| Poco noto è lo sconcertante racconto di Folco Quilici nel libro scritto sulla vita di Amundsen (edito da PIEMME nel 1998) quando affronta Umberto Nobile e lavventura del Norge.
Sconcertante per come Quilici descrive Nobile e riporta gli avvenimenti della preparazione alla spedizione con il NORGE.
Possibile che Nobile sia un personaggio secondario, meschino, opportunista, così come lo descrive Quilici nei capitoli riguardanti il Norge e lItalia?
Daccordo che la famiglia Quilici eveva un ottimo rapporto di amicizia con Italo Balbo, però come si giustificano i
giudizi di parte e severi di Folco Quilici?
Necessita un approfondimento e largomento è aperto a tutti coloro che desiderano dare un loro contributo. Naturalmente, per la stima che sia ha in Folco Quilici, cercheremo di contattarlo e di approfondire con lui largomento Amundsen-Nobile.
pag. 127: "Quando laccordo tra i due esploratori e il governo italiano venne perfezionato, comiciò ad assumere peso sempre maggiore un personaggio sino a quel momento quasi sconosciuto: il costruttore del dirigibile N.1, lingegner Umberto Nobile. Senza dubbio un tecnico era indispensabile per rendere possibile il volo che Amundsen immaginava, ma certamente era il meno adattato a convivere con lui
"
Nobile "personaggio quasi sconosciuto"?
Il 25 luglio 1925 Nobile era a Oslo ad incontrarsi con Amundsen per definire il possibile utilizzo di un dirigibile per trasvolare il Polo Nord. Dopo che Amundsen fallì la trasvolata servendosi di due idrovolanti Dornier Wal,costruiti in Italia a Marina di Pisa, nella primavera del 1925.
Nel 1922, Nobile era negli Stati Uniti in quanto la Marina Americana aveva acquistato due aeronavi di progetto e di costruzione italiana. Inoltre, Nobile era consulente della Goodyear
Nel 1924, lN-1 compiva i primi voli, si affermò quale progetto valido per la scelta di costruire una chiglia flessibile e non rigida, in modo da adattarsi meglio alle sollecitazioni aerodinamiche.
Aprile 1926, il Norge parte da Ciampino diretto alla Baia dei Re, pilotato da Nobile e con un equipaggio misto, composto da norvegesi e da italiani. Sia Amundsen che Ellsworth lo aspettano in Norvegia.
Nel libro lo chiama "futuro Generale", "litaliano che sarebbe stato il padrone assoluto
" Ironizza anche sul modo in cui Nobile acquisisce i gradi militari, prima di tenente colonnello, poi di generale.
Ritiene Nobile colpevole di aver abbandonato i compagni della Tenda Rossa (pag. 151)
"il suo comportamento suscitò critiche nel mondo intero quando per primo si fece portare in salvo dalla banchisa overa precipitato, lasciando i compagni in pericolo. A questo punto mi tornano di nuovo alla mente i commenti ripetuti attorno al tavolo da pranzo della casa
di Ferrara, dove sedevo da bambino
A un comandante tutto si può perdonare, anche linutilità e il fallimento duna missione, ma non labbandono del suo equipaggio".
(come il tempo atmosferico avverso). Descrive con ricorso a frasi quali "
la paura restò di casa sullN.1", "scarsa lallegria tra chi sera imbattuto sul Norge a Roma
", "
gli italiani invece, ignorando, come da tradizione, ogni ordine
" "il Norge avanzava alla velocità di un ciclomotore di oggi"
"che non era partito per una semplice missione di soccorso, ma per salvare chi nei suoi confronti sera comportato molto male dopo il volo del Norge: offendendolo" (pag. 151).
Onore e rispetto ai caduti, soprattutto perché scomparsi in azioni di soccorso ma i dati certi sono:
sia Amundsen che Ellsworth non sapevano pilotare un dirigibile e non avevano equipaggio in grado di saperlo pilotare
Amundsen e Ellsworth salirono sul Norge alla sua partenza dalla Baia dei Re, mai prima di allora. Quindi non avevano effettuato nessun allenamento o azione di affiatamento con Nobile e con lequipaggio.
Amundsen è stato lideatore, Ellsworth finanziatore (in parte, perché i 2/3 dei costi sono stati ripianati da Mussolini e dalla Stato Italiano), Nobile è il progettista e il comandante del Norge
La spedizione era organizzata dallAeroclub di Norvegia che definì ufficialmente con
"Volo transpolare Amundsen-Ellesworth-Nobile".
Il contratto con lAeroclub Norvegese prevedeva che il resoconto
finale della spedizione doveva essere compilato da Amundsen, Ellsworth
e Nobile, ma Amundsen rompe il contratto con lAeroclub e scrive
il libro solo con Ellswoth "The First crossing of the Polar
Sea".
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