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Luigi Amedeo d'Aosta Duca degli Abruzzi 1873 - 1933
 
 
Amedeo d'Aosta Duca degli Abruzzi

Si appassiona alla montagna attraverso lo scienziato barnabita Francesco Denza, fondatore dell’Osservatorio meteorologico di Moncalieri.

A 16 anni si imbarca sul Brigantino Amerigo Vespucci, dove incontra Umberto Cagni tenente di vascello dell’Amerigo Vespucci e suo compagno fisso nelle future eplorazioni.

1892-1894 Si addestra con scalate sul monte Bianco e sul Monte Rosa, e sul Cervino. Fu il primo a scalare il Dente del Gigante, quindi raggiunge la vetta del Cervino insieme a Mummery, il 27 gennaio 1894, attraverso una nuova, pericolosa ed inesplorata via: la cresta Zmutt.

La pianificazione meticolosa fu una caratteristica e una chiave del successo di tutte le spedizioni del Duca. Infatti prima di ogni viaggio dedicava una quantità molto tempo e interi mesi alla preparazione, documentandosi, facendo e rifacendo calcoli minuziosi, controllando ogni dettaglio….

1894 Si imbarca sulla Cristoforo Colombo per una missione diplomatica che dura 26 mesi. Durante il viaggio approda a Vancouver e conosce il massiccio del Sant’Elia (mt. 5.489), situato al confine tra l’Alaska e lo Yucon.

1898 Scalata alla terza punta delle Grandes Jorasses con la guida di Courmayeur, Petigax.

 

1897 partenza da Torino per la scalata del S.Elia, in Alaska

monte Sant'Elia

Montagna segnalata dal danese Vitus Bering nel 1741 e da James Cook nel 1778. Il nome Sant’Elia è stato dato da James Cook, mentre Bering aveva chiamato Sant’Elia il capo sul mare.

La spedizione è composta da Umberto Cagni, Francesco Gonella (Presidente del CAI), Filippo De Filippi, Vittorio Sella (cugino di De Filippi) e nipote di Quintino Sella (Fondatore del CAI) ed Erminio Botta. Oltre a quattro guide: Joseph Pitigax e Laurent Croux di Courmayeur; Jean Antoine Maquignaz e Andrea Pelissier di Valtournenche.

Il gruppo parte da Liverpool per New York e attraversano gli Stati Uniti suscitando molto interesse e curiosità, in quanto si deve ricordare che in quel periodo " gli italiani erano considerati un popolo di emigranti e di poveracci"

La vetta è raggiunta il 2 Agosto 1897, dopo una indimenticabile ed estenuante attraversamento del ghiacciaio Malaspina.

 

1899-1900.Verso il Polo Nord con la Stella Polare

nave Stella Polare

 

Autunno 1998, si reca in Siberia a Irkutsk, insieme a Cagni per acquistare i cani da slitta. Andree con l’aerostato si era dispenrso sul pack.

La spedizione è composta da 11 italiani: Umberto Cagni, Francesco Querini, il medico Achille Cavalli Mulinelli, quattro guide: Petigax, Felix Ollier, Cyprien Savie e Alexis Fenoillet; due marinai: Giacomo Cardenti e Zsimone Canepa; un cuoco: Gino Gini. Oltre a otto norvegesi alla guida della nave. Infatti il Duca d'Abruzzo comprò una baleniera tre alberi per la caccia alle foche "Jason, che dopo opportune modifiche venne ribattezzata "Stella Polare".

La Stella Polare salpò da Christiana (oggi Oslo) il 12 giugno 1899.

staff Stella Polare

Al porto di Arcangelo furono imbarcati i 121 cani russi da slitta, acquistati in Siberia. Il 12 luglio salpa verso l’Oceano Artico, diretto all’Arcipelago di Francesco Giuseppe, in particolare a Capo Flora dove viene lasciato un deposito di viveri e di materiali. Deposito trovato nel 1911 dalla spedizione Russa guidata da Valeria Albanov e descritta nel libro "Nella terra della morte bianca" edito da Corbaccio.

Quindi salpò verso l’Artico e gettò l’ancora nella Baia di Teplitz nella Terra del Principe Rodolfo, a 80°47’N.

baia di Tepliz

La baia sembrava offrire un rifugio alquanto sicuro per passare l’inverno, così da evitare la morsa della pressione dei ghiacci sulla nave. Ma la nave viene abbandonata in quanto si vengono a creare grosse falle dovute alle pressione del ghiaccio.

Durante l’inverno polare, il Duca ebbe un incidente con il conseguente congelamento di una mano; incidente che portò all’amputazione di alcune falangi e al necessario passaggio del comando a Cagni per la spedizione verso il Polo Nord con le slitte.

Duca degli Abruzzi

Spedizione che iniziò il 20 febbraio ma che vide il rientro alla base di tutti gli equipaggi per via di incidenti alquanto seri, accaduti nel primo tratto della spedizione.

