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Svedese, ingegnere.
Era convinto che il pallone
aerostatico potesse raggiungere il Polo Nord, perché attraverso
il volo si impiegava meno tempo nel coprire le distanze e si potevano
superare con più facilità gli ostacoli dovuti ai canali
e agli hummock della banchisa.
Battezza il suo pallone aerostatico Ornen che in vedese
significa Aquila, fatto costruire a Parigi. Tenta una prima
volta a partire dalle Spitzbergen nel 1896 ma deve desistere per
via dei continui venti contrari. Ritenta nel luglio del 1897 con
due compagni di avventura: il fotografo Strindberg e lingegnere
Frankel. Non sono stati più rivisti vivi.
A rendere possibile la spedizione vi sono il contributo finanziario
di Alfredo Nobel e dello stesso Re Oscar di Svezia: laerostato
è stato prodotto in Francia e prevedeva lutilizzo di
un sistema di vele e di tre lunghi cavi moderatori, pesanti 850
kg e lunghi circa mille metri.
Le vele consentivano di cambiare direzione sfruttando i venti mentre
i cavi moderatori avevano la funzione di frenare il movimento e
di impedire allaerostato di sollevarsi oltre i 200 metri.
L11 luglio 1897 lOrnen partì dalla Baia Virgo
a nord delle Svalbard, ma subito dopo la partenza parte dei cavi
moderatori si strapparono perché impigliati tra le rocce.
Dopo 10 ore gli esploratori hanno percorso circa 470 chilometri
ma una forte perturbazione raffredda lidrogeno provocando
un forte aumento del peso costringendo lareostato ad abbassarsi
e a cadere sul pack, alla longitudine 82° 56 Nord. I
tre, vista la lunga distanza che li separava dal Polo Nord ( ancora
3.600 chilometri!), decidono di ritornare e iniziano una lunga marcia
sui ghiacci con slitte da loro trascinate: è il 23 luglio
1897 e si incamminano verso Capo Flora nelle terre di Francesco
Giuseppe. Ma la marcia si presenta dura e faticosissima, inoltre
non avendo un equipaggiamento adatto si resero conto di non poter
trascorrere linverno sul pack e quindi, il 23 agosto decidono
di dirigersi verso le isole a Nord dello Spitzbergen: lultimo
campo è del 5 ottobre sullisola Bianca a Nord Est dalle
Spitzbergen.
Il 6 Agosto 1930, i loro resti, i diari e le fotografie scattate,
sono stati ritrovati durante la spedizione della nave baleniera
Bratvaag. Il ritrovamento dei diari e delle foto hanno consentito
di ricostruire la tragica prima spedizione aerea verso il Polo Nord.
Solenni funerali sono stati svolti a Stoccolma nellottobre
del 1930 e i resti dei tre esploratori sono ora sepolti nel cimitero
di Stoccolma.
Grazie ai ritrovamenti dei diari, è stato possibile ricostruire
la loro audace e tragica esplorazione: il libro è stato
pubblicato anche in Italia nel 1930 dalla Mondadori e unedizione
storica è disponibile presso lAssociazione del Circolopolare.
Oggi nella sua città natale a Granna, nel sud della
Svezia, vi è un interessante museo (Andrèemuseet),
dedicato alla sua avventura e alla ricerca polare del passato, del
presente e del futuro, in quanto collegato con lo Swedish Polar
Research Istitute.
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andree.grm.se/
Il Samuel Andrèe Museum in Granna.
Qui sono visionabili diverse foto dei
tre esploratori, le cui lastre sono state ritrovate nellArtico
ben conservate ben 33 anni dopo la loro scomparsa; oltre a
moltissimi oggetti personali e ai diari. Inoltre, al museo
vi sono due rappresentazioni video: i funerali dei tre esploratori
avvenuti a Stoccolma alla presenza del Re di Svezia, e un
reportage effettuato da un gruppo di ricercatori dellUniversita
svedese di Umea durante una spedizione archeologica effettuata
nel 1998 e nel 2000, al fine di ricostruire il sito dellultimo
campo dei tre esploratori allIsola Bianca.
Il team dellUniversità
di Umea, dipartimenti dellAmbiente e di Archeologia,
era diretto dal prof. Noel D. Broadbend e prof. Johan Olofsson.
Ha iniziato la prima ricerca sul luogo del ritrovamento dellUltimo
Campo di Andrèe e dei suoi due compagni Strindberg
e Fraenkel, nel 1998, completando il lavoro nel 2000, allo
scopo di commemorare il centenario dalla morte dei tre esploratori,
e al raggiungimento dei tre seguenti obiettivi generali:
- Delimitare e studiare il sito nel
suo insieme, con possibili ritrovamenti di ulteriore materiale;
- Definire una mappa completa e precisa
del sito;
- Elaborare precise indicazioni al
fine di ulteriori ricerche e protezione del sito.
Lo studio è disponibile presso
il Museo e presso la segreteria del Circolo polare.
Inoltre, nel museo vi una sezione interattiva
dedicata allarea Artica e del Polo Nord, con particolare
sulla struttura geo-fisica e sulle esplorazioni effettuate
nel passato, in quanto collegato con lo Swedish Polar Research
Istitute.
Un museo quindi importante e da visitare,
collocato sul lago Vattern che consente un clima caldo destate
in un suggestivo paese quale Granna, dove l11 Luglio
di ogni anno (giorno di partenza dellOrnen verso il
Polo Nord) vede radunarsi molti equipaggi e mongolfiere per
celebrare la storica data.
Il museo ha inoltre prodotto un video
VHS che riassume i due tentativi dellOrnen, il ritrovo
dei resti, i toccanti funerali a Stoccolma nel 1930, un video
con sottotitoli in inglese dal titolo: Their Frozen Dream,
del 1997. Copia del video è disponibile presso la segreteria
del Circolopolare e presto sarà in vendita da parte
dellAssociazione.
Nella ricerca via Internet segnaliamo un sito francese che
riporta moltissime informazioni sulle esplorazioni polari
e su Samuel Andrèe: www.transpolair.com/explorateurs/andree/
Altro sito interessante che riporta moltissime informazioni
su Andrèe e in particolare "il mistero di Andrèe"
è consultabile a:
ku-prism.org/andreemystery/andreeindex.html
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Chi desidera approfondire le informazioni
sulla cittadina di Granna e sullinteressante area
del lago di Vattern, nella Svezia del sud, può
consultare le "Pagine
Turistiche". |
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