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l'importanza della memoria >  
 
Scusate, non è uno scherzo. Tutti noi siappiamo come Enrico Toti fosse invalido, gli mancava una gamba, e in trincea durante la prima guerra mondiale ha lanciato la stampella contro il nemico, prima di morire.

Enrico Toti


Quindi, la notizia del suo viaggio in Lapponia con una sola gamba lascia perplessi ma è da evidenziare al massimo visto che la fonte è Gigi Speroni, storico e biografo dei Duchi d'Aosta e di Luigi Amedeo d'Aosta Duca degli Abruzzi.

" La storia dell'eroico bersagliere mutilato commuove gli italiani e merita d'essere ricordata. Enrico Toti era nato a Roma nel 1882 e a 24 anni aveva perso una gambrba sinista rimasta sfracellata durante una manovra tra due locomotive. Lasciate le ferrovie scopre nel ciclismo il suo riscatto contro la sventura. Senza protesi, pedalando con una gamba sola, raggiunge in bicicletta la Lapponia e l'anno successivo percorre tutto l'Egitto, sino al Sudan.

Scoppiata la guerra, Toti chiede di poter partire volontario, glielo negano, sale sulla sua bici e pedala sino alle spalle del fronte. Dove lo bloccano i carabinieri: "voglio arruolarmi, posso aiutare i soldati, portare il rancio, l'acqua, fare il portaordini…sono forte saprei come combattere….il 6 agosto, durante un assalto alle posizioini austriache del monte Sei Busi (quello che sovrasta il cimitero di Redipuglia), Enrico Toti viene colpito a morte, ma prima di cadere getta verso il nemico la stampella entrata nella leggenda. Alla sua memoria verrà assegnata una delle 362 medaglie d'oro della prima guerra mondiale."
Da Gigi Speroni: I Savoia scomodi.
La saga degli Aosta. Ed. Tascabili Bompiani,
Milano 2003, pagg. 293-294.

L’Associazione Circolo Polare è riuscita ad entrare in possesso di una copia del libro "lettere di Enrico Toti" raccolte ed ordinate da Tommaso Sillani, edizioni Bemporad del 1924.

Nel libro vi è una prefazione del Duca Emanuele Filiberto di Savoia Comandante del III Corpo d’Armata, Corpo in cui prestava servizio Enrico Toti, oltre ad un profilo biografico su Toti scritto dalla sorella Lina. Per inciso, Enrico Toti scrisse una lettera al Comandante Emanuele Filiberto di Savoia affinché fosse accettata la sua domanda di arruolarsi nell’Esercito: la domanda fu accettata e Toti entrò nel Corpo dei Bersaglieri in Bicicletta. Infine, si ricorda che il Generale Emanuele Filiberto di Savoia ha voluto essere sepolto nel Sacrario di Redipuglia.

 

Il nostro interesse è sui viaggi intrapresi da Enrico Toti. Dalla dalla biografia e dagli scritti contenuti nel libro, si apprende:

1) la conferma che Enrico Toti ha intrapreso il viaggio in bicicletta nel 1911, quattro anni dopo la disgrazia e la perdita della gamba sinistra, partendo da Roma e raggiungendo Stoccolma, la Lapponia e Mosca!

2) il tragitto preciso non si riesce a definire, ma a grandi linee si conoscono i paesi attraversati da Toti:

- dal profilo biografico della sorella, si apprende "…a Stoccolma si trattenne più di un mese. Perché la neve gli impediva di proseguire, e lì si procurò i messi per vivere dando lezioni d’italiano e lavorando come caricaturista in qualche teatro di varietà. Proseguì poi per la Russa e per l’Austria….(pag. 28)

- dalla domanda che Toti inoltra al Generale Emanuele Filiberto, si rileva"…Presi poi a percorrere l’Europa in bicicletta e studiarne i popoli, e d’allora ho sognato sempre di vedere l’Italia grande e prosperosa. Attraversai tutta la Francia, il Belgio, l’Olanda, la Germania, la Danimarca, la Svezia e la Norvegia. Arrivai al Circolo Polare Artico, convissi a causa del ghiaccio, qualche tempo con gli esquimesi della Lapponia. Da lì fui in Finlandia, poi in Russia e da Pietrogrado attraversando le innumerevoli steppe giunsi a Mosca. Attraversai la regione dei turcomanni, la Polonia, l’Austria fino che giunsi a Roma in famiglia." (pag. 63)

3) Nel Gennaio 1913, Enrico Toti intraprende un secondo viaggio in bicicletta, attraversando l’Egitto (lungo il Nilo) e parte del Sudan, dove gli inglesi non gli consentono di proseguire senza scorta o senza l’ausilio di una carovana.

Enrico Toti è colpito a morte il 6 Agosto 1916, in trincea vicino a Monfalcone, e prima di morire lancia la stampella fuori dalla trincea verso il nemico. Per questo gesto, riceve la Medaglia D’Oro al Valore Militare. La sua tomba si trova al cimitero di Monfalcone.

 

Chi avesse ulteriori notizie o suggerimenti per approfondimenti, lo comunichi alla segreteria del Club:

club@circolopolare.com

 

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