia), da eccentricità accademiche, incomprensioni sentimentali e tradimenti da parte di colleghi scienziati e soci in affari, dalla depressione e da manie di persecuzione fino all'epilogo tragico e misterioso in un albergo di Tokvo, nel 1917.

 

- //guide.supereva.it/fisica_applicata/interventi/2001/11/75995.shtml

 

Aurore Boreali:

approfondimento »





Per una migliore visione
si consiglia l'utilizzo
di Internet Explorer ed
una risoluzione video 800X600
© 2008-2013 circolopolare - Tutti i diritti riservati   credits |