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Polo sud, Polo nord: storia, mistero e fascino degli estremi che si toccano.  
 



 
 
Roberto Cossu e Aldo Scaiano aprono il convegno   Gianluca Frinchillucci   F.Michieli, R.Carrel, G.Massa, foto di G.Massa/G.Fassio

“Due giorni che mi hanno dato l’opportunità di incontrare più esploratori qui che in due o tre anni di attività, e di incontrare un migliaio di persone veramente interessate all’argomento delle terre polari….” Affermazione pubblica di Gabriella Massa, Archeologa Inuitologa e curatrice della recente mostra in Torino su “Inuit e popoli del ghiaccio”.
Giornate volutamente intense per aprire il 2007 Anno Polare Internazionale e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla storia e sulla realtà di oggi nelle terre polari, che non sono solo Polo Nord o Polo Sud ma che comprendono la Scandinavia, la Groeanlandia, la Siberia, l’Alaska, il Canada e la Patagonia. Due giorni in cui si è riassunta la presenza dell’Italia, dalle spedizioni di Umberto Nobile, Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, Giacomo Bove, alle più recenti di Renato Cepparo con Aleppi, alla presenza dell’Enea CNR con proprie basi in Artide ed in Antartide. Due giorni che potevano rischiare l’ingolfamento e la sovrapposizione tra troppi argomenti ma il fatto che molte persone siano rimaste quasi incollate nell’Auditorium dalle 15.00 alle 22.30, ha meravigliato sia gli organizzatori che i relatori.

Un evento articolato in tre differenti spazi: Auditorium con relazioni e filmati, area standistica con la partecipazione di Tour Operators e una libreria specializzata, i Chiostri con  due approfondite mostre sulle imprese di Umberto Nobile e di Guido Monzino.
Chi desiderasse conoscere le offerte e le opportunità per visitiare le terre polari, può cliccare e visionare ciò che propongono i Tour Operators, a pagina:
www.circolopolare.com

Interessante è stato collaborare con il mitico Rinaldo Carrel e Mario Brigando alle otto di mattina del sabato, nell’allestimento della mostra su Guido Monzino: “noi italiani siamo tutti generali, quindi se vogliamo raggiungere la meta, diamoci da fare”. Grazie Rinaldo e scusa se non siamo riusciti neppure ad offrirti un lauto pranzo ma ti sei unito a noi nel bar per mangiare un panino e bere una birra.

Gli esploratori e i relatori scovati in un bar, foto di G.Massa/G.Fassio

Rinaldo Carrel, delle Guide Alpine del Cervino ha seguito Guido Monzino nel raggiungimento del Polo Nord con slitte nel 1971 e con il compianto Mirko Minuzzo furono i primi italiani in vetta all’Everest nel 1973, con l’ultima delle 21 spedizioni di Guido Monzino. Dopo essere stato per lungo tempo presidente della Società Guide del Cervino, Rinaldo ora è il presidente della Scuola di Sci di Valtournenche.

F.Michieli, R.Carrel, G.Massa, R.Cossu   Gianluca Frinchillucci

I lavori sono stati aperti dalla relazione di Gianluca Frinchillucci, Direttore del Museo Geografico Polare di Fermo, che ha illustrato gli studi effettuati in Groenlandia nell’ambito della Carta dei Popoli Artici. Proiettando filmati e diapositive di spedizioni svolte con i giovani esploratori Giorgio Marinelli e Davide Peluzzi.  Quindi Gabriella A.Massa ha approfondito la storia e la situazione del popolo Inuit nell’Artico orientale, parlando delle nuove scoperte archeologiche.

Rinaldo Carrel ha ricordato la sua esperienza nelle tre tappe (con i cani e le slitte) di avvicinamento al Polo Nord e ha commentato il film che ha visto un grande gruppo nazionale ed internazionale raggiungere  il Polo Nord ed essere certificato da un quadrimotore canadese in collegamento satellitare con la Nasa.

Aurora Totaro del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano ha Illustrato l’Associazione e il Legato Guido Monzino che ha lasciato la casa, la stupenda Villa del Balbianello sul lago di Como, e tutto il materiale delle esplorazioni affinché si allestisse e si aprisse al pubblico la visione del materiale raccolto.

Aurora Totaro del FAI   La Signora Rita Ajmone Cat, Mario Brigando e Maurizio Allione

Tra le chicche: cena con menù “artico”  e una degustazione di esotiche miscele di Tè tradizionali Inuit, oltre alla degustazione di vino della Cantina Sociale di Maranzana (Asti), patria di  Giacomo Bove, il primo esploratore italiano a circumnavigare il Mare Glaciale Artico, dalla Scandinavia allo stretto di Bering.
Franco Michieli ha illustrato le sue esperienze esplorative in Groenlandia alla ricerca degli insediamenti dei Vichinghi.

