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gli esploratori italiani del passato e il Nord Europa:
 

giuPietro Querini, alle Lofoten in Norvegia nel 1432

giuFrancesco Negri in Lapponia e a Capo Nord nel 1633

giuGiuseppe Acerbi in Lapponia e a Capo Nord nel 1799

 

 

Molto spesso ci si domanda come mai il grande Nord, La Lapponia e Capo Nord sono territori che sempre suscitano ammirazione voglia di conoscenza diretta: non si conoscono le statistiche ma la presenza dei turisti italiani in quest'area è molto alta.

Forse, un motivo va ricercato nella storia e nella letteratura degli scorsi secoli, dove molti italiani e in particolare coloro che viaggiavano per i mercati europei, hanno scritto, raccontato e documentato molti aspetti di popoli, territori e natura del grande Nord Europa.

In questa rubrica si traccia un breve profilo di tre "esploratori" italiani del grande Nord Europa, esploratori tra virgolette in quanto ad esempio per Querini e soci, l'approdo alle isole Lofoten in Norvegia è stata la loro salvezza dopo una grande tempesta nel Mare del Nord. A loro comunque va il merito di aver scritto e fatto conoscere le genti e il territorio del Nord Europa.

Nord Kapp Nord Kapp
 

 

Si pubblica un profilo di Pietro Querini a rettifica di quanto la storiografia tramanda in modo errato: Pietro Querini non era un commerciante che ha naufragato nel trasporto del vino verso le Fiandre, bensì un mercante che nel 1432 si dirigeva verso le Fiandre con un carico di vino.
“…Pietro Querini non era un commerciante ma un Patrizio Veneto, Nobile da Maggior Consiglio (N.H.) e come tutti i nobiluomini Veneziani del tempo faceva anche il mercante, non il commerciante, che è un altro unibilissimo mestiere. Effettivamente trasportava anche il vino di Malvasia dai propri feudi di Castel di Termini e Dafnes in Candia (Creta, terra veneziana): aveva in uso le rotte per le Fiandre, quasi una esclusiva e così si spinse troppo in la e contrariato da “nimichevoli venti finì in culo mundi”.
Con i veneziani Francesco Fioravante, comito, Nicolò Michiel patrizio veneto, luogotenenti di Pietro vi era pure un altro Querini, Francesco che dimorava proprio a Candia, feudo della famiglia Querini per secoli. Come tutti i Patrizi, al rientro a Venezia doveva presentare una relazione scritta all’Eccellentissmo Senato; relazione che non è a Venezia alla Marciana ma a Roma nella Biblioteca Apostolica Vaticana”

Comunicazione scritta di N.H. Alessandro Querini Co&Kr. Del 14 gennaio 2007

Querini tragitto e naufragio

Pietro ha il merito di descrivere e far conoscere all’Europa le genti norvegesi che abitavano le isole meridionali delle Lofoten, in quanto vi è naufragato dopo giorni di tempesta.

Pietro Querini, Cristoforo Fioravante e Nicolò di Michiel erano veneziani in navigazione verso le Fiandre con 800 barili di malvasia e altre merci di pregio.

Il 14 settembre, superano il Capo Finisterre.

Nel mare del Nord una burrasca rompe il timone, lacera le vele, rompe gli alberi, e per circa sei settimane sono in balia delle corrente che trasporta il relitto della nave veso l’Islanda. Il 17 dicembre l’equipaggio si divise: 18 su una barca di soccorso e 47 su una seconda barca che comprende i tre veneziani. La loro imbarcazione è trasportata verso il Nord della Norvegia dove i tre fanno naufragio e approdano su un’isola meridionale delle Lofoten, Rost, il 4 gennio 1432, con solo 16 uomini a bordo. Vivono per undici giorni bivaccati sulla costa, prima di incontrare pescatori norvegesi dell’isola. Alcuni autori non si dicono certi che l’isola fosse quella di Rost, ma potevano essere isole più meridionali, quali Ando o Longo.

I tre mercanti vi restano quattro mesi, da Febbraio a Maggio, consentendo così al Querini di descrivere, in un libro che avrà ampia diffusione, i pescatori norvegesi, le loro abitudini, l’attività della pesca e la loro terra: "Per tre mesi all’anno, cioè dal giugno al settembre, non vi tramonta il sole, e nei mesi opposti è quasi sempre notte. Dal 20 novembre al 20 febbraio la notte è continua, durando ventuna ora, sebbene resti sempre visibile la luna; dal 20 maggio al 20 agosto invece si vede sempre il sole o almeno il suo bagliore…gli isolani, un centinaio di pescatori, si dimostrano molto benevoli et servitiali, desiderosi di compiacere più per amore che per sperar alcun servitio o dono all’incontro…vivevano in una dozzina di case rotonde, con aperture circolari in alto, che coprono con pelli di pesce; loro unica risorsa è il pesce che portano a vendere a Bergen.".

Querini stele

Il 15 maggio, i tre veneziani prendono posto su una barca diretta a Bergen, insieme al cappellano.

Si fermarono a Trondheim e quindi si imbarcarono su una nave diretta a Londra. Da qui rientrano a Venezia via terra, transitando da Basilea.

Querini nei suoi scritti fa riferimento ad un certo Giovanni Franco, navigatore italiano che si era stabilito in Svezia presso la corte del re.

