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gli esploratori polari > Capitano Gennaro Sora e gli Alpini al seguito della spedizione ITALIA del Generale Umberto Nobile, nel 1928.  
 

Gennaro Sora, (Foresto Sparso, 18 novembre 1892 - Foresto Sparso, 23 giugno 1949), figlio di Antonino da Villongo e di Giuditta Leonini da Buonconvento, ufficiale degli alpini che operò nella prima guerra mondiale, nella seconda spedizione di Umberto Nobile per il raggiungimento del Polo Nord e nella seconda guerra mondiale.


Il gruppo degli alpini partecipanti alla spedizione dirigibile Italia


La spedizione al Polo Nord del 1928.
Per la spedizione polare del dirigibile "Italia" furono scelti otto alpini: erano guide e portatori esperti della montagna...il comando fu affidato al capitano Gennaro Sora, nato nel 1892 a Foresto Sparso sulle colline del lago d'Iseo, in provincia di Bergamo.
Partirono il sergente maggiore Giovanni Gualdi di Mont Valsesia, Giuseppe Sandrini "camuno" sergente maggiore del Battaglione Tirano, il caporale Giulio Bich da Valtournanche, guida alpina e fratello dell'alpinista Edoardo Bich; Angelo Casari di Conceneto in Valsassina del Battaglione Morbegno; Silvio Pedrotti di Sondrio in forza al Batg. Tirano; e gli alpini del Battaglione Aosta: Giulio Guidoz di Pré S. Didier, l'alpino Mario Deriard di Courmayer, l'alpino Beniamino Pelissier di Antey S.Andrè.

Il compito di logistica ed allestimento svolto dagli alpini, oltre che di guida nella baia bloccata dal ghiaccio artico.


I loro compiti erano precisi ma dopo la caduta del Dirigibile Italia, i loro compiti furono stravolti, diventarono esploratori, cartografi, ricercatori, soccorritori...Infatti i compiti degli alpini erano di assicurare i collegamenti tra la nave "Città di Milano" e l'hangar di ricovero del dirigibile Italia, costruire ricoveri per il personale, eseguire lo scarico e il carico di materiale e realizzare, con appositi teloni, il rivestimento del grande hangar.
Dopo il mancato rientro del dirigibile e l'assoluta mancanza di informazioni sulla sorte dell'equipaggio, gli Alpini si trovarono coinvolti nella più grande operazione di solidarietà e di soccorso del secolo, con la partecipazione di alcuni studenti del Club Alpino Italiano e uomini e mezzi di sei nazioni: russi, svedesi, norvegesi, finlandesi, francesi e italiani.


Il cap. Gennaro Sora nelle fasi di ricerca dei superstiti della tenda rossa, con l’olandese Van Dongen (foto di destra).


Al mancato rientro del dirigibile, Sora e i suoi alpini iniziarono le ricerche con lunghi pattugliamenti nella zona Nord delle isole Svalbard, le New Friesland, dove si riteneva fosse caduto il dirigibile.
Ancora oggi, le rilevazioni da questo pattugliamento sono fonte di conoscenza della zona. Dopo che fu captato S.O.S da parte di un radioamatore russo, Nikolaij Schmidt, Sora partì senza indugio in loro soccorso verso la banchisa di ghiaccio nell'are dell'isola di Foyn: si mise in marcia con due slitte e una muta di cani governata dall'olandese Van Dongen. In soli 13 giorni percorse ben 436 km.!

Dal diario di Gennaro Sora: "Non potrò mai narrare gli stenti di quella notte, di questa tappa diabolica che pareva non dovesse mai più avere termine. Mancava soltanto l'orrore dell'oscurità; gli altri c'erano tutti: la nebbia opaca e sinistra, il pericolo sempre imminente, il freddo, il sonno, la fame e la stanchezza, la fatica continua ed angosciante, il sospetto di smarrirsi, il dubbio di non poter mai e poi mai arrivare alla meta prefissa, di fallire l'impresa, di cadere prima del traguardo..."


