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gli esploratori polari > I protagonisti di oggi: Pier Luigi Penzo  
 

Pier Luigi Penzo comandante MARINA II,  secondo idrovolante SM55-Dornier Wal partito in soccorso dei naufraghi della tenda rossa, il 13 giugno 1928.
L’equipaggio è così composto: maggiore Pier Luigi Penzo, tenente Tullio Crosio, radiotelegrafista Giuseppe Della Gatta, i meccanici Baracchi e Codognotto.
Ammara nella Baia dei Re la notte tra il 19 e il 20 giugno.

Il 23 giugno MARINA II iniziò i voli di ricerca lungo le coste occidentali delle Svalbard fin oltre l’estremità sud, carico di viveri. Partecipa insieme all’idrovolante del C.no Maddalena ai lanci di viveri e di strumenti sul pack artico dove vi era la tenda rossa e i naufraghi del dirigibile Italia. Quindi partecipa attivamente alle ricerche dell’equipaggio disperso con i resti del dirigibile Italia.

Malmgren e Nobile

Le ricerche proseguono

In seguito al recupero di naufraghi della Tenda rossa, della loro partenza per l’Italia e della partenza di quasi tutti i gruppi dei soccorritori, Penzo rimase nella Baia del Re per effettuare ricerche aeree sia di Roald Amundsen che degli italiani dispersi con l’aeronave Italia.
Penzo preoseguì le ricerche con un aereo con un Macchi 18 imbarcato sulla baleniera Braganza.
Parteciparono a questa quarta spedizione di ricerca ilCap. Baldizzone, Giovannini, Penzo, Crosio, Della Gatta, Albertini, Sora, Pelissier e il radiotelegrafista Umberto Norrito.

 

La nave Braganza lasciò la Baia del Re il 16 agosto per gettare l’ancora nello stretto di Beverly ed effettuare i voli nell’area delle Sette Isole.
Il 31 agosto la nave Braganza riceve l’ordie di rientrare alla Baia del Re.
Penzo e il suo equipaggio raggiunero Bergen imbarcati sulla nave Città di Milano e il 27 settembre spiccano il volo con MARINA II per tornare in Italia.
Nel volo di avvicinamento tra Strasburgo ed Avignone seguendo l’alveo del fiume Rodano, il MARINA II si imbatte in un fascio di cavi elettrici nelle vicinanze della città di Valente contro i quali andò a sbattere pezzandosi in due.
I due meccanici Baracchi e Codognotto si trovarono a galleggiare sul fiume Rodano e vengono tratti in salvo da alcuni pescatori, mentre Penzo, Crosio e Della Gatta affondarono insieme alla parte anteriore dell’aereo e perirono. Il corpo di Penzo venne ritrovato due settimane dopo l’incidente a circa 50 chilometri a valle del luogo ove l’aere precipitò. Il Maggiore Pier Luigi Penzo fu decorato con medaglia d’argento al valore aeronautico alla memoria.



Pier Luigi Penzo è sepolto a Venezia sua città natale al cimitero di San Michele; una statua in bronzo ad opera dello scultore Scarpabolla è allocata ai giardini di Venezia.

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Lo stadio di calcio della città di Venezia è stato intitolato all’aviatore Pier Luigi Penzo.

 



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