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gli esploratori polari > Silvio Zavatti 1917 - 1985  
 
Silvio Zavatti

Silvio Zavatti nasce a Forlì il 10 novembre 1917 e muore ad Ancona il 13 maggio 1985.
Silvio Zavatti e Umberto Nobile

Capitano di lungo corso per due anni su una nave inglese, viene colpito da " mal d’artico "incontrando a vent’anni un iceberg.

Nel 1944 fonda a Forlì l’Istituto Geografico Polare e nel 1945 pubblica il primo numero del Bollettino " Il Polo ", distribuito in tutto il mondo.

Proprio attraverso lo scambio del Bollettino, Zavatti riesce ad allacciare rapporti con istituzioni, ricercatori e università in tutto il mondo.

Fin dal 1959 il professor Zavatti si batte perché l’Italia sia presente al fianco delle grandi nazioni che iniziano programmi scientifici di ricerca in Antartide. Nei primi anni di vita dell’istituto, Zavatti promuove spedizioni in Groenlandia e in Antartide.

Nel 1958 elabora anche un ambizioso programma per la costruzione di una base scientifica italiana nella Terra della Regina Maud (settore antartico norvegese).

Nel 1958 pubblica l’Atlante Geografico Polare,vincendo il premio del CNR, Fondazione Vacchelli.

Nel 1970 organizza a Civitanova il Congresso Internazionale Polare,mentre nel 1983 è relatore a quello di Parigi. Fino alla sua morte, giunta nel 1985, Zavatti ha vissuto e si è battuto per la conoscenza e la difesa degli ambienti e dei popoli artici..

Approfondimenti sulla sua figura e sulla su opera:

www.museopolare.it/Silvio%20Zavatti.htm

www.museopolare.it

Contributo del Ministero Affari Esteri, progetto Lifeland:

www.lifeland.it/scheda_istituto.htm

 

Silvio Zavatti a Fort Hope Spedizioni artiche di Zavatti e Umberto Nobile

Nello stesso anno del Congresso Internazionale di Geofisica (1959), approda nell’isola di Bouvet, tentando si costruire la prima base antartica italiana . La prima fase della ricerca doveva indicare la possibilità effettiva di istituirvi una base scientifica permanente italiana.
Tale possibilità fu riscontrata, ma la mancanza di mezzi finanziari impedì la relazione della seconda fase del progetto… "la sua iniziativa non ebbe seguito per mancanza di fondi ma soprattutto di interesse, e questo gli procurò una profonda amarezza" (M.P. Casarini in Artide ed Antartide pag. 154).

Nel 1961 studia gli usi e i costumi degli Inuit e nel 1962 è con Walter Minestrini e Viadimiro Riccobelli in Lapponia, tra il popolo dei Sami,dove studia l’ergologia e raccoglie molto materiale etnografico.

Nel 1961 parte per la sua prima spedizione artica e incontra per la prima volta gli eschimesi a Rankin Inlet, nell’Artide canadese. Compie ricerche sulle abitudini dei popoli artici, sui loro giochi di cordicelle, sui canti e sulle danze. Inizia la sua battaglia come paladino del popolo dei ghiacci. L’incontro con queste popolazioni arricchirà la sua vita e la cambierà inesorabilmente.

Iceberg

Nel 1961 parte per la sua prima spedizione artica e incontra per la prima volta gli eschimesi a Rankin Inlet, nell’Artide canadese.Compie ricerche sulle abitudini dei popoli artici, sui loro giochi di cordicelle, sui canti e sulle danze.Inizia la sua battaglia come paladino del popolo dei ghiacci. L’incontro con queste popolazioni arricchirà la sua vita e la cambierà inesorabilmente.

Nel 1963 parte alla volta della Groenlandia orientale, dove approfondisce ricerche di psicologia, studia le danze,l’arte, i canti l’ordinamento scolastico e l’ecologia umana.

Nel 1967 e nel 1969 è di nuovo nell’Antartide canadese. Durante la prima spedizione, condotta nel villaggio eschimese di Rankin Inlet, Zavatti completa le ricerche iniziate nel 1961 e realizza due documentari a colori sulla vita nella tundra e sul gioco di cordicella. Nella seconda spedizione raggiunge Repulse Bay .dove, oltre alla ricerca etnografiche, effettua osservazioni topografiche che portano alla correzione di molti errori esistenti nelle carte canadesi; studia , inoltre, i resti di Forte Hope, costruito nel 1846 dall’esploratore inglese John Rae.

Con la spedizione a Repulse Bay terminano le avventure di Zavatti in veste di esploratore.

 

L’Istituto Geografico Polare

logo Istituto Polare

L’Istituto Geografico Polare è stato aperto da Zavatti a Civitanova Marche, al fine di mettere a disposizione di tutti il materiale con il materiale raccolto nelle diverse sue spedizioni. Il Museo è stato trasferito nell’attuale sede presso la Villa Vitali a Fermo, dopo morte di Silvio Zavatti.

Approfondimenti sul Museo Geografico Polare:

www.museopolare.it/Museo.htm

 

Nel 1976, gli inuit dell’Antartide canadese iniziano a rivendicare la loro autonomia dal Governo canadese. Zavatti fin dal 1971 aveva appoggiato, tramite la sua rivista, la nascita della nazione inuit. Quattordici anni dopo la sua morte, gli Inuit realizzeranno il loro sogno creando il territorio del Nunavut, in lingua inuktitut " la nostra terra ".

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