Caccia alle balene, tre notizie che generano un’attenta riflessione.
Luglio 2009
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Caccia alle balene, tre notizie che generano un’attenta riflessione.
La prima, riguarda la considerazione che l’avvistamento delle balene da parte dell’attività turistica (whale watsching) genera un fatturato maggiore rispetto all’industria della caccia ai cetacei.
La seconda notizia sempre dl luglio 2009, riguarda la chiusura di lavori della Commissione Internazionale sulle balene (IWC), senza nessun documento finale da parte delle sotto-commissioni, dopo ben quattordici giorni “di lavoro” alle Azzorre, anzi la Commissione ha interrotto le attività un giorno prima del calendario ufficiale!
La terza notizia riguarda la pubblicazione del libro di Andrew Darby su “Guerra alle Balene”, edizioni Longanesi, un saggio storico sull’attività della pesca alle balene con una approfondita panoramica sulla situazione attuale.
Leggendo il libro di Darby si scopre come tutta l’attività economica relativa alla caccia alle balene e i lavori della Commissione Internazionale (IWC), siano densi di contraddizioni, bugie, falsificazioni di rapporti e relazioni, di dati fasulli che hanno celato lo sterminio di centinaia di migliaia di cetacei e di come la caccia intensiva continui con la scusa di effettuare ricerche scientifiche: un settore che non è regolamentato dalla Commissione e che consente di cacciare senza limiti e senza rendiconto alla IWC.
Le tre contemporanee notizie conducono a riflessioni sull’argomento, specie sulla necessità di cacciare animali in via di estinzione. Ma procediamo con ordine e delimitiamo i temi salienti dell’argomento.
La caccia alle balene ha avuto una grande funzione storica nel processo industriale e nella catena alimentare, producendo cibo, olio e grassi per l’industria prima della scoperta del petrolio e nei momenti più drammatici delle guerre mondiali.
Oggi diversi paesi perseguono nella caccia alla balena per fini alimentari e con motivazioni scientifiche e di studio, in particolare il Giappone e la Norvegia, seguite dall’Islanda e dalla Groenlandia-Danimarca.
La necessità di procurare olii e grassi per il processo industriale sembra ormai caduta visto il massaggi ricorso al petrolio, ai suoi derivati e alla produzione di materie plastiche per tutte le esigenze manifatturiere. Come pure è stata eliminato qualsiasi derivato dalla balena per produrre energia ed illuminazione.
Tre motivazioni per giustificare la massiccia caccia alle balene:
1) la necessità scientifica e l’esigenza di studiare il comportamento e l’habitat, ricorrendo però alla notevole cattura di animali; cattura che può intendersi libera in quanto la Commissione IWC non pone limiti al numero e alla razza cacciata. Paradossalmente si conosce quasi tutto sui cetacei e non si comprende bene come possa conciliarsi la “ricerca” quando migliaia di balene finiscono a pezzettini nelle scatolette.
2) L’esigenza di cacciare per procurare cibo e alimenti per l’uomo, specie se il prodotto è parte fondamentale delle tradizioni culinarie del prodotto.
3) L’esigenza di mantenere attivo un settore produttivo che garantisce occupazione.
Prime contestazioni.
Le tre motivazioni alla base della caccia alle balene sono contestate con le seguenti argomentazioni:
A.1 Ricerca scientifica.
Paradossalmente si conosce quasi tutto sui cetacei e non si comprende
come possa conciliarsi la “ricerca” quando migliaia di balene finiscono a pezzettini nelle scatolette.
La motivazione sembra una scappatoia al controllo in quanto la Commissione IWC non pone limiti al numero e alla razza cacciataper motivi scientifici.
A.2 Procurarer cibo e alimenti per l’uomo.
Una giusta motivazione, peccato che negli stessi paesi nordici la balena non è più un alimento per le famiglie ed è quasi bandita nei ristoranti; inoltre, i prodotti sono acquistabili in pochissimi negozi alimentari.
Per non parlare della cucina giapponese, dove è vero che i pesce è dominante, ma dove è anche accertato che nella stragrande maggioranza delle famiglie giapponesi la carne di balena è quasi sconosciuta e non rientra nelle “abitudini” alimentari.
A.3 L’esigenza di mantenere attivo un settore produttivo che garantisce occupazione.
Onestamente non è facile trovare giustificazioni a questa terza motivazione: la Norvegia ed il Giappone sono paesi ad alta tecnologia, con alto reddito pro-capite, dove la pesca rimane un fattore importante anche quando si elimina il pescato e i derivati dalle balene.
Sono giustificate le tre motivazioni di fondo e dove vanno a finire le tonnellate di balene catturate e lavorate?
Apriamo un approfondimento sull’argomento, senza remore e senza preconcetti ma necessario perché le balene e in particolare alcune specie, sono in pericolo di estinzione.
Cercheremo e pubblicheremo le motivazioni ufficiali dei paesi cacciatori, degli organismi che contrastano la caccia e delle posizioni ufficiali da parte dei paesi consumatori.
Ogni contributo o segnalazione è importante, scrivendo a info@circolopolare.com
Alcune domande.
Forse la balena finisce nella catena alimentare dei prodotti per gatti, cani e animali domestici, dove la richiesta di questi prodotti ha una andamento esponenziale?
Forse la balena confluisce nella catena alimentare della nuova moda mondiale del Suschi, dove anche qui la richiesta ha impennate più che esponenziali?
Forse i derivati della balena necessitano all’industria cosmetica, sempre alla ricerca di prodotti di base e di elementi collanti?
Forse i componenti della balena sono utilizzati nell’industria alimentare per l’uomo dove i grassi sono basilari per il mantenimento dei prodotti?
A P P R O F O N D I M E N T I

Commissione Baleniera Internazionale (IWC, International Whale Commission).
L’Organismo internazionale raccoglie l’adesione di molte nazioni e si occupa un po’ di tutto quanto riguarda il mondo della balena. E’ stata la stessa Commissione che ha pubblicato un Rapporto dove si evince che il business si è capovolto: l'avvistamento (Whale Watching) rende più della caccia e il settore è in crescita anche in Italia.
Il sito ufficiale è a pagina: IWC (clicca)
In merito alla storia di IWC, si consglia di leggere l’articolo pubblicato da Ambiente e vita:
vai all'articolo.
La pagina di Wikipidia su IWC è: clicca
In merito al fallimento dei lavori alle isole Azzorre del Luglio 2009, si consiglia di leggere il seguente articolo pubblicato da Greemme.it

La posizione delle Associazioni di tutela Ambientale:

Pagina whaling
Articolo sul fallimento lavori alle Azzorre, luglio 2009
Articolo sul Giappone e la caccia alle balene
Articolo su Giappone e la caccia alle balene
Articolo su Islanda e la caccia alle balene
Pagina sull'argomento balene
Pagina sull'argomento balene
La posizione del Governo del Giappone (in fase di ricerca).
La posizione del Governo di Norvegia (in fase di ricerca).
La posizione del Governo d’Islanda (in fase di ricerca).
Recensione del libro “Caccia alle balene” di Andrew Darby.
Le tipologie di balene presenti negli oceani.
Curiosità


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