Franco Michieli e Rinaldo Carrel   La mostra sulla Tenda Rossa e le spedizioni di Guido Monzino

La prima giornata si è chiusa con un filmato sull’ aurora boreale e la sua spiegazione scientifica, rimandando al giorno dopo la relazione sulle spedizioni di Umberto Nobile con i dirigibili Norge e Italia, per via di un forte abbassamento della voce di Aldo Scaiano, che ha rischiato di ripetere un secondo “disastro al polo”. Relazione che è stata svolta dal prof. Carlo Barbieri, Presidente del Comitato Umberto Nobile e del Comitato scientifico del Circolo Polare. La sorpresa è stata notare il differente pubblico che si è alternato nell’Auditorium, nell’area espositivo e nel Chiostro: giovani e anziani, curiosi e attenti che hanno sfruttato l’opportunità di ricevere notizie, visionare filmati, recuperare informazioni dai Tour Operators e dagli Enti Turistici del Canada, Svezia, Norvegia, Finlandia, Argentina e Cile, nonché del Consorzio Turistico di Valtournenche-Cervinia.

Renato Cepparo oggi,
foto di G.Massa/G.Fassio
  Gabriella Massa con Renato Cepparo,
foto di G.Massa/G.Fassio

Commovente è stata la partecipazione di Renato Cepparo, oggi arzillo novantatreenne, che ha guidato la spedizione in Antartide nel 1975-76 con l’apertura della prima base italiana dedicata a Giacomo Bove. Il filmato è un documento storico che ha visto la partecipazione attiva di molti alpinisti italiani. Inoltre, il filmato ha permesso a Fabio Baio e Roberto Sparapani, di fare il punto della situazione nelle ricerche italiane presso le basi Antartiche Baia Terranova-Mario Zucchelli e Dome C, la base di ricerca scientifica costruita insieme ai francesi.
Sono state evidenziate le attuali difficoltà in cui oggi navigano i programmi scientifici, con una drastica riduzione dei fondi proprio in occasione dell’Anno Polare Internazionale. In quest’ambito è stato significativo il progetto presentato da Enrico Mazzoli di Trieste che ha presentato un interessante PROGETTO DI RICERCA nell’ambito degli studi da svolgere nell’Anno Polare Internazionale.

Gabriella Massa con Enrico Mazzoli   Cesare Bumma e Maria Teresa Scarrone

La Presidente Maria Teresa Scarrone e il prof. Cesare Bumma, dell’Associazione Culturale Giacomo Bove e Maranzana, hanno ricordato la figura di Giacomo Bove e la spedizione scientifica svolta con la nave VEGA guidata da Erik Nordenskjöld nel 1878. Inoltre sono stati illustrati i suoi studi ed osservazioni preparatorie per una spedizione di attraversamento dell’Antartico con il raggiungimento del Polo Sud, ben trenta anni prima di Amundsen e Scott. Progetto non finanziato e accantonato per via del crescendo interesse politico per il continente Africano.

Mario Brigando   Padre De Agostini sul cutter  

Padre De Agostini sui monti con guanaco

Mario Brigando, alpino patagonico e figlio del vento essendo cresciuto a Punta Arenas, si è lanciato in un appassionata ricostruzione della vita e del lavoro  di padre De Agostini, sacerdote salesiano recatosi in Patagonia al seguito degli emigranti piemontesi. Qui padre de Agostini ha descritto la geografia delle grandi vette patagoniche, (Sarmiento, Paine e Cerro Torre) ma, non contento le ha scalate, sin dal 1913 insieme ad almeno due generazioni di Guide del Cervino, e con altri scienziati e alpinisti, come il grande Carlo Mauri.

Abele ed Agostino Pession   Paine Grande

Mario Brigando ha ricordato con commozione un altro esponente dei Ragni di Lecco, il mitico Casimiro Ferrari, ed ha portato anche i saluti di Daniele Chiappa, impossibilitato a presenziare per gli impegni imprevisti di volontario con l’elisoccorso di Lecco.

Carlo Barbieri

Carlo Barbieri ha illustrato l’epica spedizione di Umberto Nobile con il dirigibile Italia, ponendo in risalto il valore scientifico della spedizione e la grande opera di soccorso internazionale che ha visto rispondere sei nazioni, mille e cinquecento persone, otto navi, quindici aerei, gli alpini guidati dal mitico capitano Gennaro Sora. Egli ha ricordato come la navicella è stata attrezzata dall’ing. Pontremoli, allievo di Curie, al fine di effettuare studi sull’inquinamento atmosferico, e siamo nel 1928. Inoltre, come sia stata collaudato il più grande ponte radio e di trasmissione, tra il Dirigibile, la nave Città di Milano e la stazione radio di Monte Mario in Roma. Risultati scientifici oscurati dalle polemiche e dalla caduta del dirigibile sulla via del ritorno dal Polo Nord. Risultati che la storia ha recuperato e valorizzato, collocandoli nell’ambito del loro giusto contributo scientifico.

