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Gli italiani: grandi esploratori, navigatori, ammiragli degli oceani ma anche capitani di ventura.
 

Costantino Beltrami (1799- )

Giovanni Battista Belzoni (1778-1823)

Nino Bixio, Luogotenente di Garibaldi

Franco Carletti (1573-1636)

Guido Cora ( 1851-1917)

Alessandro Malaspina

Eugenio Pietro Parent, (1835 - 1898)

Antonio Pigafetta (1480-1524)

Filippo Sassetti (1540- 1588)

Enrico Tonti o Henry de Tonti

 

 

Scopritore delle sorgenti del Mississipi, nel 1823.

Nasce a Bergamo nel 1779.

Aderisce alla Repubblica Cisalpina e al movimento napoleonico, che lo vede protagonista nelle Marche in contrapposizione al regime papalino di Roma. Nel 1821 intraprende il suo viaggi verso gli Stati Uniti, e a St. Luis, affascinato dal nuovo mondo e dalle grandi praterie, si unisce alla spedizione di Clark, il cui compito è di ispezionare i forti del corso superiore del Mississipi.

Quindi partecipa alla spedizione di verso i confini del Canada., dove arriva fino all’area del Red River, proseguendo da solo verso il Red Lake, dove quindi scopre un laghetto che battezza lago Giulia, che si rileva essere la fonte da dove nasce del Mississipi: è il 31 agosto 1823.

"Oggi in America gli viene riconosciuto il merito delle sue scoperte: la contea dove sorgono le sorgenti del Mississipi si chiama Beltrami County."

A Beltrami il Circolo Polare dedica una specifica scheda, per via delle sue scoperte, la stesura di un dizionario Inglese-Sioux, il plagio effettuato da Fenimore Cooper con la stesura del romanzo "l’Ultimo dei Mohicani", la raccolta dei cimeli presenti nel Museo Etnografico di Bergamo…

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Padovano. Fu attivo in Egitto nel 1815, rivolgendo la sua attività alla scoperta di oggetti antichi: a lui si deve fra l’altro, la scoperta della tomba di Sethos I nella valle dei Re, denominata in seguito "tomba Belzoni", nonché l’apertura della tomba di Chephren.

"… il vero scopritore dell’Egitto delle piramidi e delle mummie è un avventuriero italiano, mezzo archeologo e mezzo antiquario, mezzo Indiana Jones e mezzo Cagliostro: Giovanni Battista Belzoni, padovano."

Bibliografia: Marco Zatterin:il colosso del Nilo, Mondadori Milano.

Giovan Battista Belzoni pubblica in inglese a Londra, i risultati dei suoi viaggi nell’Egitto e nella Libia.

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Si imbarca a 14 anni come mozzo di un veliero sul litorale del Brasile.

Lo si ritrova prigioniero di una tribù malese a Sumatra.

Quindi torna in Italia, si iscrive alla Giovane Italia e partecipa alla prima guerra di indipendenza e alla difesa di Roma.

Ritorna in mare e naviga verso il Sud America e il Pacifico: è il primo italiano ad arrivare in Australia a Melbourne senza scali.

Nel 1859 è di nuovo con Garibaldi nei Cacciatori delle Alpi, quindi partecipa alla spedizione dei Mille. Gli storici gli attribuiscono che come luogotenente suggerisce a Garibaldi la celebre frase "qui si fa l’Italia o si muore". Nino Bixio è legato al tragico episodio di Bronte in Sicilia, dove sono fucilati cittadini inermi da parte dei garibaldini.

Con lo scioglimento dei "garibaldini", dopo l’incontro di Teano, Bixio si inserisce nel regio esercito Sabaudo come tenente generale, successivamente viene eletto deputato e poi senatore.

Dopo il recupero della spinta garibaldina da parte dei Savoia e l’esilio di Garibaldi a Caprera,

abbandona la vita politica e l’Italia, arma il piroscafo Maddaloni e fa rotta verso il Mar della Sonda e le Indie Olandesi. Qui si perdono le traccie.

Incisa di Camerana nel suo libro sugli italiani all’estero, osserva come Garibaldi e Bixio "…da capitani di mare siano finiti generali di terra".

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Mercante fiorentino, partì con il padre nel 1594 per comprare schiavi al Capo Verde e venderli in America. Ma il viaggio si prolunga sino a Panama, Messico e quindi il Pacifico, le Filippine, il Giappone, Macao e Goa.

Nel viaggio di ritorno, presso l’isola Sant’Elena e assalito e derubato da due vascelli olandesi. Nel 1606 fa ritorno a Firenze, praticamente rovinato.

Scrive il libro Ragionamenti del mio viaggio intorno al mondo", oggi a cura di Gianfranco Silvestri ed. Einaudi 1958.