Dopo i lavori di riparazione delle slitte e dei finimenti per i cani, la spedizione ripartì l’11 marzo 1900.

tracciato Stella Polare

Di tre squadre che erano partite dal campo base per il raggiungmento del Polo Nord, solo quelle di Cagni proseguì oltre 83°16’N, alla temperatura di -47°.

La Squadra di Querini, Stokken e Ollier rientrò verso Tepliz ma non vi giunse mai: sono dispersi nel grande pack artico.

La squadra di Cardenti, Mulinelli e Savie rientrò dopo sedici giorni di grande fatica e patimenti, ripercorrendo 140 chilometri.

Cagni e compagni attraversano il parallelo 85°N il 17 aprile, il 25 Aprile raggiunsero 86°34’N, superando il record di Nansen di 37 Km ma ancora lontani dal Polo di ben 381 Km!

Cagni stella polare
Tracciato Cagni stella polare

Cagni decide di rientrare alla base. Il rientrò fu drammatico per via della deriva che li allontanava dalla meta: ritornatorono alla bse solo il 10 giugno, dopo 45 giorni dall’inizio del viaggio di ritorno!

Il 16 agosto, terminati i lavori di sistemazione della Stella Polare, la spedizione lascia la baia di Tepliz per giungere il 5 settembre nel porto di Hammerfest.

Kili Livingstone

E’ con la morte d Henry Morton Stanley che il Duca Luigi Amedeo di Savoia inizia ad interessarsi al Ruwenzori, dopo aver letto un estratto della conferenza di Stanley dove dice"…spero che un uomo votato al suo lavoro, un alpinista appassionato, prenda in considerzione il Ruwenzori e lo studi, lo esplori da cima a fondo. Attraverso le sue enormi creste e i suoi profondi canali".

Duca degli Abruzzi

Primavera 1906, parte la spedizione per raggiungere la vetta del Ruwenzori. Il 15 maggio 1906 la spedizione lascia il lago Vittoria.

Monte Stanley, di 5.125 metri, raggiunto in vetta il 18 Giugno 1906.

 

L’organizzazione della spedizione al K2 avviene nel gennaio 1909.

Gruppo della spedizione: Vittorio Sella, scalatore e fotografo. Guide valdostante: Joseph Petigax e suo figlio Laurent, i fratelli Alexis. Portatori valdostani: Emile Brocherel, Albert Savie, Ernest Bareaux. Altri alpinisti: Federico Negretto, Filippo De Filippi, Erminio Botta.

Maggio 1909 assalto alla cima del K2. Primo giugno, formazione del quarto campo a quota 5.560 metri. Dopo vari tentativi, a quota 6.666, il Duca dovette rinunciare all’impresa di salire oltre.

La spedizione effettuò molte rilevazioni scientifiche, misurò diversi ghiacciai, si completarono molte mappe ma dovette rinunciare a scalare il K2.

 

Muore il 18 marzo 1933 a Ghiohàr in Somalia, dove aveva fondato il Villaggio Duca degli Abruzzi: un villaggio-azienda agricola che sperimenta nuove e moderne tecniche di coltivazione e trasformazione dei prodotti. Nel 1926 la colonia comprendeva 16 villaggi abitati da 3.000 somali e 200 italiani. Vi erano un ospedale, scuole, negozi, fabbriche, una moschea e una chiesa cattolica.

Non abbiamo trovato molti siti completi sull'esploratore. Ne segnaliamo uno: www.guardiedonore.it/02/0201/0201e/a04.htm

 

Situato a Torino, sulla collina ove vi è il Convento dei Cappuccini, in una posizione paronamica che consente di osservare, dalla torretta chiamata Vedetta, ben 240 km. della catena delle Alpi: dal Monviso al Monte Rosa!

Il Museo è stato fondato nel 1874 tra i primi soci del Club Alpino Italiano, fondato da Quintino Sella. Vi sono oggetti donati dal Duca di Savoia dopo la spedizione della Stella polare.

Le sale sono dedicate a diversi aspetti della montagna: le Guide, la natura, l’ambiente montano. Le rocce e i minerali. Gli uccelli dell’ambiente montano ed alpino, i mammiferi, la flora alpina, i parchi naturali, le incisioni rupestri. I manufatti in legno e i prodotti artigianali. Un piano è dedicato all’attività alpinistica e al suo sviluppo nel tempo, con l’approfondimento della storia del Club Alpino Italiano; vi sono anche oggetti e storia relative a esplorazioni extraeuropee, in particolare alla catena Himalaiana. Nella sala XVII vi sono degli oblò attraverso i quali è possibile osservare fotografie eseguite da Vittorio Sella su cime alpine, himalaiane e caucasiche.

Infine vi una sala con la raccolta di modelli di rifugi alpini e con la descrizione di tecniche di risalita alpina, con relativi attrezzi tecnici. Da notare il modellino che raffigura la vecchia Capanna Osservatorio Margherita realizzata sulla Punta Gnifetti (a quota 4.551 metri), del secolo scorso.

 

Via G. Giardino 39 monte dei Cappuccini 10131 TORINO

Tel. +39.011.6604104 Fax +39.011.6604622

Direttore: Aldo Audisio

posta@museomontagna.org

www.museomontagna.org

 



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