Sono stati presentati due nuovi libri:
“L’eroe della frontiera di ghiaccio” (Effemme Editore) dedicato da Michael Smith al marinaio Tom Crean (che fece parte anche della spedizione di Shackleton con l’Endurance), nella collana dedicata agli esploratori.
“Vero Nord” (Corbaccio) di Bruce Henderson, sulla polemica tra Cook e Peary, a proposito del raggiungimento del Polo Nord, e dei metodi usati per divulgare diffamazioni e notizie false da parte di Peary, provocando un dubbio che rimane, a oggi, insoluto, sebbene si sia propensi a credere che solo Cook arrivò vicino al Polo Nord.

Le due pubblicazioni avranno uno spazio significativo nella rubrica “libri on line” del circolo polare. approfondimento »


Davide Sapienza

Davide Sapienza, appena rientrato dal Canada è riuscito a comunicare la situazione delle popolazioni e lo stato di smarrimento in cui vivono. Molta stampa ha dipinto le popolazioni Artiche in modo distorto, senza porre in risalto la verità dei fatti: riguardo la caccia alla foca in Newfoundland e Quebec, i cuccioli di meno di dodici giorni di vita della foca groenlandica, i whitecoat, non possono essere cacciate sin dal 1982; solo gli Inuit possono prelevarne un modesto quantitativo per la sussitenza. Il numero di foche è cresciuto e ora è intorno ai 5,8 milioni di esemplari (harp seal, foca groenlandica). Diversi studi stanno cercando di stabilire se oltre alla dissennata opera dell’uomo (nell’Atlantico pescano oltre sedici nazioni)
la scomparsa del merluzzo sia dovuta anche a un numero troppo alto di foche, come sostengono diversi saler, i cacciatori di foche. Il fatto che gli Inuit, vivendo tra i ghiacci, si siano sempre nutriti esclusivamente di animali presenti sul territorio e nel mare non esclude che anche gli abitanti del Newfoundland e della Ile de la Madeleine in Quebec facciano lo stesso dal 1700. 
Oggi gli Inuit possono acquistare la carne al supermercato, ma i costi sono altissimi nell’Artico e inoltre proverrebbe comunque dai macelli e dagli allevamenti intensivi e disumanii: le foche nascono e vivono bene nel mare, gli animali che mangiamo noi nascono e crescono in cattività senza consocere una vita “naturale”. Non esiste un problema di estinzione, per le foche, e almeno in Canada, negli ultimi 40 anni sono state adottate molte misure per rendere sostenibile e umanamente possibile questo genere di caccia che, avendo un forte impatto visivo, è diventata il simbolo dei gruppi animalisti di tutto il mondo: spesso capaci di raccogliere più fondi (l’IFAW fattura 1000 mln di dollari all’anno) di tutti i cacciatori di foche di Newfoundland, Quebec e Nunavut e Nunatsiavut messi assieme (totale, circa 55 mln di dollari di fatturato lordo). Non è dunque solo un problema per gli Inuit ma per intere comunità rurali già, mediamente, sostenute da redditi medi sotto la soglia di povertà stabilita dal governo canadese.
Davide ha suggerito di vedere oltre alle comunicazioni ufficiali, ribadire come perfino Greenpeace e il WWF abbiano cambiato atteggiamento e riconosciuto che lo sterminio delle balene e delle foche non era provocato dai nativi, ma da nazioni coinvolte nella pesca intensiva per alimentare la tavola dei paesi opulenti e ricchi. Torneremo su quest’argomento perchè anche dal convegno si sono levate voci di pericolo e di allarme, ricordando come “i bisonti delle praterie americane sono stati sterminati dai pionieri e dagli invasori per altri mercati, non certo dai nativi.”

Le due giornate sono state chiuse da Bruno Bocchi, con l’illustrazione delle caratteristiche territoriali dell’artico e dell’antartico, con suggestive foto sulla base di transito del Duca degli Abruzzi con la nave Stella Polare; infine, ha condotto il pubblico alla visione della magica interpretazione di Kenneth Branagh sull’epica figura di Ernest Shackleton.

Due giornate intense, ricche, inebrianti che diventeranno itineranti in altre città italiane, per tutto il 2007 Anno Polare Italiano.
Due giornate auto-finanziate, in cui i relatori hanno messo a disposizione i loro contributi, del tutto gratuitamente, a favore delle finalità che si è posto il Circolo Polare per il 2007: diffondere e far conoscere le Regioni Polari da un punto di vista storico, antropologico e culturale, valorizzando il contributo degli italiani.

A cura di Aldo Scaiano

Museo geografico polare Silvio Zavatti, di Fermo. approfondimento »


Guido Monzino e Rinaldo Carrel. approfondimento »


5 maggio 1973 raggiungimento vetta Everest. approfondimento »


FAI Fondo Ambiente Italiano e villa Balbianello. approfondimento »


Associazione Giacomo Bove. approfondimento »


Il sito di Davide Sapienza, scrittore e giornalista. approfondimento »


Il sito di Gabriella Massa, archeologa inutologa. approfondimento »

 

 



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