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Partecipa alla spedizione danese guidata da Hovgaard con la nave Dijmpha: salpa nel luglio 1882 da Kopenhagen verso il passaggio Nord-Est, ma la nave resta intrappolata dai ghiacci a Capo Ciornoij nel Mar di Kara. Rientra nel dicembre 1883.

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Ufficiali di marina al servizio della Spagna.

Effettua la circumnavigazione delle colonie spagnole d’America, dove spera di arrestare la decadenza spagnola, ma viene imprigionato e tornerà in Italia solo per morire.

A lui e a Fabio Ala Ponzoni sono attribuite le "Lettere dal Vecchio e Nuovo Mondo 1788-1803". Il Mulino ed.

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Tenente di vascello, partecipa alla prima spedizione di Nordenskijold del 1872 nel tentativo di percorrere il passaggio Nord Est con la nave Polhem: dal Mare di Barents allo stretto di Bering e quindi Oceano Pacifico.

La spedizione sverna all’isola di Perry che rientra in Tromso nel 1873.

Nordenskijold ritenta con successo con la nave Vega in cui è imbarcato Giacomo Bove come idrografo:

Giacomo Bove: esploratore

approfondimento »



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Partecipa con Magellano alla prima circumnavigazione della terra via mare.

Vicentino, si reca nel 1518 in Spagna alla corte di Carlo V. Si aggrega alla spedizione di Magellano come uomo d’arme e scampa tutte le vicissitudini del viaggio, in cui muoiono 219 dei 237 uomini partiti. Rivide la Spagna nel 1522.

Scrisse una dettagliata relazione sulle sue avventure. Stabilitosi a Mantova nel 1523 scrisse la relazione definitiva dei suoi viaggi che però sarà pubblicata nel 1536, dopo la sua morte.

Corpo robustissimo, spirito avventuroso, non appena ebbe sentore dei preparativi per la spedizione alle Molucche…"deliberò fare esperienza di sé e andare a vedere quelle cose che potessero dare alcuna soddisfazione a lui medesimo e parturigli qualche nome appresso alla prosperità".

Durante il viaggio, Pigafetta tenne un esatto diario di viaggio che gli permise di stendere al ritorno una relazione circostanziata a Carlo V: il diario è andato perduto.

La relazione, che insieme alle notizie recate dai pochi superstiti del grande viaggio, consentì a Pietro Martire d’Andiera di scriverne la storia, di cui una copia fu trovata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.Rientrato in Spagna nel 1422 con la nave Victoria, l’unica delle cinque partite con Magellano, visse in Portogallo, Francia e Venezia, ove qui si perdono le sue tracce, infatti dal 1524 non si hanno di lui più notizie.

Bibliografia: Viaggio di Antonio Pigafetta in Ramusio Navigazioni e Viaggi, di Marica Milanesi, Einaudi 1978.

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mercante, con interessi nei mercati asiatici e in Brasile.

Nasce a Firenze nel 1540, si dedica alla mercatura per conto terzi. Nel 1578 partì per la penisola iberica come agente di diverse case commerciali. Arriva sulla costa del Malabar a sovrintendere al traffico del pepe, nel 1582.

Ma dopo cinque mesi di navigazione tormentata, tocca le coste del Brasile e torna indietro.

Nel 1583 raggiunge Goa e vi resta fino al 1588, anno in cui muore.

Le sue lettere sono documenti di straordinaria testimonianza sul mondo cinquecentesco.

Bibliografia: Il gran Mercato di Lisbona da Lettere da vari paesi, di Filippo Sassetti, Longanesi 1970.

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Figlio di un esule napoletano e luogotenente dell’esploratore francese René de La Salle, mutilato di un braccio, una specie di capitan Uncino, "incredibilmente coraggioso, un puro eroe" come lo descrive Anfitheatrof, con un corredo di avventure da far invidiaa Corto Maltese". (Incisa pag. 183).

La Salle, un grande esploratore francese che navigò il Lago Ontario e giunse alle Cascate del Niagara. Nel 1681 discese sino alla foce del Mississipi, quasi sempre ben accolto dagli indiani. Sulle rive del Golfo del Messico, La Salle prese possesso in nome del Re di Francia, della valle del Mississipi e le diede il nome di di Luisiana.

Luogotenente di La Salle, nell’impresa che lo portò dal Lago Michigan alla foce del Mississipi fu l’italiano Enrico Tonti. Figlio di un banchiere, stabilitosi in Francia verso la metà del XVII secolo. Enrico Tonti fu soldato e seguì La Salle in tale qualità; incaricato dal comandante di tenere il forte Niagara, fra L’Eire e l’Ontario, Il Tonti seppe conquistarsi la fiducia e l’amicizia degli Illinois…morto La Dalle e quasi tutti i membri della spedizione, Tonti rimase fra gli Illinois vivendo dei prodotti della caccia e della Vendita delle pelli.

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