Il ritorno in Italia e il busto dedicato al cap. Sora


La vita del Cap. Gennaro Sora

  • Si arruola giovanissimo, nel 1913 è allievo ufficiale presso il 3° Alpini in Piemonte.

  • Nel maggio del 1915 al comando del 3° plotone della cinquantesima compagnia del battaglione Edolo partecipa alle operazione belliche, che nell'ambito della prima guerra mondiale si svolgevano tra la Forcellina di Montozzo e il Pizzo d'Albiolo nel bacino montano del Tonale.
    Tra i suoi commilitoni c'era Cesare Battisti che lo soprannominò Muscoletti per la sua forma fisica, bassa e tarchiata, e col quale ebbe un cordiale rapporto di amicizia rinsaldato dalla comune militanza bellica.
    Ebbe tre medaglie d’argento al valor militare, conqustate in tre differenti azioni.

  • Nel 1928 Gennaro Sora fu chiamato assieme ad altri otto alpini, a partecipare alla seconda spedizione guidata dal generale Umberto Nobile dirigibile Italia.
    Dopo l’SOS decide di compiere azioni di perlustrazione e di avvistamento dei superstiti della Tenda Rossa, insubordinazione che lo portò davanti ad una commissione d'inchiesta, che tuttavia non produsse alcunché ma pesò negativamente sullo sviluppo della sua carriera: fu promosso, infatti, maggiore solo il 18 gennaio 1934 ed ebbe il comando del battaglione Edolo.

  • Il 20 marzo 1937 Gennaro Sora si trovava in Etiopia al comando dell'VIII brigata dell'ex Divisione Punteria.

  • Nel 1940 si distinse con il suo XX Battaglione nella conquista del Somaliland, nel 1941 difese il Passo Mard nell'Harar contro le truppe inglesi ma la campagna d'Africa era ormai perduta.
    Il 12 aprile 1941, dopo che il generale Santini aveva ordinato la resa, si consegnò prigioniero alle truppe sudafricane.
    Trasferito in Kenya ebbe l'opportunità durante la prigionia di scalare, invitato da un ufficiale inglese, il monte Kenya.

  • Alla fine della seconda guerra mondiale rientrò dalla prigionia il 12 maggio 1945 e fu destinato al comando del distretto militare di Como col grado di colonnello.

  • Il 23 giugno 1949, a seguito di un attacco cardiaco, Gennaro Sora morì a Foresto Sparso, il suo paese natale, che gli dedicò un monumento nella piazza principale.

A ricordo di Gennaro Sora, di Padre G.Pigato (1910-1976) padre Somasco e Tenente Cappellano degli alpini:
www.exgallio.com

ANA – ricordo di  Gennaro Sora.
www.ana.it

Il sito dell’ANA Associazione Nazionale Alpini:
www.ana.it


Bibliografia disponibile


 



Dalla prefazione del Generale Tullio Vidulich:

Il libro ricorda alcuni fra gli eventi più gloriosi della storia delle Truppe Alpine italiane dal 1872, data di nascita degli alpini, ai giorni nostri.
Dal sacrificio compiuto nel Corno d'Africa, ad Adua nel 1986, alla fulgida epopea della Grande Guerra combattuta sui ghiacciai oltre i tremila metri, dall'avventurosa partecipazione alla spedizione del generale Umberto Nobile nel 1928 al Polo Nord, alla rovinosa campagna di Grecia (1940-1941) e alla tragica campagna di Russia (1942-1943), il lettore trova dispiegati in tutta la loro gamma di situazioni e di sfide, i sentimenti e le virtù di uomini di fede e di coraggio, spesso portati all'epilogo del sacrificio della vita.
L'opera intende non solo rivolgersi ai valorosi reduci e ai numerosi appassionati e ammiratori delle Penne Nere, ma soprattutto alle nuove generazioni affinché abbiano la possibilità di conoscere attraverso quali e quanti prove siano passate le precedenti generazioni e quali e quanti sacrifici sono stati affrontati dagli alpini, e non solo dagli alpini, per raggiungere la pace e il benessere di cui i giovani d'oggi beneficiano largamente...


 



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