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Laura De Santis ha svolto la sua conferenza sulla ricerca scientifica italiana nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca sull’Antartide, ponendo in luce l’importaza dell’analisi del ghiaccio sedimentato in Antartide.
Grazie a speciali attrezzature è stato possibile estrarre a 2.500 metri di profondità, blocchi di ghiaccio di 170 mila anni fa, e analizzate sul posto presso la stazione Italo-Francese Dome Concordia, situato ad est dell’altopiano antartico.
I blocchi di ghiaccio (cilindrici) consente di studiare le bolle di aria intrappolate nel ghiaccio al fine di recuperare preziose informazioni sull’evoluzione del clima nei secoli passati.
“Lo scopo di queste operazioni è cercare di ricavare campioni di ghiaccio formatosi migliaia di anni fa sia per comprendere qual era la temperatura allora, sia per studiare la composizione dell'atmosfera. In questo modo, potremo studiare con maggior precisione l'andamento climatico del nostro pianeta e quindi capire meglio anche gli attuali cambiamenti climatici.”
Per inciso, i russi sono riusciti a scendere fino a circa 3700 metri, scoprendo un lago subglaciale Vostok, di enormi dimensioni.
Il progetto EPICA (European Project on Ice Coring in Antarctica) prevede di arrivare fino ad una profondità di 3.200 metri, con l’obiettivo scientifico di prelevare ghiaccio formatosi circa un milione di anni fa. Il più antico ghiaccio mai visto dall’uomo è stato prelevato a 3.000 metri sotto la calotta antartica. I ricercatori coinvolti nel programma PNRA - Programma Nazionale di Ricerca Antartica - sono già all’opera per studiare il ghiaccio e comprendere le variazioni climatiche del passato e prevedere quelle del futuro: le carote di ghiaccio coprono circa 10-12 cicli glaciali e interglaciali e consentiranno di "studiare il clima e i gas serra durante i periodi interglaciali, quando gli esseri umani non avevano nulla a che fare con i cambiamenti climatici. La nuova carota potrebbe potenzialmente consentire di separare l'impatto umano sul clima dalle cause naturali e fare maggior chiarezza nel contesto dei cambiamenti climatici.”
(foto MNA)
Nasce dalla collaborazione paritetica tra Italia e Francia, iniziata nel 1993 tra l'Istituto Polare Francese Paul-Emile Victor (IPEV) ed il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).
La stazione è operativa tutto l’anno anche durante il freddo inverno antartico, è situata sul plateau antartico (sito di Dome C - 74° 06' S, 123° 21' E – quota: 3230 m).
La prima stagione invernale è iniziata il 15 febbraio 2005. si è aperta la prima stagione invernale presso la Stazione italo-francese Concordia, situata sul plateau antartico (sito di Dome C - 74° 06' S, 123° 21' E – quota: 3230 m). . Un sistema di videocollegamento punto-punto, testato fin dall'inizio dell'isolamento invernale dei partecipanti, permette di vivere in tempo reale questa esperienza unica e irrepetibile.
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I blocchi di ghiaccio sono state ricavati mediante delle perforazioni grazie a “carote” profonde fino a 3.200 km dalla superficie.
“Dai carotaggi si è ricavato, attraverso delle analisi chimico-fisiche come la conduttanza ed il pulviscolo, la variazione della temperatura dell’Antartide per tutto l’arco di tempo studiato.
Queste informazioni sono state in parte ricavate misurando la quantità di pulviscolo intrappolata nei ghiacci, poiché più è elevata la concentrazione di pulviscolo più il periodo sarà stato secco e freddo. Quindi si è visto che nei carotaggi più profondi, intorno ai 500 mila anni i periodi interglaciali erano lunghi e meno pronunciati, con una minore differenza tra un ciclo e l’altro, mentre dopo i 430.000 anni i cicli interglaciali diventarono più brevi e quelli glaciali più lunghi differenziandosi in maniera sempre più spiccata, è che ad ogni “salto” la terra rispose con un suo cambiamento morfologico.”
- Dal 2003 è ricercatrice all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, Trieste.
- NEL 1995, acquisisce il Dottorato di Ricerca in Geologia/Earth Sciences, University of Parma (Italy).
- Nel 1990: si laurea in Geologia/Earth Sciences, University of Parma ( Italy )
- Ha partecipato a quattro spedizioni in Antartide.
- Il suo completo Curriculum Vita - Esperienza, Progetti, Pubblicazione
è pubblicato a pagina
La calotta glaciale occidentale è caratterizzata da una notevole dinamicità: si stima,
ad esempio, che negli ultimi 20.000 anni il suo volume si sia ridotto di almeno 2/3. Studi
basati sulla sismica multicanale nel Mare di Ross hanno individuato un'importante
superficie d’erosione nel Pliocene inferiore, denominata RSU2. L’orizzonte RSU2 marca
un drastico cambiamento nella geometria del margine ed in quella delle sequenze
deposizionali. Il programma proposto intende studiare in dettaglio la morfologia della
RSU2 e la geometria delle unità sovrastanti e sottostanti. Tale studio, basato sulla sismica
a riflessione, fornirà nuovi dati sul processo erosivo che ha prodotto la RSU2 e sulla
natura dei sedimenti adiacenti. L'elaborazione dei dati sismici prevede l’inversione
tomografica dei tempi d’arrivo delle onde riflesse sugli orizzonti interpretati, che
consentirà, attraverso il volume di velocità risultante, di caratterizzare le formazioni
geologiche che individuano la RSU2, fornendo valide indicazioni sulla sua origine e
sull'ambiente antartico nel Pliocene...
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(testo tratto dal sito ufficiale OGS)
Il Dipartimento è stato costituito nel 2004 e svolge attività di ricerca nell’ambito della geofisica marina, sia in ambienti costieri che oceanici, dal Mare Mediterraneo alle zone polari.
L’attività del Dipartimento, si sviluppa all’interno di programmi di cooperazione nazionali ed internazionali, con un significativo impegno rivolto anche alle amministrazioni pubbliche locali. Tra i temi di principale interesse le dinamiche costiere recenti, gli studi paleoclimatici in aree polari, i gas idrati, i vulcani di fango e i cold seeps, la stabilità dei versanti sottomarini e l’evoluzione dei bacini sedimentari marini.
L’attività di ricerca ha come principale metodo l’indagine geofisica.
Approfondimento
Borgo Grotta Gigante 42/C - 34010 - Sgonico (TS) - Italy
Tel.+39 040 2140 389 Fax.+39 040 2140 438
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Il Dipartimento Oceanografia ha il compito di svolgere, in autonomia scientifica e con specifici progetti, studi e ricerche rivolti: alla conoscenza dell´ambiente marino, della sua dinamica e delle sue interazioni con l´atmosfera e con la litosfera;
alla conoscenza ed alla analisi dei fenomeni geodinamici, morfogenetici, idrodinamici e meteorologici ai fini della prevenzione dei rischi naturali e del corretto utilizzo del territorio anche mediante la valutazione del rischio sismico.
Approfondimento del Dipartimento
Dipartimento OCEANOGRAFIA
Borgo Grotta Gigante 42/C - 34010 - Sgonico (TS) - Italy
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