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Francesco Negri

Di Ravenna, sacerdote. Nel 1663 si spinge sino in Lapponia e quindi arriva a Capo Nord, dopo un tentativo fallito che dalla costa Norvegese lo vede tornare a Stoccolma. Da qui riparte e segue la costa norvegese sino a Capo Nord.

Scrive il manoscritto "Viaggio Settentrionale" che sarà pubblicato nel 1700, dopo la sua morte, dove vi è una precisa ed accurata descrizione della vita dei Lapponi e del Norvegesi del XVI secolo… spinto dalla curiosità e dall’avventura per quelle terre dove "nessun frutto vi può rendere per l’estremo freddo al testimonio de’ scrittori; e pure vi si sostenta il genere umano. Non si trova altra terra abitata, che si sappia, sotto il suo parallelo, e la zona glaciale artica è totalmente ignota. Dunque è forza che quel paese abbia qualità agli altri non comuni, ma singolari; dunque sarà la più curiosa parte del mondo per osservarsi."

Nel 1666 rientra in Italia.

Francesco Negri Francesco Negri


Non si hanno altre informazioni, se qualche socio o navigatore ne fosse in possesso può trasmetterle alla redazione: info@circolopolare.com



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Giuseppe Acerbi

Nella primavera del 1799, il mantovano Giuseppe Acerbi effettua un viaggio di esplorazione che parte da Kemi in Finlandia e arriva a Nord kapp, lungo il tragitto che attualmente delimita il confine tra Svezia e Finlandia.

Giuseppe Acerbi nasce a Castel Goffredo in provincia di Mantova il 3 maggio 1773, compie studi in legge , con particolare attenzione alle materie umanistiche e sociali; ma è soprattutto la padronanza delle lingue inglese, francese e tedesco che gli consentono di viaggiare e di essere un ottimo documentarista del suo tempo.

 

Raggiunge Oulu nell'attuale Golfo di Botnia al nord della Finlandia, con un amico italiano, il bresciano Bernardo Bellotti, e qui si unisce a specialisti svedesi di botanica e meteorologia quali Skjoldebrand e Johan Julin.

tragitto

Le ricchezze dell'esplorazione di Acerbi sono le osservazioni e la documentazione che raccoglie sul popolo Lappone, i loro costumi, vita sociale e il rapporto con il territorio e la natura…e nel 1799!

Acerbi mette in pratica la sua preparazione poliedrica così da osservare, disegnare, annotare il suo viaggio sotto diversi aspetti: territorio, natura, genti, flora, fauna, musica.

Di Acerbi e di Skjoldebrand, sono importanti i loro disegni:

illustrazioni

Nel 1802 pubblica a Londra, in lingua inglese, un resoconto dei suoi viaggi nell'Europa del nord: "Travel through Sweden, Finland and Lapland to the North Cap in the years 1798 and 1799" (la traduzione italiana, in realtà solo un compendio dei "Travels" e sarà pubblicata a Milano nel 1832 con il titolo "Viaggio al Capo Nord").Nei suoi viaggi conosce molte personalità di grande importanza europea come Madame de Stael, Goethe, Malthus, Klopstock.

Vive a Parigi, come addetto alla legazione della Repubblica Cisalpina e qui incontra e frequenta Napoleone. Ma il suo soggiorno parigino termina in modo brusco e fa ritorno in Italia dove completa molti studi di scienze naturali, agricoltura e musica…Nel 1815 è a Vienna, dove viene nominato Console Generale d'Austria a Lisbona, città che mai raggiunge in quanto si sofferma a Milano, ove fonda e dirige la rivista "Biblioteca Italiana".

Nel 1825 viene nominato Console Generale d'Austria in Egitto, e l'anno successivo si stabilisce ad Alessandria. "Rimane in Egitto fino al 1834 compiendo numerosi viaggi ed esplorazioni. Partecipa alla spedizione archeologica di Champollion, visita l'alto Egitto e la Nubia, successivamente si reca anche nel basso Egitto. In questi viaggi raccoglie moltissimo materiale archeologico che oggi fa parte delle collezioni di vari musei italiani e stranieri, tra cui quelli di Milano e di Mantova (Museo Egizio di Palazzo Te)".

Tornato in Italia e nel 1836 si ritira definitivamente a Castel Goffredo, sua città natale, ove vi muore il 25 agosto 1846.

"Il Premio letterario Giuseppe Acerbi, narrativa per conoscere ed avvicinare i popoli"

La città di Castel Goffredo dedica ad Acerbi un premio letteraio annuale, dal 1993 con lo scopo di divulgare l'immagine di Castel Goffredo nel mondo non solo attraverso il suo prodotto industriale più rilevante, le calze, ma anche tramite iniziative culturali di alto livello. Il Premio si propone di contribuire alla diffusione di produzione letteraria di autori fino ad ora poco conosciuti in Italia, provenienti da nazioni o aree culturali europee ed extraeuropee".

www.rovaniemi.fi/lapinkavijat/acerbi/acerbi_en.html

www.overtornea.se/svenska/kultur-fritid/ottar/engelska/acerbieng.htm

www.ub.uit.no/northernlights/eng/acerbi.htm

www.hallinto.oulu.fi/viestin/t-pisto/arkisto1999/12-99/acerbi.html

 

www.mantova.org/premioacerbi/



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